Albero genealogico: uno strumento di crescita e cura

· 20 ottobre 2017

Un albero genealogico è molto di più di un disegno e un insieme di date, relazioni e storie familiari. Può essere uno strumento molto potente per comprendere e curare le esperienze e i problemi di ognuno di noi.

Alcuni sostengono che non abbia niente a che fare con la cura dei problemi personali. Tuttavia, la verità è che può fornirci informazioni preziose sulla nostra provenienza e, in qualche modo, spiegarci da dove veniamo. Alcune correnti di pensiero si spingono addirittura oltre e affermano che attraverso la conoscenza dell’albero genealogico possiamo scoprire come l’inconscio familiare interagisce con l’inconscio personale.

“Chi non conosce la sua storia, non conosce nulla: è come essere una foglia e non sapere di far parte di un albero.”

-Michael Crichton-

Un po’ di storia…

Negli anni ’60 in Europa si sviluppò una corrente di pensiero psicanalitica secondo la quale la terapia doveva incentrarsi sulla presa di coscienza riguardo alla ripetizione dei conflitti e delle difficoltà all’interno del nido familiare. Questi specialisti includevano nel loro piano terapeutico un focus transgenerazionale.

Negli anni ’70 nacque invece la “psicogenalogia”. Si tratta di un metodo psicanalitico che fa leva sulla relazione tra l’origine dei problemi di una persona e le situazioni irrisolte dei suoi antenati. La psicogenealogia considera che il semplice fatto di prendere coscienza di questi problemi possa produrre una liberazione o risolverli. All’interno della psicogenealogia troviamo studiosi come Anne Schützenberger, Didier Dumas, Jodorowsky o Bert Hellinge.

Negli ultimi trent’anni, all’interno degli studi psicoterapeutici è tornato in voga il concetto dell’inconscio familiare. Gli studiosi hanno preso di nuovo in considerazione alcune antiche credenze dei filosofi orientali, che sottolineavano l’influenza che i nostri avi potrebbero avere sulla nostra vita o la forza di determinati membri del circolo familiare. Oggigiorno, l’albero genealogico è uno strumento che viene impiegato per analizzare la storia clinica dei pazienti in diverse discipline: psicoterapia, psichiatria, medicina, lavoro sociale, educazione, ecc.

“La psicogenealogia parte dalla premessa che determinati comportamenti incoscienti possano trasmettersi da una generazione all’altra impedendo al soggetto di auto-realizzarsi. Affinché l’individuo ne sia consapevole e possa liberarsene, deve studiare il proprio albero genealogico.”

Fotografie e lettere antiche

Perché è bene fare il proprio albero genealogico?

Elaborare un albero genealogico può essere un’attività estremamente piacevole: scoprire chi siamo e da dove veniamo. Fare ricerche sui nostri antenati, scoprire da dove venivano, che lavoro facevano… Si tratta di una ricerca che può trasformarsi in uno splendido passatempo. Inoltre, è la base di una serie di studi chiamati genealogia.

L’elaborazione e lo studio del nostro albero genealogico ci può aiutare su diversi fronti, tra i quali:

  • Cambiare il nostro modo di vedere e concepire la nostra famiglia.
  • Elaborare dei lutti che forse non abbiamo ancora risolto.
  • Conoscere alcuni dei nostri antecedenti medici osservando le malattie sofferte dai nostri avi.
  • Osservare graficamente se le nostre credenze, paure e blocchi sono relazionati alle dinamiche familiari e all’eredità transgenerazionale.
  • Stabilire una connessione spirituale: quando conosciamo e comprendiamo il nostro passato, potenziamo il nostro legame con la famiglia e stabiliamo connessioni più profonde. Quando sentiamo che siamo parte di una catena, diventiamo più consapevoli della nostra piccolezza.
  • Accedere a informazioni che a livello cosciente non possiamo vedere, mente a livello incosciente possono manifestarsi in modo più chiaro.

“Chi dimentica la sua storia è condannato a ripeterla.”

–Marco Tullio Cicerone-

Come si elabora un albero genealogico?

Per elaborare un albero genealogico,possiamo iniziare raccogliendo i dati grazie a domande e interviste fatte ai nostri familiari. Poi, possiamo continuare studiando documenti, fotografie, quadri, registri anagrafici, emeroteche con archivi storici, internet, ecc.

I dati che possiamo cercare e annotare in un albero genealogico sono i seguenti:

  • Nomi e cognomi.
  • Date importante: nascite, matrimoni, morti, migrazioni, etc.
  • Cause o circostanze delle morti.
  • Professioni.
  • Com’erano le relazioni tra i vari membri della famiglia (rivalità, amicizie, privilegi, etc).
  • Quali qualità distinguevano i nostri avi.
  • Fatti significativi: incidenti, storie d’amore illegittime, aneddoti di vario tipo, etc.
  • Sintomi e malattie principali dei vari membri dell’albero genealogico.

“I lutti non elaborati, le lacrime non versate, i segreti di famiglia, le identificazioni incoscienti e le lealtà familiari invisibili si trasferiscono ai figli e ai loro discendenti. Ciò che non viene espresso a parole, viene espresso con la sofferenza.”

-Anne Ancelin Schützenberger-

Disegno albero genealogico

Come interpretare un albero genealogico?

Interpretare un albero genealogico significa fare un’analisi transgenerazionale. Attraverso questa analisi, possiamo identificare conflitti irrisolti, lutti non elaborati, tratti comportamentali ricorrenti… Il punto fondamentale nell’interpretazione di un albero genealogico è la presa di consapevolezza e l’identificazione di possibili ricorrenze. Per riuscirci, può essere molto produttivo realizzare quest’analisi insieme a qualcun altro.

“Avere un albero genealogico e non studiarlo è come avere una mappa del tesoro e non andare a cercarlo.”

-Alejandro Jodorowsky-

È difficile che l’albero ci dia una risposta se prima non ci ha suscitato delle domande. Tuttavia, molto spesso la curiosità può dar vita a entrambi i fenomeni (domanda e risposta) allo stesso tempo. Di solito si elabora o si consulta un albero genealogico quando si hanno inquietudini o dubbi su diverse questioni (emozioni, circostanze, blocchi, malattie, ecc.).

Questo significa che è bene analizzare l’albero ponendogli domande concrete. Ottenere le risposte e stabilire dei collegamenti può essere un lavoro profondo e appassionante. Un vero e proprio percorso di sviluppo personale. Attraverso quest’analisi potremo rispondere a due domande fondamentali:

Da dove veniamo? E come ci condiziona questo passato?

“Le radici di una persona non sono oggetti fisici ancorati alla terra come quelle degli alberi. Le radici sono dentro di noi. Sono tentacoli che si diramano lungo le nostre terminazioni nervose e ci tengono insieme. Ci accompagnando dovunque andiamo, dovunque viviamo.”

–Luz Gabás-

Riassumendo, l’elaborazione e lo studio di un albero genealogico può essere un’attività appassionante e possiamo intraprenderla tutti. Secondo gli esperti, guardarlo e comprenderlo è un passo che risulta di per sé curativo, al di là di ciò che possiamo fare con quelle informazioni in futuro. Quindi, perché non provarci?

“Nessuno esiste da solo, nessuno vive da solo. Siamo tutti come siamo perché altri furono come furono.”

-Julio Medem-