Abulomania: quando l’indecisione è patologica

· 14 agosto 2018

In alcuni momenti della nostra vita, capita a tutti di trovarsi a un bivio e dover prendere una decisione difficile. Iniziamo ad avere dubbi e siamo nervosi, perché non sappiamo quale strada prendere. Niente paura, è normale. Tuttavia, quando l’indecisione influenza la nostra vita quotidiana, le nostre relazioni e si manifesta a causa di stress, ansia e persino depressione, potremmo trovarci di fronte a un caso di abulomania.

L’abulomania è un disturbo mentale invalidante, non un problema di insicurezza. Le persone affette da questa patologia non hanno fiducia in se stesse, non riescono a prendere decisioni e difficilmente riescono a relazionarsi con gli altri (partner, amici, familiari, colleghi e così via). Dover scegliere tra due dolci, ad esempio, può essere un’odissea. Ebbene sì, l’abulomania arriva fino a questo punto.

Qual è la causa dell’abulomania?

Per determinare la causa dell’abulomania, bisogna fare uno studio approfondito del soggetto affetto, dato che non è chiaro quali possono essere le cause scatenanti di questo problema. Tuttavia, gli studi avvalorano diverse ipotesi.

Sagoma dietro un telo

Una delle possibili cause potrebbe avere origine nella corteccia prefrontale del cervello. Si tratta di un’area associata alla presa di decisioni, dunque molti ricercatori pensano che possa essere strettamente relazionata a questo disturbo mentale. Un’altra delle cause che si ipotizzano risiede nell’educazione ricevuta, anche se questa è un’ipotesi che i ricercatori valutano con cautela.

La comparsa dell’abulomania provoca un’indecisione tale da paralizzare il soggetto

Un’iperprotezione durante l’infanzia potrebbe essere terreno fertile per l’abulomania, in quanto essere iperprotetti provoca una dipendenza abnorme dalle decisioni altrui. Questo disturbo mentale potrebbe manifestarsi anche se durante l’infanzia si subiscono umiliazioni o abbandono. L’imbarazzo, l’insicurezza estrema e la mancanza di fiducia in se stessi possono essere causa di abulomania.

Questo punto non è stato ancora chiarito e i ricercatori ad oggi non hanno saputo avvalorare una tesi dimostrabile con prove empiriche. Per questo motivo, sebbene sia in corso una riflessione sulle cause, non possono garantire che ci sia un solo fattore scatenante che spieghi questo fenomeno in linea generale.

La vita di una persona affetta da abulomania

Bisogna fare attenzione a non confondere l’abulomania con la dipendenza emotiva. Per questo è fondamentale rivolgersi a un professionista che possa aiutare a dare un nome al problema. Come stiamo per vedere, alcune circostanze possono far pensare a un caso di dipendenza o di insicurezza.

Di solito chi soffre di abulomania evita di rimanere da solo in qualunque circostanza in cui potrebbe ritrovarsi a dover affrontare un “dilemma”. Non perché ha paura di rimanere solo, ma perché ha bisogno di qualcuno che decida per lui e si assuma le responsabilità di tale scelta.

Questa situazione provoca e alimenta la paura dell’abbandono: se il soggetto si ritrova da solo, è incapace di decidere. Per questo motivo, in casi estremi si verificano episodi di suicidio.

Indecisione

A causa di questa sua dipendenza dagli altri, la persona affetta da abulomania può essere manipolata o ingannata più facilmente. Può essere sfruttata, può essere abbandonata dal partner a causa della sua elevata passività e incapacità di esprimere il suo disaccordo. Se si ritrova da solo, il soggetto con abulomania si sente abbandonato, perso e indifeso.

Diagnosi e trattamento

Questo disturbo mentale è accompagnato da ansia e depressione, i sintomi principali con cui i pazienti si rivolgono al medico. Esistono tre esami che aiutano a formulare la diagnosi: l’Inventario clinico multiassiale di Millon (MCMI-II), il Minnesota Multiphasic Personality Inventory (MMPI-2) e il Test Tematico Appercettivo (TAT).

Dopo la diagnosi, raccomandiamo di sottoporsi a un trattamento per superare l’abulomania. Il processo consiste prima di tutto nel tentativo di alleviare i disturbi di ansia, stress o depressione per trattare, solo in un secondo momento, il disturbo mentale in sé. A tale scopo, il professionista utilizzerà strumenti che aiuteranno il paziente ad acquisire maggiore autonomia e sviluppare abilità sociali, come l’assertività. In molti casi sarà necessario anche lavorare sulla ricostruzione dell’autostima.

Rivolgersi a uno psicologo o a uno psichiatrà è fondamentale per superare questo disturbo. Tuttavia, molte persone affette da abulomania, considerano i loro problemi di indecisione come qualcosa di normale o che possono risolversi da soli, in realtà la situazione è molto più grave.

Donna a un bivio

Chi soffre di questo disturbo non è in grado di prendere una decisione, neanche la più piccola. Un pasto, un taglio di capelli (li taglio o no? Cambio stile o no? Li tingo o no?), scegliere un lavoro, portare un ombrello o no. L’indecisione è tale che se si vuole programmare il fine settimana tra amici, alla fine non si farà nulla.

Vivere accanto a una persona con questo disturbo può mettere gli altri “a disagio”, perché si ha la sensazione di doverle sempre dare un input. E in effetti è così, ma è anche vero che a stare peggio è la persona in questione, la quale sarà estremamente grata a chiunque le offra la possibilità di acquisire sicurezza e conquistare autonomia. Possiamo aiutare chi soffre di abulomania!