3 verità assolute su cui riflettere

· 29 settembre 2016

Le verità religiose, esattamente come quelle scientifiche, ideologiche e politiche, hanno spesso dimostrato di essere infondate nel corso degli anni. Sono varie le storie in cui qualcosa, considerato fino ad allora una certezza assoluta, viene rivelato privo di fondamenta attendibili, dopo una scoperta o un’innovazione.

Il tema della verità è stato fonte di profonde polemiche, nonché di guerre cruente ed enormi abusi. Galileo dovette smentire una verità dimostrata, perché questa andava contro la “verità” della Chiesa del tempo.

La Biblioteca di Alessandria fu bruciata perché, a giudizio degli invasori, poteva contenere verità che contraddicevano il Corano. Molti uomini o donne nel mondo hanno sofferto l’esilio, la persecuzione e sono addirittura stati uccisi, poiché difendevano verità scomode per altri.

Negli ultimi decenni si è imposta l’idea che la verità è un concetto relativo. Anche se questo è vero (poiché la verità è relativa ad una serie di fattori), è anche vero che esistono verità assolute. Si tratta di fatti incontrovertibili, che rendono relativo il concetto della relatività della verità. Ecco di seguito 3 verità assolute.

3 verità assolute

Tutti moriremo

Questa è una verità che ci accompagna fin da quando nasciamo e che, nonostante le innovazioni tecnologiche e le spiegazioni religiose, non può essere contraddetta. È assolutamente vero che tutti noi moriremo. Tutte le persone che amiamo, quelle che incontriamo per strada o che vediamo in televisione.

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I credenti possono affermare che dopo questa vita terrena ce ne sarà un’altra, eterna o che dopo essere morti, ci reincarneremo in altri esseri e che, quindi, la vita è eterna. Di sicuro questa vita che abbiamo, finirà. Quello che avverrà dopo, non possiamo saperlo. L’unica certezza che abbiamo è che questo corpo e la persona che siamo ora moriranno.

Che tutti moriremo è una di quelle verità assolute che dovremo sempre tenere presenti. Il capitolo finale della nostra storia è la morte. Se ne fossimo consapevoli, forse ci ricorderemmo che ogni giorno l’esistenza ha un valore incalcolabile, perché è un giorno in meno della nostra vita. 

Tutti nasciamo dall’unione tra uomo e donna

Tralasciando l’orientamento sessuale, e senza creare un dibattito sulla legittimità o meno che una famiglia sia formata da genitori dello stesso sesso, è indiscutibile è che, affinché nasca una vita, deve esistere l’unione tra ovulo e spermatozoo. Vale a dire, della cellula sessuale femminile e maschile.

Una nuova vita può essere creata in laboratorio o in un utero in affitto. Tuttavia, sarà sempre necessaria l’unione tra un gamete femminile e uno maschile affinché sia possibile dar vita ad un nuovo essere umano.

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Forse qualcuno potrebbe pensare che la clonazione sia una via riproduttiva e che stia per essere applicata. Tuttavia, nel caso questo divenisse realtà, ciò che si produrrebbe non sarebbe un nuovo essere nel senso più stretto del termine, ma la copia di un essere già esistente.

Nasciamo da una donna

Tutti gli esseri umani vivono la gestazione nel ventre della loro madre. Nessuna innovazione scientifica ha potuto, per il momento, cambiare questa realtà. La fecondazione “in vitro” è esattamente quello che ci suggerisce la parola stessa: fecondazione. Ma il prodotto di tale fecondazione dev’essere impiantato nel ventre di una donna affinché si sviluppi un nuovo essere umano.

Nonostante le donne siano state discriminate fin dalla notte dei tempi, è a loro che dobbiamo la nostra nascita. Nessun uomo può rimanere incinta o partorire né questo processo può avvenire in un ventre artificiale.

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Come risulta evidente, queste tre verità assolute toccano l’essenza stessa dell’esistenza umana. Tutti moriremo, tutti nasciamo dall’unione tra uomo e donna e tutti nasciamo da una donna. Queste verità raccontano due momenti più importanti della nostra esistenza: l’inizio e la fine. Le conclusioni che ognuno vuole trarre da queste verità sono totalmente soggettive. Tuttavia, ve ne abbiamo parlato, affinché possiate riflettere.