5 frasi del Dalai Lama su cui riflettere

· 14 settembre 2015

“Ricorda che a volte non ottenere ciò che si vuole è una grande fortuna.”

Dalai Lama

La società ci insegna che la felicità è difficile da ottenere e che, una volta raggiunta, dura davvero poco. Proprio per questo modo di percepire la vita e la felicità che ci hanno inculcato, siamo impassibili, speriamo che arrivi da sola, perché ormai crediamo di non poter fare niente per ottenerla in modo diretto.

Uno dei punti più complessi dell’imparare ad essere felici è che non ci insegnano a riconoscere la felicità e a valorizzarla come tale, e ciò ci porta a sentirci continuamente frustrati e non ci fa raggiungere mai la pienezza interiore ed esistenziale.

Grazie alla psicologia positiva e alla filosofia ancestrale come quella del Buddhismo, possiamo percepire la felicità vicino a noi, possibile nelle nostre vite e indispensabile nella vita di qualsiasi essere umano.

Per raggiungere un maggiore sviluppo e una maggiore crescita personale, oggi prenderemo in considerazione una delle filosofie che più ci avvicinano alla percezione della pienezza e della pace interiore, ovvero 5 riflessioni del Dalai Lama:

L’obbiettivo principale della nostra vita è cercare e raggiungere la felicità. Sarete d’accordo con noi sul fatto che le persone considerano più importante aumentare il loro patrimonio materiale piuttosto che quello spirituale. Sembra che il primo sia urgente, vada di fretta, e che il secondo possa invece aspettare.

Se basiamo le nostre vite in questo modo di sentire e vedere il mondo, probabilmente ammasseremo ricchezze, alla ricerca di una sicurezza materiale che non sarà mai reale. Immaginiamo sempre situazioni ipotetiche che ci porteranno ad avere bisogno di più soldi.

Leggere questa frase apre la nostra mente e ci fa interpretare la nostra esistenza e i nostri obbiettivi sotto un punto di vista totalmente differente a quello avuto fino a questo momento.  

– Se volete essere felici e fare felici chi vi circonda, mettete in pratica la compassione. Una delle regole più complicate da applicare nella vita di una persona, che costituisce uno dei pilastri basici per godersi la vita e per fare felici gli altri è la compassione. Essere persone compassionevoli significa fare tutto il possibile per alleviare la sofferenza degli altri e, per estensione, la propria.

La compassione si costruisce grazie alla comprensione, all’accettazione e al cambiamento. Questa riflessione permette di capire che sviluppare un atteggiamento compassionevole verso gli altri e verso noi stessi è la base per raggiungere la felicità.

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– Quando viviamo una tragedia, possiamo scegliere due strade: perdere la speranza e assumere abitudini autodistruttive oppure usare la sfida per trovare la nostra forza interiore. Spesso incontriamo persone che tendono a lamentarsi della loro vita piena di fallimenti e senza nessuna opportunità.

In questo modo non percepiscono di rimanere continuamente appigliati al passato e lo utilizzano come scusa per fermarsi e per non andare avanti nel loro “ora” presente e futuro. Ogni persona ha esperienze di vita diverse da quelle degli altri, ma se ci aggrappiamo al passato e passiamo le nostre giornate a pensare a quello che abbiamo fatto o avremmo potuto realizzare, non potremo essere coscienti del qui e dell’ora.

Il presente è necessario per continuare a migliorare in tutti gli aspetti, crescere e raggiungere la felicità.

– Se la vostra mente è calma e in equilibrio, le vostre capacità di godere di una vita felice saranno maggiori. Quando saremo capaci di dominare la nostra mente, potremo essere capaci di essere felici. 

Perché? Tutti i nostri pensieri e le nostre paure che non ci permettono di agire come vogliamo e di vivere pienamente la felicità hanno origine nella nostra mente. Se riusciamo a mantenere la nostra mente calma, potremo investire le nostre energie, senza confini, ed incontrare la migliore soluzione , oltre a saper gestire i nostri propri conflitti interni e superarli in modo sano ed equilibrato.

Se conviviamo con una mente che non possiamo e non sappiamo controllare, non faremo altro che generare problemi e ostacoli che non esistono, che ci rendono difficile raggiungere la felicità.

La maggior parte dei nostri problemi ha origine da un attaccamento alle cose che in modo erroneo crediamo permanente. Il distacco è uno dei principi basici più importanti del buddhismo. Molte delle nostre sofferenze hanno origine dall’attaccamento a certe cose materiali, situazioni o persone. 

Generano in noi vincoli che ci fanno credere che, se perdiamo quel qualcosa, soffriremo e non staremo mai bene. Per il buddhismo, il distacco significa non percepire quella necessità generata da un vincolo emotivo, essendo coscienti che la nostra felicità non dipende dall’affetto delle altre persone o da quanto cose possediamo.

Lasciar andare è la miglior cosa che potete fare quando iniziate a percepire che una determinata situazione diventa appunto difficile da “lasciar andare”.