Abitudini che impoveriscono la mente

21 maggio 2018 in Psicologia 0 Condivisi
Uomo con volto triste

Non esiste povertà più grande di quella della mente. Quella che porta a sentirci inferiori e a permanere in uno stato di inattività e inibizione. In queste condizioni non percepiamo le nostre potenzialità, bensì ci lasciamo trasportare come una foglia nel vento. Per questo è importante sapere che vi sono delle abitudini che impoveriscono la mente e che devono essere sradicate.

Le abitudini che impoveriscono la mente riguardano gli atteggiamenti che assumiamo, molte volte in modo automatico o inconsapevole. Ci spingono a unirci a un gregge, che infine non ci apporta altro che un senso di sicurezza fiacco e precario.

“La vera povertà è quella dell’anima! Si è poveri davvero quando non si nutre l’anima d’amore e di gioia. La più dura delle povertà è quella che ti rende povero dentro.”

-Michele Acanfora-

Una mente povera non vede oltre le apparenze. Non si impegna neanche in un progetto di vita che la inviti a crescere e a sentirsi migliore. Costruite vincoli mediocri con gli altri e, infine, esistete senza vivere davvero. A seguire vi presentiamo cinque abitudini che impoveriscono la mente.

Abitudini che impoveriscono la mente

1. Auto-compassione

Se c’è qualcosa che indebolisce la mente è senz’altro credere di essere poveri a livello esistenziale. Questo si riflette principalmente nelle condotte di vittimismo e auto-compassione, che molte volte portano a giustificare l’inazione o persino le azioni distruttive.

Se vi sentite poveri, lo siete già. Ma non finisce qui. Questo atteggiamento auto-compassionevole vi spinge anche a impoverire le vostre relazioni con gli altri e a convincervi di meritare poco nella vita, vi rassegnate, pertanto, a tutto quello che vi succede. Inoltre, è molto difficile avere a che fare con qualcuno costantemente insoddisfatto e succube di una vita grigia.

Donna triste che guarda in basso

2. Risparmiare in modo ossessivo

Risparmiare troppo è un modo per dichiararsi sempre poveri. È anche una delle abitudini che impoveriscono la mente. Ovviamente il risparmio è una grande virtù, ma in eccesso diventa un atteggiamento che alimenta paure e meschinità.

Non parliamo delle persone responsabili in merito alle proprie finanze e che preferiscono avere un cuscinetto economico per ogni evenienza o per comprare, in un secondo momento, qualcosa che desiderano. Parliamo di chi guadagna molto e, nonostante ciò, risparmia e cerca sempre di contrattare i prezzi in qualsiasi occasione. Di quelli che non spendono neanche per cose necessarie, perché temono di ritrovarsi in rovina, nonostante questo non sia un rischio reale.

3. Porre l’enfasi sulle cose materiali

Le persone che pongono troppa enfasi sulle cose materiali, somigliano molto ai risparmiatori compulsivi. Quest’abitudine di misurare tutto in termini di denaro impoverisce la mente in modo molto lampante.

Se chiedete loro qualcosa in merito, vi diranno di non essere materialisti. Ma, se guardate il modo in cui agiscono, vi renderete conto che non è così. Le loro preoccupazioni sono sempre relazionate ai soldi. Si agitano e preoccupano molto per l’ammontare del proprio stipendio e di quello altrui. I loro sogni sono associati a comprare di più o ad acquisire un determinato beneAl di fuori di questa logica, non hanno molto da dire.

4. Spendere più di quanto si guadagna

Anche se non sembra, lo spendaccione è molto simile al risparmiatore compulsivo e al materialista. Anche questa persona ha come mira, quasi esclusivamente, i soldi e lo spendere. Prova un enorme piacere quando spende, pur andando incontro a problemi finanziari.

Spendere più di quanto si guadagna è un’altra delle abitudini che impoveriscono la mente. Ed è così perché introduce alcune dinamiche nella propria vita a causa delle quali i soldi finiscono per occupare un ruolo da protagonista. Le preoccupazioni cominciano a focalizzarsi sui debiti, sulle offerte, sugli sconti, ecc.

Coppia che fa shopping abitudini che impoveriscono la mente

5. Fare ciò che non ci piace

Chi si dedica a fare quello che non gli piace, sta sprecando la propria vita. Si dimentica di avere una sola opportunità sulla terra e che dipende da lui sfruttarla o meno. Questo atteggiamento si basa su una sorta di “attesa” che “arrivi qualcosa” che ci tolga dalla miseria che implica lavorare in un settore che non ci piace.

Il lavoro è una parte essenziale della vita. Di fatto, è proprio nell’ambito lavorativo che trascorriamo la maggior parte del nostro tempo. Quindi, rinunciare a fare quello che ci piace in sostanza equivale a rinunciare alla vita e alla felicità. È una forma di autopunizione.

Tutte queste abitudini, e altre come creare dei conflitti per tutto o mantenere le relazioni impregnate di odio, impoveriscono la mente. Ci portano a vedere la vita con un’ottica molto ristretta e deprimente. Quando meno ve ne rendete conto, possono condurvi all’amarezza, all’apatia o a privare di la vita.

Guarda anche