I misteri nascosti nei nostri sogni

5 luglio 2016 in Curiosità 0 Condivisi

Alcune persone scelgono di non far caso ai propri sogni, mentre per altre sono importantissimi. Altre ancora, invece, credono che i sogni siano un grido disperato che vuole esprimere quello che non diciamo quando siamo svegli. Esistono diverse teorie e ricerche sul mondo onirico e ci sono moltissime ipotesi riguardo a ciò che accade nella nostra mente quando dormiamo.

Perché sogniamo? Che cosa vogliono dire i sogni? Da dove vengono le immagini che compaiono nella nostra mente? Come nascono gli incubi? Le risposte non sono per niente semplici, e molti di questi dubbi sono ancora in attesa di un riscontro scientifico adeguato. In questo articolo vogliamo presentarvi alcune delle scoperte che la scienza ha fatto su questo affascinante argomento.

I sogni: molto più della fase REM

Oggi non vogliamo parlarvi delle fasi del sonno né della fase REM che attraversiamo quando chiudiamo gli occhi per riposare. Piuttosto, ci concentreremo su quanto accade nella nostra mente e su quelle immagini che compaiono quando dormiamo, e per cui molto spesso non troviamo una spiegazione logica.

Secondo alcuni studi, tutto quello che facciamo durante la giornata si accumula in un’area specifica del nostro cervello e, quando ci addormentiamo, riaffiora di nuovo, ma in modo confuso, simbolico e spesso incoerente. Può trattarsi di una notizia che abbiamo letto, una conversazione con le amiche, un litigio con il partner, un film o qualcosa che ha attirato la nostra attenzione per strada, ecc.

Le immagini, i suoni, i ricordi e le esperienze si mischiano per dare forma al sogno, come se si trattasse di un “riassunto” di quello che ci è accaduto durante la giornata. Ma, naturalmente, il sogno non è composto soltanto di elementi così attuali. Molto spesso presenta anche elementi presi dal passato, degli eventi accaduti molto tempo prima o persone che non vediamo da tempo, ma di cui ci siamo ricordati.

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L’esperienza del sogno

Tutti noi sogniamo, anche se non sempre ce lo ricordiamo. Anche quando cerchiamo di raccontare un sogno o di trascriverlo in un diario, è normale accorgerci che ci mancano dei pezzi e che non riusciamo a costruire un racconto che abbia senso o che rifletta in modo coerente la realtà. Nessuno ha la capacità di ricordare un sogno nei minimi particolari e in modo esatto. Anche se è ancora molto vivido nella mente, possiamo basarci solo sugli elementi che ricordiamo al nostro risveglio.

Secondo Allan Hobson, quando sogniamo, la nostra attività mentale è molto simile a quella che si produce quando agiamo nella realtà, anche se ci sono elementi che non potrebbero mai verificarsi nel molto della veglia (es. rivedere un familiare deceduto, volare come un uccello o vederci da bambini mentre siamo adulti).

Nel sogno, inoltre, non entra in gioco solo il cervello, ma anche i nostri sentimenti e persino i nostri muscoli! La paura, la felicità e l’incertezza hanno il comando su di noi. Potremmo svegliarci con la tachicardia, in un mare di sudore oppure con il fiatone. Eppure, la maggior parte delle volte, i sogni non lasciano traccia su di noi ed evaporano completamente non appena apriamo gli occhi o sentiamo il suono della sveglia.

Perché? Tutto ciò dipende da diversi fattori. Prima di tutto, dalla fase del sonno in cui ci troviamo al nostro risveglio. Se ci trovavamo nella fase REM, le immagini e le sensazioni del sogno saranno più nitide, dettagliate e percettive. Forse faremo persino fatica a distinguere tra sogno e realtà. Se, al contrario, si tratta di un sogno della fase NREM, conterrà meno immagini e più scene tipiche della vita quotidiana (al lavoro, in cucina, al parco, ecc.).

A cosa servono i sogni?

L’obiettivo principale del riposo è rigenerare l’organismo perché recuperi una condizione ottima a livello fisiologico. Per quanto riguarda l’aspetto psicologico, i sogni hanno una forte valenza emotiva, che non dovremmo sottovalutare.

Gli studi hanno dimostrato che i sogni consolidano la nostra memoria e ci aiutano a fissare i ricordi in modo più efficace. Ci sono anche delle teorie che sostengono che i sogni diano al cervello lo stimolo di cui ha bisogno per potersi svegliare da un sonno profondo, e che attivino i “circuiti cerebrali” associati alle emozioni.

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Le teorie sui sogni

Dagli studi di Sigmund Freud, che era convinto che i sogni fossero il modo in cui mascheravamo i nostri desideri repressi, sono stati fatti molti passi avanti. Durante il XX secolo, hanno fatto la loro comparsa sulla scena diverse teorie che in alcuni casi confermavano e in altri negavano le ipotesi del padre della psicoanalisi.

Una di queste è la teoria di Deirdre Barret, psicologa dell’università di Harvard, che sosteneva che i sogni hanno la funzione di risolvere i problemi mentre stiamo risposando. Questo significa che l’evoluzione dell’essere umano gli ha permesso di far lavorare il cervello per trovare una soluzione ad innumerevoli questioni anche mentre dorme. Come sarebbe bello se fosse sempre così!

La cosa certa è che i sogni, per quanto possano essere vividi, non hanno un grande senso logico. Perché possano servirci davvero come soluzione per i nostri problemi, dovremmo poter essere in grado di analizzarli in modo più dettagliato. Dobbiamo anche tenere in conto, però, che al nostro risveglio ricordiamo solo una parte di essi. Secondo queste teorie, quindi, il sogno sarebbe un modo alternativo di pensare e potrebbe aiutarci ad elaborare un “piano B” quando dobbiamo risolvere un problema.

D’altra parte, lo psichiatra Jie Zhang ha proposto un’idea alternativa sui sogni e la loro funzione. Secondo questo esperto, il cervello immagazzina ricordi tutto il tempo, sia quando dormiamo sia quando siamo svegli.

Questo significa che i sogni sono uguali ai pensieri o ai ricordi che ci vengono in mente quando abbiamo gli occhi aperti. Pensateci un attimo: non vi è mai capitato di sognare da svegli? Quello che succede quando dormiamo potrebbe consistere in un meccanismo simile, ma completamente incosciente che non siamo in grado di controllare.

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