Quel pizzico di infelicità di chi ha troppo

· 17 maggio 2016

Oggigiorno molte persone pensano che la maggior parte dei loro problemi derivi dal fatto di non avere abbastanza. Per questo passano la vita a cercare di acquistare tutto ciò che, credono, li renderà felici. Il problema è che si tratta di un ragionamento profondamente sbagliato, e che non ottengono mai ciò che li renderebbe davvero felici. La verità è che c’è un pizzico di infelicità nel profondo di chi ha troppe cose.

L’eccesso, in tutti gli ambiti della vita, è un fardello che ci portiamo sulle spalle, e che ci rallenta. Ci porta a distorcere la realtà e, al contrario di quanto a volte si creda, ci rende più difficile raggiungere una buona qualità di vita. Questo principio va applicato a tutto: l’eccesso di cibo, di alcol, di beni, di bellezza, di successo, di denaro, ecc.

“La povertà non è causata dalla mancanza di ricchezze, ma dall’eccesso di desideri.”

-Platone-

Il desiderio di avere sempre di più non nasce da una vera carenza di quel bene. Una persona alcolizzata non ha una vera mancanza di alcol nel corpo, così come una persona che mangia in modo compulsivo non ha un vero bisogno di più proteine. Un miliardario non ha bisogno di più soldi, ma questo non significa che non ne voglia di più. In tutti questi casi, ciò che accade è che il vero desiderio è mascherato, e per questo non si sazia mai.

dolci, champagne e cioccolati

Chi ha troppo

C’è una grande verità che a prima vista potrebbe sembrare contraddittoria: essere poveri in beni materiali porta spesso all’infelicità, ma possederne molti non porta alla felicità. Gli esseri umani hanno bisogno di una base materiale almeno dignitosa per potersi costruire come persone, crescere e maturare. Se ci manca quel minimo indispensabile, probabilmente cadremo in un circolo vizioso di povertà che ci porterà all’ingiustizia e alla mancanza di autonomia.

La povertà estrema non permette l’accesso all’educazione, alla salute, ai beni culturali. Ci impedisce di godere dei beni che la società mette a disposizione in modo egualitario. In generale, condanna le persone a una vita precaria e all’infelicità, già che tutto ruota intorno al sopravvivere, e non al vivere.

Dal lato opposto ci sono le persone che hanno troppo. In teoria, dovrebbero essere persone migliori, visto che hanno avuto tutto il necessario, e molto di più. La loro facilità nell’accedere all’educazione, le esperienze gratificanti che hanno vissuto e il semplice fatto di sapersi più fortunati della maggior parte degli esseri umani dovrebbe tradursi in un grado più alto di felicità nella loro vita. Ma molti di loro, al contrario, sono sommersi dall’infelicità…

ragazza infelice nel bosco

Spesso accade il contrario: le persone che hanno troppo sono problematiche, esigenti, incoerenti. Si lasciano sopraffare dai vizi. Sono dominate dall’insoddisfazione. Si mostrano egoiste e superficiali, se non indolenti di fronte al mondo. Spesso sono ciniche. Questo non è valido per il 100% delle persone in questa situazione, certo, ma è molto frequente.

Più è meno, e meno è più?

Nell’ambito dello sviluppo personale, i soldi sono solo uno strumento che è ben lontano dall’essere il più importante. Come dicevamo poco fa, ogni essere umano dovrebbe poter contare su dei beni minimi che rendano la sua vita dignitosa, permettano il suo sviluppo e il suo accesso alla cultura. Ma, al di là di questo, ciò che determina il successo o l’insuccesso di una persona nata in condizioni di povertà è la sua capacità di affrontare le difficoltà in modo creativo.

ragazza seduta sotto ad un albero

Non si può negare che una persona povera si scontri con numerose difficoltà. I problemi sono il suo pane quotidiano, come il sole o la luna. Manca sempre qualcosa. Bisogna sempre calcolare, gestire, distribuire. La vita è una sfida quotidiana che bisogna abbracciare sin da piccoli.

Per chi ha troppo, invece, la questione non è così difficile, e nemmeno così emozionante. Raramente vengono esposti e situazioni estreme, in cui l’essere debba prevalere sull’avere. Molte persone benestanti sono anche risparmiatrici, ed educano i loro figli all’austerità. Ma, in ogni caso, sanno di poter contare su un orizzonte sicuro, a differenza di chi non ha niente e si deve scontrare ogni giorno con l’incertezza.

Il risultato di tutto ciò è che, nella maggior parte dei casi, chi ha poco sviluppa maggiormente la sua capacità di resilienza. Impara a fare i conti con la frustrazione, e a valorizzare ciò che ha. Al contrario, chi ha troppo perde l’esperienza di questa vertigine. È vero: in molti aspetti della vita, soffre di meno. Ma, in generale, sarà anche meno resistente di fronte alle sfide che il destino gli lancerà. C’è un pizzico di infelicità in tutti gli eccessi.