Violenza psicologica: segni sul corpo

· 18 maggio 2018

La violenza psicologica lascia tracce anche nel corpo, non solo a livello mentale. Prova di ciò è la grande quantità di malattie che la scienza non è riuscita a trattare e curare in quanto i medicinali non hanno alcun potere sulle loro cause o sulle situazioni di cui sono eco.

Sebbene sappiamo che il corpo e la mente costituiscono un’unità, in pratica tendiamo a vederli come separati. Tuttavia, tutto ciò che influisce sulle emozioni trasforma anche l’organismo. E un fatto o una situazione così sconvolgente come la violenza psicologica non può essere un’eccezione.

C’è un mito largamente diffuso, purtroppo, secondo il quale la violenza psicologica è meno forte e ha conseguenze meno profonde rispetto a quella fisica. Tuttavia, non è così. Fa ugualmente male o anche di più, e a volte lascia tracce nell’organismo simili a quelle che avrebbe lasciato una violenza fisica. A seguire parliamo dei principali segni che la violenza psicologica lascia sul corpo.

“Tu stesso, come chiunque altro nell’intero universo, meriti il tuo amore e il tuo affetto.”

-Buddha-

Conseguenze fisiche della violenza psicologica

1. Gastrite emotiva o nervosa

Diciamo prima di tutto che la gastrite è l’infiammazione della mucosa gastrica, ovvero quello strato che copre lo stomaco. I principali sintomi di questo problema di salute sono dolore acuto nella zona addominale, sensazione di bruciore e forte acidità di stomaco. Tali sintomi possono essere disabilitanti.

Uomo con dolore allo stomaco, conseguenza della violenza psicologica

La gastrite nervosa, però, è accompagnata anche da alcuni sintomi emotivi. I più visibili sono inquietudine o preoccupazione, stress, nervosismo e tensione. La causa principale di questo problema è proprio l’ansia, con le sue molteplici caratteristiche.

La gastrite emotiva o nervosa è in molti casi una traccia fisica della violenza psicologica che la persona stessa si infligge (auto-inflitta). In questi casi il soggetto è molto esigente con sé stesso e questo gli causa una costante tensione emotiva. Ciò innesca un episodio di stress e, con il passare del tempo, genera ansia. La persona non ascolta quello che le dice il suo corpo. Si aggredisce e si danneggia da sola, molte volte senza rendersene conto.

2. Ipertensione

L’ipertensione è un’altra possibile conseguenza fisica della violenza psicologica. L’essere umano è filogeneticamente pronto a reagire a situazioni di pericolo. Corpo e mente rispondono a tale pericolo innescando reazioni che puntano alla conservazione della vita.

Cuore e stetoscopio

La pressione sanguigna aumenta quando c’è un segnale di pericolo e il corpo deve prepararsi alla difesa o alla fuga. Quando il pericolo se ne va, la tensione rientra al suo ritmo normale. Se il pericolo è nella mente, allora si sperimenta una situazione di costante rischio che, a sua volta, porta la persona a mantenere una tensione elevata per poter restare all’erta.

Chi si sente continuamente attaccato o sottovalutato tende a sviluppare ipertensione. In altre parole, il soggetto adotta una posizione difensiva contro la violenza psicologica esercitata contro di sé. È comune nelle persone che si trovano in ambienti altamente conflittuali e, spesso, pericolosi per la loro integrità.

3. Rottura capillare dell’occhio

Le rotture capillari interessano la parte bianca dell’occhio (sclera). Di solito questo sanguinamento è asintomatico: non fa male, non altera la vista e non causa disagio nell’occhio. Appare semplicemente in un dato giorno e poi svanisce. La scienza ne ignora il motivo. Tuttavia, ci sono molte ipotesi al riguardo.

Dal punto di vista psicosomatico, l’emorragia oculare può essere segno di violenza psicologica. Può essere interpretato come un colpo emotivo ricevuto in volto, ma di cui si è deciso di reprimere le cause e le conseguenze. In altre parole, il corpo reagisce come se avesse effettivamente ricevuto un colpo in faccia, anche se non è stato fisico.

Occhio arrossato

Allo stesso modo, l’emorragia nell’occhio può essere interpretata come una ferita per ciò che è stato visto o si sta vedendo. Non necessariamente in modo fisico. Si tratta di un modo in cui la mente esprime, attraverso il corpo, che sta soffrendo per quello che sta vedendo. Ciò si verifica in condizioni di violenza psicologica.

Purtroppo spesso non viene data alla  salute emotiva  la stessa importanza data alla salute fisica, come se fossero due aree indipendenti e di rilevanza molto diversa. Si tratta di un grosso sbaglio. Le esperienze negative, come la violenza psicologica, causano malattie fisiche, ma possono anche condurre alla morte. In questo senso, prenderci cura del nostro mondo interiore significa prenderci cura della nostra vita.