Accontentare tutti ha un prezzo: non trovi quello che cerchi

· 29 novembre 2016

La desiderabilità sociale, l’impulso di far vedere agli altri la migliore versione di noi stessi è una cosa del tutto normale. Per questo motivo, “rifiniamo” il nostro comportamento in base agli altri senza che questo diventi patologico. Voler mostrare la parte migliore di se stessi per far piacere agli altri, invece, non ha nulla a che vedere con la naturalezza.

In questo caso, se percepiamo che la nostra presenza ha smesso di far piacere a qualcuno, che le nostre opinioni non vengono apprezzate, in base al feedback delle persone che ascoltano, possiamo sentirci molto a disagio. Nessuno è immune al danno emotivo che deriva dal rifiuto implicito o esplicito degli altri.

Se ci fermiamo a riflettere su questo, dovremmo porci una domanda: siamo disposti a permettere ad uno sguardo di disapprovazione, alla sensazione di sentirci fuori luogo o all’atteggiamento difensivo degli altri di trasformarci in maschere, ovvero in quello che non siamo? È il caso di decidere se vale la pena avere tanti bei rapporti cordiali o mantenerne pochi, ma significativi.

I rapporti piacevoli hanno bisogno di autenticità

Se siete disposti  a diventare un ibrido tra ciò che siete davvero e quello che gli altri si aspettano da voi, in tutta la loro estensione e variabilità, non aspettatevi troppo dai rapporti sociali.

Essere radicali nei modi ha brutte conseguenze. Il prezzo di accontentare tutti, di non mostrarvi per ciò che siete è di non trovare quello che state cercando e di perdere alcuni dei rapporti che vi fanno davvero sentire bene.

Indossare una maschera ogni volta che vi trovate davanti a qualcuno che possa avere opinioni diverse dalle vostre è un’arma a doppio taglio. Forse vi consente di evitare una certa sensazione di malessere, ma allo stesso tempo anche parte della ricchezza che potreste trarre da quel rapporto.

Per farsi dei nemici non è necessario dichiarar guerra, basta solo dire quello che si pensa.
Martin Luther King
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Molte persone commettono l’errore di prendere sul personale opinioni diverse dalle proprie su qualcosa a loro estraneo. Di certo nessuno dovrebbe sentirsi offeso per un giudizio diverso dal proprio. Se fosse davvero così, molti non avrebbero la necessità di camuffare o mascherare opinioni o di sviare la conversazione su terreni meno scomodi. In altre parole, potrebbe essere un vero dialogo sincero e non uno scambio artificiale di parole.

I problemi nei rapporti con gli altri non sorgono perché noi adottiamo un determinato stile di vita o opinione: i problemi derivano dalle imposture, dalle falsità e dalla pretesa di imporre un’unica visione su tutte. I vuoti emotivi sono una conseguenza di tutte le opinioni e delle immagini artificiali: nessuno scommette più su di noi come un valore sicuro.

Ogni volta che si finge, i rapporti perdono un po’ di realtà

Ad eccezione delle situazioni estreme, in quelle in cui cambiare opinione o nasconderla può salvarci la vita, fingere di fronte agli altri non è mai un buon investimento. Ad esempio, se per ottenere un lavoro dobbiamo rinunciare a mettere in pratica le nostre vere potenzialità, allo stesso tempo ci assicuriamo il sostentamento di oggi e l’insoddisfazione di domani.

Se per accontentate l’opinione di un gruppo rinunciamo alla nostra visione minoritaria (non per questo meno valida), evitiamo che i membri di quella “minoranza” si interessino a noi. Se per avere una relazione con qualcuno creiamo un’identità falsa, rinunciamo al lusso e alla libertà di essere noi stessi con una persona che ci apprezza per come siamo davvero.

Lungo il percorso perdiamo i nostri valori per evitare piccoli dispiaceri

Immaginate di avere in programma di sposarvi e avere figli in futuro e che alcune persone “apparentemente” considerino questi desideri come antiquati o “fuori moda”. Di fronte a questa pressione, ammorbidite, smussate le frasi per evitare che i vostri programmi vengano giudicati o rimproverati.

Ogni rinuncia al malessere toglierà autenticità alle vostre emozioni e ai vostri comportamenti. Sentirvi giudicati può spingervi a non mostrarvi per quello che siete, a non esprimere quello che pensate davvero. Rinunciate ad essere autentici verso voi stessi, risultando allo stesso tempo contraddittori e poco credibili agli occhi degli altri.

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Non importa se le vostre idee sono trasgressive, conservatrici oppure originali secondo l’opinione altrui. Magari in un primo momento destano confusione nell’altro, ma poi si rivela interessante e costruttivo scambiare impressioni con qualcuno che ha un’idea diversa.

Ancora più interessante è essere coerenti con le proprie idee e non vergognarsene. Ad un’infinità di persone sembreranno meravigliose e vorranno incontrarvi, ma questo non può accadere se vi nascondete per evitare qualsiasi disordine nel mondo.

Rinunciare a quello che pensate per evitare una discussione, per far piacere a qualcuno e non rovinare la vostra immagine può rivelarsi una decisione intelligente a breve termine e in una situazione concreta. Tuttavia, se adottate questo modo d’agire come abitudine, alla fine creerete intorno a voi un mondo artificiale in cui non vi troverete bene.