Aforismi di Emil Cioran per riflettere sulla vita

Dagli aforismi di Emil Cioran traspare un atteggiamento di disillusione che però non rinuncia a un sottile umorismo. Questo pensatore ha invitato alla riflessione con un approccio controcorrente.

Ultimo aggiornamento: 15 gennaio, 2021

Sono tanti gli aforismi di Emil Cioran che lasciano a bocca aperta. Il suo crudo realismo e il suo tutt’altro che occultato pessimismo sono come un secchio di acqua fredda per la coscienza. Questo filosofo rumeno andava dritto al punto e affrontava a viso scoperto tutti quegli aspetti da lui considerati degni di riflessione.

Chiaramente lo scopo di questo pensatore non era tirare su di morale gli altri. Nelle frasi di Emil Cioran è evidente che il suo intento era quello di provocare. Amava andare controcorrente perché anche questo era un modo con cui denunciare le banalità e l’inconsistenza del mondo in cui gli toccò vivere.

Negli aforismi di Emil Cioran è presente una profonda disillusione che finisce per sfidare i modelli di vita light o troppo romantici. L’incontro con questo pensatore provoca un certo shock, soprattutto per chi è abituato alla cosiddetta “logica del successo”. Ecco alcuni degli aforismi più celebri.

Non sono i mali violenti che ci segnano, ma i mali sordi, insistenti, tollerabili, che fanno parte del nostro tran tran quotidiano e ci minano con la stessa coscienziosità con cui ci mina il tempo.
~ -Emil Cioran- ~

7 aforismi di Emil Cioran

1. Alcuni tradimenti sono imperdonabili

Una delle tante frasi che Emil Cioran imbeve di intelligente ironia e di buon senso: “Gli ultimi ai quali perdoniamo l’infedeltà nei nostri confronti sono coloro che abbiamo deluso”. Un’affermazione acuta e profonda.

Quando non si è all’altezza delle aspettative del partner, sappiamo di essere noi a sbagliare. L’infedeltà diventa così un modo per ratificare questo difetto.

Per questo un tale tradimento è difficile da perdonare: significherebbe ammettere la delusione iniziale. Una ferita narcisista che ferisce nel profondo.

2. Aforismi di Emil Cioran sull’età

L’umorismo è presente in molte riflessioni di Emil Cioran. Si tratta di un umorismo nero, sarcastico. Possiamo osservarlo nella seguente citazione: Quello che so a sessant’anni lo sapevo altrettanto bene a venti. Quarant’anni di un lungo, superfluo lavoro di verifica”.

Potrebbe avere ragione, di fatto tante verità nella vita sono già intuibili precocemente. Eppure, i giovani non sono del tutto certi in merito a ciò che captano. Sono necessarie diverse verifiche in successione, che in molti casi provocano una reiterazione infinita

3. Reciprocità di intenti

Emil Cioran non si poneva alcun problema ad andare contro una vita considerata di successo, produttiva. Non dimostrava nemmeno interesse nel voler nascondere la profonda delusione datagli dall’esistenza. Tutto il contrario: scavava a fondo nella ferita.

Questa frase dice tutto su di lui: “La mia missione è uccidere il tempo e la sua di uccidermi a sua volta. Ci si trova perfettamente a proprio agio tra assassini”. La morte e il suicidio sono presenti in molte delle sue opere. Insisteva sul fatto che l’esistenza non ha altro senso se non quello di essere sprecata, come qualcosa che non ci serve.

4. Fare e non fare negli aforismi di Emil Cioran

Buona parte della società è convinta che la cosa più importante sia fare, fare e ancora fare. Rimanere fermi ed essere improduttivi viene visto quasi come una blasfemia. Tuttavia, per il troppo fare siamo diventi anche molto inquieti, tanto che l’ansia ha finito per pervaderci.

Dinnanzi a questa considerazione, Emil Cioran dice: “Possiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo fatto, ma dovremmo esserlo molto più di quello che non abbiamo fatto. Questa forma di orgoglio spinge a inventare”.

Il suo postulato è ragionevole, visto che anche il non fare ha delle conseguenze. E in un mondo compulsivo e automatizzato, ciò potrebbero essere positivo.

5. I ribelli

Cioran provava un certo disprezzo per le figure di potere. Da iconoclasta qual era, non diede mai importanza agli eroismi né alle grandi scoperte di chi lottava in nome di una causa ideologica.

La sua posizione al riguardo appare chiara nel seguente aforismo: “Chi si rivolta, chi insorge? Raramente lo schiavo, ma quasi sempre l’oppressore diventato schiavo”. Mette alla pari il ribelle e l’oppressore, suggerendo che sono fatti della stessa essenza. Lo schiavo, in quanto tale, obbedisce sempre.

6. Il non-detto

Emil Cioran non vedeva gli umani come una specie superiore o dotata di caratteristiche memorabili. Al contrario, non perdeva occasione per sottolineare il modo ignobile in cui l’essere umano vive e popola la terra.

Questa opinione è in parte racchiusa nella seguente citazione: “È profondo, è veritiero solo quello che nascondiamo. Da qui la forza dei sentimenti vili“. In altre parole, l’essere umano nasconde i propri ignobili sentimenti, di conseguenza quando li lascia liberi questi emergono con maggiore forza.

7. La sofferenza negli aforismi di Emil Cioran

Anche se Cioran non era felice e sebbene abbia espresso questa sua infelicità in moltissime occasioni, non era una persona “sofferente”. Invece di provare il male di vivere o dolore a causa delle esperienze vissute, ne portò alla luce l’incoerenza per mezzo dell’ironia, adottando uno stile apprezzato perché singolare.

Per questo non di rado è stato critico persino nei confronti della sofferenza. A questo proposito afferma chesoffrire è un modo per rimanere attivi senza agire“. Vale a dire che chi soffre vive nel bel mezzo di una tempesta, passivo, senza attuare alcuna strategia adattiva per placarla.

Esistono molte altre frasi di Emil Cioran. Nonostante il tono cupo che l’autore adotta per scomporre la realtà, sono tutte uno delizioso stimolo di riflessione.

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  • Cioran, E. M., & Panizo, R. (1986). Silogismos de la amargura. Laia.