Se devi aggrapparti a qualcosa, che siano sogni, non persone

· 26 agosto 2016

Se dovete aggrapparvi a qualcosa, che siano i vostri sogni, non le persone. Dite “no” a qualsiasi forma di attaccamento malsano che tarpa le ali e soffoca l’amore con il ricatto. Siate coraggiosi e lasciate andare ciò che è passato, ciò che non fa bene al vostro cuore, dove invece sono racchiusi i vostri desideri per realizzare i quali passano ogni giorno nuovi treni, nuove opportunità.

Honoré de Balzac diceva che nelle situazioni di crisi personale, il cuore si rompe o si forgia. Tutti, in un modo o nell’altro, abbiamo vissuto momenti di difficoltà personale, abbiamo dovuto rinunciare a qualcosa o a qualcuno e ci siamo sentiti ad un passo dall’abisso. Allora, dobbiamo recuperare la piena consapevolezza di noi stessi e delle nostre vere necessità.

Aggrapparsi a qualcosa, a volte, fa più male che lasciarla andare. Perché quello che ci tiene aggrappati lo fa con talmente tanta forza da lasciare segni e ferite profonde, fino al punto di toglierci l’aria, la vita, i sogni…

È curioso pensare che, in qualche modo, tutti siamo quasi obbligati a “morire” varie volte per poi rinascere. Le crisi e i cambiamenti sono sempre motivo di paura perché ci costringono a staccarci da tante cose per mettere un punto ad una fase della nostra vita e iniziarne una nuova con il cuore già ben forgiato.

In ogni cambiamento e in ogni ciclo che viviamo deve sempre esserci un proposito, un sogno da raggiungere per la nostra auto-realizzazione. Vi invitiamo a riflettere su questo argomento.

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La necessità di aggrapparsi ai propri sogni e propositi

Se dobbiamo ricordare un libro che difenda prima di tutto la necessità di aggrapparsi ai propri sogni e la capacità di lottare per realizzarli, questo è L’ultima lezione di Randy Pausch. In realtà, si tratta di un’opera autobiografica dello stesso autore, un celebre professore di informatica che ha collaborato con la Disney e che ha scritto questo libro dopo che i medici gli avevano diagnosticato un cancro terminale al pancreas.

Con L’ultima lezione, Pausch ha voluto lasciare una sorta di testamento intellettuale per trasmettere ai suoi lettori una necessità essenziale: quella di realizzare i sogni della nostra infanzia. Quelli che, in qualche modo, soffochiamo con i nostri obblighi da adulti e con la necessità di aggrapparci a cose o persone che invece di farci crescere ci rendono più piccoli.

Le pagine del libro del professor Pausch sono intrise di una vitalità ispiratrice, quasi magica, trasmessa da qualcuno che, nonostante sia consapevole della propria fine, è in grado di darci strategie con cui costruire le scale che ci consentano di raggiungere i nostri sogni. Ecco i consigli del professor Pausch.

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Come raggiungere i sogni della nostra infanzia

I grandi traguardi che immaginiamo da bambini sembrano ora grandi ingenuità. In realtà, è possibile che dietro a questo pensiero si nasconda la paura.

  • Non importa quali siano i sogni della vostra infanzia, quello che conta è l’atteggiamento che assumete di fronte ad essi. Ecco perché Randy Pausch parla della necessità di avere una famiglia, dei genitori che facilitino i sogni e non li vietino.
  • Smettete di aggrapparvi a quello che gli altri pensano dei vostri sogni o desideri. Non sono voi, non vivono nella vostra mente e nei loro corpi non batte il vostro cuore. Ascoltate la vostra voce interiore e continuate a pensare come un bambino a cui non è mai stata rubata l’innocenza: siate fiduciosi, esplorate, sognate…
  • Il terzo consiglio che troviamo nel libro L’ultima lezione è la necessità di essere pazienti e umili. La realizzazione di un sogno dipende alla fine da un 10% di ispirazione e dal restante 90% di traspirazione, in altre parole bisogna sudare, lottare per quello che desideriamo.

I cambiamenti portano con sé l’opportunità di realizzare i sogni

Genitori rispettosi e di grande ispirazione, amici eccezionali, un buon lavoro o un partner in grado di darci quell’amore che ci consente di crescere personalmente ed emotivamente sono senza ombra di dubbio meravigliosi meccanismi per dare forma ai nostri sogni.

Per quanto possa sembrare curioso, sono i momenti di crisi a far scaturire i cambiamenti più profondi, oltre che le migliori opportunità. Ed è per questo che spesso si dice che le cose rigide, inalterabili, prevedibili e perfino ossessive compromettono completamente la nostra creatività e il nostro senso di opportunità. Sono zone di controllo stabili e tremendamente specifiche dove non ci metteremmo mai in discussione.

Smettete di aggrapparvi alle cose monotone e a chi è prevedibile, docile, sottomesso. Scappate da chi vi obbliga a rimandare i vostri sogni con pensieri del tipo: “non è il momento”, “meglio un altro giorno”, “adesso non ti conviene farlo”. Non permetteteglielo, non dimenticate i sogni della vostra infanzia e date inizio al cambiamento. Perché, a volte, in un momento di crisi personale appare il miracolo dell’apprendimento e l’opportunità di reinventarsi per raggiungere i propri sogni.

Magia