Afonia isterica: di cosa si tratta

06 luglio, 2020
Si tratta di una rara forma di disfonia funzionale. La sua caratteristica principale è quella di comparire inaspettatamente e scomparire spesso senza bisogno di alcun trattamento. È più frequente nelle giovani donne e alla sua origine può esserci un conflitto personale che a volte non viene identificato.

 

L’afonia isterica può essere indotta dalla paura di parlare o cantare, da un trauma psicologico, dalla persistenza di un’alterazione vocale, dal fallimento di trattamenti prolungati, da un blocco affettivo oppure dal desiderio inconscio di attirare l’attenzione. Anche se le cause possono essere molteplici, la loro conseguenza è sempre la stessa: la persona che ne soffre si convince di non poter parlare. Questo tipo di disfonia è più comune nelle donne e nei giovani.

L’afonia isterica insorge in maniera improvvisa. Può manifestarsi, ad esempio, con un repentino calo del tono di voce (c.d. voce soffiata), e può presentarsi anche senza dolore. All’esame obiettivo la laringe appare strutturalmente normale, ma le corde vocali non si muovono correttamente.

All’atto della fonazione, cioè quando si cerca di emettere un suono, si può notare una leggera adduzione senza contatto delle aritenoidi e un’abduzione al momento del passaggio del soffio espiratorio. La motilità cordale è invece buona in caso di risate e tosse, che risultano acusticamente normali.

Donna che non riesce a parlare

L’afonia isterica e il disturbo di conversione

Avete mai sperimentato uno di questi sintomi?

  • Problemi di coordinazione e di equilibrio.
  • Paralisi o debolezza muscolare localizzata.
  • Afonia.
  • Allucinazioni.
  • Difficoltà a deglutire.
  • Sensazione di nodo in gola.
  • Ritenzione urinaria.
  • Perdita di sensibilità tattile o del dolore.
  • Visione doppia.
  • Cecità.
  • Sordità.

Avete avuto un attacco o una crisi? I sintomi compaiono quando iniziate a provare molta ansia o qualche altro tipo di disagio? Soffrite di malattie neurologiche o di qualsiasi altro tipo? Questi sintomi compromettono le vostre normali attività quotidiane o qualsiasi altro aspetto della vostra vita?

Anche se il termine “conversione” (che descrive ciò che viene anche identificato come “isteria”) era impiegato già nel Medioevo, fu grazie a Sigmund Freud che divenne di uso comune. Il celebre psicanalista riteneva infatti che i conflitti inconsci potessero trasformarsi in malessere fisico.

La diagnosi di Disturbo di conversione diventò piuttosto popolare alla fine del XIX secolo. Con essa si fa riferimento a una sintomatologia in grado di influenzare il comportamento che, seppur affini a quelli di una malattia neurologica, non derivano da alcuna patologia fisica o causa organica conosciuta.

“Cosa hai, anima che gridi alla tua maniera e senza voce? Le strade della vita non portano dove io vado. ”

-Alfonso Reyes Ochoa-

Breve descrizione del disturbo di conversione

Il disturbo di conversione induce una sintomatologia che colpisce in particolare le funzioni motorie e sensoriali, portando a credere che alla base vi sia un’alterazione organica come un disturbo neurologico. D’altro canto, sebbene l’origine non sia neurologica, i sintomi non sono indotti volontariamente dal paziente e nemmeno simulati. Si tratta di sofferenze reali.

I sintomi di conversione sono in parte prodotti da autoconvinzione, e rispecchiano la visione che la persona ha della malattia stessa. Non è dunque escluso che possano essere necessarie cure mediche. Con il primo manifestarsi dei sintomi, o con il progredire degli stessi, sono coinvolti fattori psicologici scaturiti da conflitti o altri eventi stressanti legati al vissuto della persona.

Alle volte i sintomi attraverso i quali il disturbo di manifesta possono portare a dei vantaggi diretti (si scarica l’ansia causata dal conflitto psicologico di fondo) e indiretti (non dover andare al lavoro, non affrontare certe responsabilità, ottenere più attenzione dagli altri…), rischiando così una cronicizzazione dello stesso.

Quali sono i sintomi in evidenza

Sintomi e deficit motori: disturbi di coordinazione e di equilibrio, debolezza muscolare localizzata o paralisi, afonia, difficoltà a deglutire cibo o bevande, sensazione di nodo alla gola, ritenzione urinaria.

Sintomi e deficit sensoriali: perdita di sensibilità tattile o del dolore, visione doppia, cecità, sordità e allucinazioni, convulsioni e crisi simili a quelle epilettiche.

Donna preoccupata

Il disturbo di conversione si manifesta di solito negli ultimi anni dell’adolescenza e all’inizio dell’età adulta; la sua incidenza è estremamente più bassa prima dei 10 anni e dopo i 35. La comparsa dei sintomi è di solito improvvisa e, nei pazienti ospedalizzati, questi tendono a scomparire nel giro di due settimane.

Le ricadute sono frequenti, soprattutto durante il primo anno. Anche la presenza di una singola recidiva è un campanello di allarme per il rischio che si presentino nuovi episodi in futuro. Sintomi come la comparsa di tremori e convulsioni indicano un peggioramento del disturbo.

“Ho coltivato la mia isteria con gioia e terrore.”

-Charles Baudelaire-

Fattori di rischio

I fattori di rischio per lo sviluppo di questo disturbo includono:

  • Vivere situazioni di forte stress o aver subito un trauma emotivo.
  • Appartenenza al genere femminile: le donne infatti hanno maggiori probabilità di sviluppare questo disturbo.
  • Presenza di un disturbo mentale come ansia, disturbo dissociativo o disturbi della personalità.
  • Avere una malattia neurologica che provoca sintomi simili, come l’epilessia.
  • Precedenti familiari.
  • Un trascorso di abusi fisici o sessuali, specialmente nel periodo dell’infanzia.

Trattamento dell’afonia isterica

Il primo obbiettivo nel trattamento dell’afonia isterica è quello di eliminare o ridurre l’origine dello stress, anche concentrandosi sugli eventi traumatici che la persona ha vissuto, al fine di ridurre la  tensione che percepisce.

Sarebbe anche bene eliminare quei vantaggi e benefici secondari che la persona, pur essendone inconsapevole, arriva a ottenere per via della propria condizione.

A volte la sintomatologia può risolversi autonomamente, dopo un decorso che può variare da giorni a settimane giungendo infine a una remissione spontanea. Tuttavia, esistono risorse e interventi mirati da cui la persona può indubbiamente trarre giovamento. Questi sono:

  • Spiegazione della malattia
  • Psicoterapia
  • Terapia occupazionale
  • Trattamento di altri possibili disturbi come depressione o ansia
  • Halligan PW, Bass C, Wade DT (2000). New approaches to conversion hysteria. BMJ 320 (7248): 1488–9. PMC 1118088. PMID 10834873.
  • Laplanche, Jean; Pontalis, Jean-Bertrand (1996). Diccionario de Psicoanálisis. traducción Fernando Gimeno Cervantes. Barcelona: Paidós. p. 173.
  • Roelofs K, Hoogduin KA, Keijsers GP, Näring GW, Moene FC, Sandijck P (2002). Hypnotic susceptibility in patients with conversion disorder. J Abnorm Psychol 111 (2): 390–5. PMID 12003460.
  • Nicholson TR, Kanaan RA (2009). Conversion disorder. Psychiatry 8 (5): 164. doi:10.1016/j.mppsy.2009.03.001.