Ogni maschera ha un foro da cui sfugge la verità

2 maggio 2016 in Emozioni 23 Condivisi

Alla maggior parte della gente piace il Carnevale: ci divertiamo nell’indossare una maschera o anche due durante i festeggiamenti. Ci piace dedicare quel periodo dell’anno a nascondere la verità, a fingere di essere ciò che non siamo, ad evadere vestendo i panni di un altro personaggio o a ritrovarci in altre facce della realtà e della fantasia.

Ma forse non ci rendiamo conto del fatto che, anche quando non è Carnevale, continuiamo a indossare una maschera, sia quando siamo di fronte agli altri sia di fronte a noi stessi. Ciò che gli altri vedono di noi è soltanto un’immagine, che cerca di essere la migliore possibile quando è in pubblico. Lo facciamo per paura di rimanere da soli, forse, o semplicemente perché seguiamo delle regole sociali che ci obbligano a nasconderci dietro travestimenti più o meno elaborati.

Quando la maschera rivela la verità più del volto

Di certo una maschera è un travestimento, un oggetto che nasconde il nostro vero viso e distorce il nostro aspetto fisico. Ma proprio per questo, a livello metaforico, una maschera è anche un modo di coprire la nostra personalità e di far vedere un’identità diversa da quella reale.

Una delle cause inconsapevoli più frequenti della necessità di presentarci agli altri come quelli che non siamo è la paura di non essere rispettati, amati o accettati. È normale fingere un po’ e non essere del tutto onesti, perché ci sentiamo più accettati dagli altri quando siamo cosa si aspettano da noi.

Nascondersi è una reazione umana iniziale che si verifica per colpa della paura di essere giudicati, come vi abbiamo appena detto. Possiamo essere acidi per paura di far vedere la nostra vulnerabilità; comportarci gentilmente, perché ci interessa mantenere il nostro lavoro; ammorbidire il nostro punto di vista per essere più diplomatici, ecc.

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Invece di fingere di essere, siate ciò che fingete!

A volte ci sforziamo così tanto di fingere da non renderci conto che sarebbe molto meglio accettarci per quelli che siamo e cercare di migliorarci. Ci viene molto più naturale mentire e non essere naturali, muoverci nella superficialità.

Questo meccanismo, però, ci porta a creare un ambiente fondato sulle apparenze, che contano molto di più dei sentimenti reali: ci lasciamo trasportare dai pregiudizi, dalle immagini e dalle supposizioni. Sarebbe bene, invece, imparare a toglierci la maschera e guardare ciò che c’è sotto di essa, quando ce ne troviamo una di fronte.

Il modo migliore di toglierla è conoscere noi stessi e dare un’opportunità alla nostra essenza. In questo modo, potremo presentarci agli altri senza trucchi, ma solo con la nostra magia. Senza illusioni e senza giudizi infondati saremo più felici, perché daremo a ogni persona e ogni cosa il posto che merita nella nostra vita.

In alcuni casi la maschera non copre, ma rivela

Dobbiamo sapere che, al contrario di quanto crediamo di solito, quella maschera che credevamo così sicura prima o poi cadrà o inizierà a sgretolarsi. E, da quei piccoli fori, uscirà tutta la verità della nostra essenza. È questo ciò che accade a molte persone: le maschere le rivela, perché il tempo le tradisce.

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In altre parole, quanto più ci impegniamo nella costruzione del nostro travestimento, tanto più quel travestimento finirà col somigliare a noi stessi. La cosa pericolosa in tutto ciò è che non solo ci saremo presi in giro da soli, ma avremo anche preso in giro gli altri. Le relazioni dovrebbero essere fondate sulla sincerità e la fiducia, e fingere di essere ciò che non siamo fa venire meno queste due virtù.

A tutti voi sarà successo almeno una volta di essere delusi da una persona che credevate di conoscere, e che per qualche motivo non è più “quella che credevamo”. Ciò che potrebbe essere accaduto è che la verità sia venuta a galla e che alcuni tratti della sua personalità che prima aveva cercato di nascondervi siano ora visibili.

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