Tipi di lavoratori: qualità e difetti

· 16 febbraio 2018

Tutte le aziende hanno all’interno del loro staff tipi di lavoratori molto diversi tra loro. Alcuni sono essenziali per lo sviluppo e l’espansione del marchio, mentre se altri se ne andassero non si noterebbe, o addirittura sarebbe cosa gradita. Saperli differenziare a volte può essere un compito arduo, soprattutto quando i meno validi usano tecniche sibilline per mascherare il loro scarso contributo.

D’altra parte, sapere che il nostro contributo lavorativo è importante per l’azienda si ripercuote direttamente sulla nostra autostima. Ci fa sentire utili e necessari e aumenta il nostro amor proprio grazie alle congratulazioni per un lavoro ben fatto. Purtroppo, non tutti condividono queste idee di auto-realizzazione personale o le intendono nel modo corretto.

Ci sono persone chiaramente conflittuali che cercano di ottenere il massimo con il minimo sforzo. Molte di loro cercano anche di passare sopra ai propri colleghi per ottenere ciò che vogliono. A volte queste tecniche sono anche apprezzate dai superiori, i quali preferiscono avere individui inaffidabili, ma che generano maggiori profitti.

In questo senso, in un mercato del lavoro competitivo ed endogamico, è molto difficile trovare lavoratori davvero validi. Gente lavoratrice, responsabile, assertiva e nobile, che non ha bisogno di ricorrere a un comportamento spregevole, come ad esempio calpestare il contributo degli altri per raggiungere grandi obiettivi.

Permettere che un’impresa cresca attraverso il disagio e dispiacere dei propri lavoratori è poco etico. Inoltre, ciò finisce per generare una cattiva reputazione e far sì che i dipendenti stessi cerchino un altro lavoro più accessibile e adatto alle loro capacità.

Per essere in grado di distinguere chi merita da chi invece è meglio trattare con attenzione, abbiamo sviluppato delle tipologie specifiche. Grazie a esse, sarà molto più facile stabilire i pro e i contro delle idiosincrasie di ogni lavoratore.

Persona che lavora al computer

9 tipi di lavoratori: qualità e difetti

Il tossico

Si tratta di una persona da cui è necessario stare alla larga. È invidiosa, meschina, gelosa e manipolativa. A seconda delle persone che la circondano può essere più o meno pericolosa. Se il gruppo di lavoro ha persone assertive e oneste, non avrà alcun potere.

Se invece si trova in una posizione di superiorità, la userà a suo vantaggio. Alle persone tossiche piace umiliare, sminuire e trattare con condiscendenza quelli che considerano inferiori. A loro non importa dover passare sopra i propri amici per raggiungere i loro obiettivi. Finiranno forse per rimanere isolati, ma anche con molta influenza ottenuta attraverso il loro comportamento velenoso.

Il leader

Tra i vari tipi di lavoratori, il leader è quello che più assomiglia a un capo. È un motivatore, intraprendente, ha molte idee e cerca di fare in modo che gli altri stiano bene. Cercherà sempre di trarre il meglio da ogni situazione, per quanto complicata possa essere. Di solito suscita molta invidia.

È in buoni rapporti con i suoi capi, ma senza essere servile e pedante. Ama il suo lavoro ed è molto importante lui e i suoi colleghi diano il massimo possibile. Questo a volte rende la persona troppo esigente con persone che non sono sue subordinate e che possono sentirsi infastidite da questo suo comportamento.

“Una macchina può fare il lavoro di 50 uomini comuni, ma non c’è macchina che possa fare il lavoro di un uomo straordinario”

-Elbert Hubbard-

Il pessimista

Il lavoratore pessimista è sempre arrabbiato. Non smette mai di lamentarsi e qualsiasi decisione si prenda gli sembrerà sbagliata. Non è in grado di adattarsi ai cambiamenti e il suo comportamento può creare conflitti tra gli altri dipendenti. È incapace di vedere al di là del bianco e nero, cosa che lo rende una persona molto allarmista, che difficilmente godrà di una buona notizia o sminuirà il peso di una cattiva.

Nonostante tutti i suoi difetti, il pessimista non è una persona cattiva o un cattivo lavoratore. Di solito svolge il suo lavoro in modo corretto (anche se non è mai d’accordo con i risultati). È una persona con i piedi per terra, matura e che può evitare che gli altri rimangono tra le nuvole.

L’eterno ottimista

L’eterno ottimista, a differenza del pessimista, è sempre di buon umore. Tutto gli sembra grandioso, anche se non corrisponde ai suoi suggerimenti o alle sue proposte. È molto difficile che si perda d’animo ed è sempre in grado di fornire soluzioni. Di fronte alle avversità, sue o altrui, è il primo a sorridere e dire che “potrebbe essere molto peggio”.

Il suo atteggiamento a volte può essere un po’ ingenuo. L’essere umano ama le persone ottimiste, ma fino a un certo punto. Tutti noi abbiamo problemi e abbiamo bisogno di sentire che gli altri sono empatici con noi, per questo ascoltare i suggerimenti ambigui e benintenzionati dell’ottimista può portarci a una disconnessione emotiva con quella persona. La vita è piena di luci e ombre, e non sempre le prime sono le più appropriate.

Lavoratore ottimista

La bandiera

In un primo momento la bandiera può risultare simpatica se vuole. A seconda del livello di intelligenza saprà con chi essere servile e da chi nascondersi, ma di solito si finisce per smascherarli. Vuole essere gentile con tutti, quindi non esita a fare regali, complimenti e lodi a coloro che vuole “conquistare”.

La sua unica intenzione è arrivare in alto, cosa che a volte rende difficile capire le differenze tra questi tipi di lavoratori e quelli tossici. La differenza principale è che un lavoratore bandiera non ha ragione di essere una persona cattiva o di cercare di affondare gli altri nel suo cammino verso il successo.

Il simpatico

Il simpatico è il miglior collega che si possa trovare. È allegro, ma senza essere troppo infantile, come l’ottimista. È generoso, non esita ad aiutare gli altri e si adatta abbastanza bene a ciò che accade intorno a lui. A volte può passare inosservato, di base perché non ha un comportamento eccentrico o preoccupante.

È una persona nobile, ma ha i suoi limiti. Non permette agli altri di umiliarlo e sa quando deve farsi valere. Gli importa del suo lavoro, ma anche della sua dignità.

Il genio

Tra i vari tipi di lavoratori, il genio passa molto tempo isolato. Si relaziona a malapena con i colleghi e il suo comportamento è spesso descritto come strano o eccentrico. Non gli piace la gente e a volte pensa che sarebbe molto più felice se potesse lavorare da casa o in un ufficio distaccato. Solitamente è un po’ impertinente e un po’ estremo, causando grande confusione negli altri.

Nonostante questo, è molto creativo. Le sue idee sono innovative, è un grande lavoratore e il lavoro che svolge è sempre impeccabile. Il più delle volte gli si perdonano i suoi atteggiamenti sopra le righe grazie alle sue abilità, che non smettono di avere un grande valore.

Lavoratori che parlano tra loro

Lo scansafatiche

Tra tutti i tipi di lavoratori che esistono, questo è il peggiore. Nessuno sa come ha avuto modo di ottenere il lavoro, perché è una persona pigra, scansafatiche e immatura. Il più delle volte passeggia da un tavolo all’altro, disturba gli altri con commenti o aneddoti che interferiscono con il lavoro individuale.

In pausa pranzo di solito si alza per primo ed è l’ultimo a rientrare, e forse più di una volta è stato rimproverato. In generale non si tratta di buoni dipendenti e possono anche causare pesanti perdite. La loro unica qualità è forse la capacità innata di ignorare quello che gli altri pensano di loro, a condizione che non li licenzino.

Il pettegolo

Il pettegolo sa sempre tutto quello che accade in azienda. È il primo a venire a sapere le notizie, che siano esse collegate alla vita lavorativa degli impiegati o a quella privata. Ama essere al centro dell’attenzione e che tutti vadano da lui per sapere tutto sulle altre persone.

Nonostante la sua popolarità, gli altri tipi di lavoratori tendono a evitarlo se bisogna confidare a qualcuno questioni importanti. La percezione dei suoi pari è che non si possa contare su di lui, perché potrebbe rivelare dati esclusivi e riservati.

Anche se queste tipologie suddividono i lavoratori in 9 personalità, se ne potrebbero trovare altre cento. In generale la maggior parte delle aziende ha uno o più componenti che possono essere associati alle tipologie menzionate.

Se vi identificate con qualcuna di esse e non vi piace quello che avete scoperto, siete in tempo per cambiare. Essere più ottimisti, abbandonare il pettegolezzo o cercare di essere lavoratori migliori sono qualità che non è mai troppo tardi per mettere in pratica.