Cambiare il nostro modo di vedere la vita per prenderci cura di noi stessi

· 9 dicembre 2016

Pensiamo che la felicità arrivi all’improvviso, come se non dipendesse da noi. La felicità, però, così come il corpo, va allenata. Ci prendiamo cura di noi dal punto di vista fisico, facendo sport o mangiando sano, ma poco dal punto di vista mentale. Allenare il cervello è importante quanto allenare il corpo. Il nostro modo di vedere la vita è senza dubbio lo strumento migliore per prenderci cura di noi stessi.

Se vediamo la vita come qualcosa di esterno a noi, significa che stiamo mettendo il nostro benessere nelle mani della fortuna o del caso. Questo punto di vista va oltre, sembra che riusciamo ad essere felici o stare bene solo in base ai momenti di allegria che regala la vita, come se non fossimo in grado di costruirli da noi.

La felicità non è un treno che passa in stazione mentre aspetti, è un treno che costruisci tu e sei tu a decidere a che ritmo farlo andare.

I pensieri sono ciò che in definitiva ci portano ad avere uno stile di vita equilibrato o meno. I pensieri che alterano il ritmo della nostra vita sono quelli che dobbiamo allenare per poterli controllare, così come si allena il corpo uscendo a fare una corsa. Sono i pensieri a formare le nostre abitudini, il nostro carattere, dunque, se vogliamo prenderci cura di noi dal punto di vista mentale, iniziamo a dedicarci ai nostri pensieri.

Il consumismo ci ha venduto l’idea che per essere felici dobbiamo avere una casa con mobili all’ultima moda, una macchina nuova e un corpo bellissimo. Secondo lo psicoterapeuta Russ Harris, se raggiungiamo obiettivi o traguardi esterni, saremo felici, ma per un breve periodo di tempo.

Una vita basata sui valori personali, invece, ci offre uno sguardo più ampio sulla realtà. In questo modo, non solo ci godremo gli obiettivi, ma anche tutto ciò che li accompagna. Parliamo di valori come la gratitudine, l’avventura, il divertimento o la curiosità. Parliamo di prenderci cura di noi stessi.

Quando pensi positivo, le cose accadono.

Neurotrasmettitori e felicità

Quando pensiamo, il nostro cervello segrega alcune sostanze chimiche, chiamate neurotrasmettitori, che si occupano di attivare o inibire i nostri stati d’animo. I neurotrasmettitori sono pensanti perché il nostro sistema funzioni in modo sano ed equilibrato. Se pensiamo adeguatamente, il cervello secernerà un determinato tipo di neurotrasmettitori; se pensiamo in maniera negativa e poco adattiva, il cervello secernerà un altro tipo di sostanze o anche le stesse, ma in diverse proporzioni.

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Se chiudiamo gli occhi e disegniamo il profilo di qualcuno che amiamo, il nostro cervello segrega dopamina, ossitocina, ecc. Il nostro corpo sentirà amore e questa chimica manterrà le cellule in buona salute. Se, però, pensiamo a qualcosa che ci dà ansia, allora il cervello secerne ormoni dello stress.

Il pensiero crea un’abitudine e quest’abitudine attiva le sostanze che ci rendono allegri o tristi. Se i nostri pensieri sono automatici o irrazionali, ci abitueremo ad attivare un determinato neurotrasmettitore e alla fine il processo sarà automatico. Questo succede tutti i giorni, di fatto molte volte attiviamo il neurotrasmettitore che non corrisponde alla situazione in cui ci troviamo.

Ad esempio, se stiamo vivendo una situazione negativa, il pensiero adeguato ci farà provare tristezza, producendo nel nostro cervello un calo di serotonina. L’aspetto irrazionale sarebbe avere pensieri allegri in situazioni tristi, dato che il livello di serotonina si alzerebbe suscitando allegria in un contesto sbagliato.

Lo stesso vale per le situazioni in cui i pensieri adattivi dovrebbero essere allegri. Avendo l’abitudine automatica di secernere ormoni della tristezza, ci sentiremo tristi anche se riceviamo buone notizie. Non si può sempre essere allegri, ma anche così si può essere felici.

La felicità è un concetto molto più ampio dell’allegria. Significa trovare un cammino e dare un senso alla propria vita. Essere felici è un modo per prendersi cura del cervello, per mantenerlo attivo, equilibrato, per mantenere le sue cellule sane.

La responsabilità della nostra felicità è nelle nostre mani, così non possiamo colpevolizzare nessuno se non la raggiungiamo.

Prendersi cura di sé con i pensieri

Le persone utilizzano processi comuni quando elaborano le informazioni con cui formano i loro pensieri. Numerose ricerche scientifiche hanno dimostrato che gli esseri umani, quando pensano, commettono una serie di errori o bias di cui non sono consapevoli. Questi bias impediscono di analizzare l’informazione da una prospettiva corretta ed equilibrata.

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I pensieri erronei e distorti ci fanno entrare in conflitto con noi stessi, con gli altri e con la società in generale. Questo fa aumentare i livelli di GABA, neurotrasmettitore dello stress, che ci rende negativi, sospettosi e irritabili. Perché questo non avvenga, una buona idea è allenare il cervello a pensare correttamente, con giudizi esatti, razionali, utilizzando tutta l’informazione disponibile.

Prenderci cura di noi, fare attenzione a quello che pensiamo e al modo in cui pensiamo è il vero cammino per arrivare alla felicità, infatti se pensiamo correttamente, senza farci trasportare da distorsioni, il nostro cervello secernerà ormoni e neurotrasmettitori che ci condurranno al benessere. La serotonina, la noradrenalina e l’ossitocina sono le “responsabili” della nostra felicità. L’unico modo per aumentarne i livelli in modo naturale è prenderci cura dei nostri pensieri.

La ragione ha costruito il mondo moderno che può essere corrotto dall’irrazionalità apparentemente inoffensiva.