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Tratti associati alla mancanza di empatia

La mancanza di empatia non si vede a occhio nudo, ma si percepisce. Altera le relazioni e impoverisce la qualità umana. Molti esperti la considerano un disturbo psicologico. Analizziamola insieme.

Tratti associati alla mancanza di empatia

Ultimo aggiornamento: 16 dicembre, 2020

I tratti associati alla mancanza di empatia descrivono un profilo molto particolare, incapace di uscire dalla gabbia della propria mente, dei propri limiti psicologici. Qualcuno che non riesce a entrare in connessione con la realtà altrui e, a volte, quasi la disprezza. Uomini e donne che presentano un conflitto continuo e un senso di insoddisfazione perenne.

Leggendo questa descrizione, è possibile pensare subito a un narcisistaPur sembrando impensabile, tuttavia, la mancanza di empatia è un disturbo che colpisce molte persone che non soffrono di questa condizione. Potremmo addirittura convivere con una persona che presenta queste caratteristiche e non saperlo.

Può essere, ad esempio, quel conoscente che sembra incapace di mettersi nei panni degli altri e che dà priorità solo alle sue esigenze. Può essere quell’amico che si arrabbia sempre perché non vediamo le cose come fa lui. Possiamo essere anche noi stessi a presentare i tratti di questa realtà psicologica.

Perché la mancanza di empatia non si sente, non fa male, non è come una macchia su una maglia che possiamo pulire quando ce ne accorgiamo. Essere empatici è una capacità umana che migliora le relazioni sociali e il proprio benessere. È importante fermarsi a pensare se stiamo trascurando questo sano esercizio.

Ragazzo seduto su una panchina.

Quali sono i tratti associati alla mancanza di empatia?

La mancanza di empatia non compare nei manuali diagnostici. Non ne troveremo una descrizione nel DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali). Al momento, è solo una proposta dello psicologo aziendale, psicoterapeuta e scrittore Douglas LaBier in un articolo su Psychology Today.

Nel suo articolo, ci spiega un’idea che ha maturato dopo decenni di esperienza nel campo della terapia psicologica e come ricercatore dello sviluppo umano. Le persone manifestano sempre più una grave mancanza di empatia, una condizione psicologica chiara ed evidente su cui spesso sorvoliamo.

La capacità di immedesimarsi nell’altro, capire il suo mondo, entrare in connessione con le sue emozioni e rispondere di conseguenza a questi bisogni è qualcosa che, negli ultimi tempi, manca. Le cause non sono tanto realtà come il disturbo narcisista della personalità, di cui abbiamo già parlato, il disturbo dello spettro autistico o il disturbo borderline di personalità.

A volte, l’egoismo, il desiderio di essere autosufficienti, indipendenti o di scalare posizioni nella società, ci collocano al confine di questo freddo abisso. Scopriamo, quindi, quali sono i tratti associati alla mancanza di empatia.

Essere infastiditi dalle emozioni altrui

L’empatia si divide in tre categorie e una di queste è quella affettiva, ovvero quella che definisce la nostra capacità di percepire, entrare in connessione e capire le emozioni degli altri. In caso di mancanza di empatia, però, si verifica un chiaro disagio di fronte ai sentimenti e le emozioni altrui. Danno fastidio, turbano e, ciò che è peggio, sono fraintesi.

Se la propria dolce metà è triste, la persona può pensare: “è sempre così, vuole solo attirare l’attenzione“. Se un collega sembra infastidito o arrabbiato, la persona può dirsi: “che si arrangi, sono problemi suoi”.

In altre parole, spesso dietro la mancanza di empatia vi è la volontà che gli altri non interrompano la propria tranquillità.

Concentrarsi solo sui propri obiettivi e sui propri bisogni

I tratti associati alla mancanza di empatia sono piuttosto comuni tra le persone concentrate sulla propria crescita personale, così come in quelle ossessionate dall’auto-aiuto. Il bisogno di essere indipendenti, forti, sicuri e assertivi motiva queste persone a concentrarsi su se stesse in modo ossessivo. Solo io sono importante. I tuoi problemi sono tuoi, io ho i miei. Ho degli obiettivi da raggiungere e solo questo conta.

In questa ricerca dell’autosufficienza assoluta, a volte si finisce per vedere gli altri come antagonisti. L’empatia cresce quando siamo capiamo che siamo tutti interconnessi, che chi abbiamo davanti è importante tanto quanto noi.

Coppia arrabbiata che litiga.

Relazionarsi in modo utilitario

L’utilitarismo, l’usa e getta, l’essere interessati solo ad attività da cui si può trarre beneficio o preoccuparsi solo di ciò che riguarda se stessi è un altro fattore determinante. Le relazioni di queste persone sono definite dalla liquidità di cui ha parlato Zygmunt Bauman. I legami con il partner o gli amici sono molto fragili, perché si basano su bisogni e interessi momentanei.

Lo stesso vale per i valori, le preoccupazioni sociali o ecologiche. Sono le classiche persone che dicono “il cambiamento climatico non mi interessa. Quello che succederà al pianeta in futuro non è affar mio, tanto non ci sarò più”.

Rapidità di giudizio e critica tra i tratti associati alla mancanza di empatia

A volte trascuriamo la funzione prodigiosa dell’empatia, l’ingranaggio che ci permette di essere cauti prima di dare giudizi alla leggera. La persona empatica sa che prima di giudicare deve sforzarsi di capire, deve abbattere i muri eretti dall’altro per creare una connessione.

Una persona affetta da mancanza di empatica usa la critica in modo impulsivo. È avida di etichette, pregiudizi e rimproveri… Spesso vede il mondo con un grande senso di frustrazione. Perché quando non si è capaci di elaborare la realtà attraverso il filtro delle emozioni e dell’empatia, tutto è fuori posto, tutto è ostile e non merita fiducia.

Oltre a imparare a riconoscere questi elementi in chi ci circonda, è importante prendere coscienza di un fatto: anche noi possiamo cadere in una di queste dimensioni. Riflettiamoci.

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  • Milone, A., Cerniglia, L., Cristofani, C., Inguaggiato, E., Levantini, V., Masi, G., … Muratori, P. (2019). Empathy in youths with conduct disorder and callous-unemotional traits. Neural Plasticity2019. https://doi.org/10.1155/2019/9638973