Albert Camus, indimenticabile scrittore

Albert Camus ha lasciato questo mondo in modo prematuro e drammatico. Eppure, la sua eredità è ancora un rifugio letterario in cui scoprire in che modo l'assurdo si mescola alla speranza mostrandoci che la capacità di migliorarsi è propria dell'essere umano.
Albert Camus, indimenticabile scrittore

Ultimo aggiornamento: 31 luglio, 2021

Albert Camus è stato il secondo scrittore più giovane della storia insignito del Premio Nobel per la Letteratura. Il suo lavoro immenso, riflessivo e fonte di ispirazione, raccoglie l’essenza della coscienza umana dell’epoca.

Opere come La peste e soprattutto Lo straniero sono romanzi immortali, che riflettono l’apice dell’esistenzialismo, proprio dove si mescolano l’assurdità della vita e il dolore per il peso del passato.

Nella storia della letteratura la morte di Albert Camus, avvenuta nel 1960, viene spesso ricordata come una delle più inaspettate. Pochi giorni prima del suo decesso, lo scrittore nato in un quartiere di Algeri aveva detto ai suoi amici che non ci sarebbe stata mai fine più assurda di morire in un incidente d’auto.

Fatto curioso: sarebbe stata proprio questa la sua fine. Egli si trovava sul lato passeggero, accanto al suo editore letterario, quando uno pneumatico scoppiò e l’auto andò a schiantarsi contro un albero.

Albert Camus, che si autodefiniva un “cultore dell’assurdo” della società del XX secolo, concluse la sua vita nello stesso modo; lasciando un vuoto incolmabile nel mondo della letteratura.

Aveva 47 anni e solo tre anni prima aveva ricevuto il premio Nobel. Era una delle figure di spicco del panorama letterario francese, nonché amico eterno e antagonista al tempo stesso dell’intellettuale Jean Paul-Sartre.

Foto di Albert Camus.

Biografia di Albert Camus

Gran parte delle opere di Albert Camus è segnata dalle tracce della guerra e dal forte impatto che essa ebbe su buona parte del XX secolo. Le origini di questo sentimento possono risalire proprio alla storia della sua famiglia.

Nato nel 1913 ad Algeri, Camus dovette affrontare la morte prematura del padre, avvenuta durante la Prima Guerra Mondiale. A seguito di questa perdita, lo Stato gli offrì una borsa di studio che gli permise di frequentare l’Università e laurearsi in Lettere e Filosofia.

Ad Algeri conduceva una vita umile. Sentendosi sin da giovane attratto da Nietzsche e da André Gidé, trascorreva ore in biblioteca che risvegliò la sua grande passione per le lettere e la filosofia. Divenuto adolescente, scoprì di essere affetto da tubercolosi, condiziono che limitò la sua altra grande passione: lo sport.

Ma metterà il veto a un’altra aspirazione: l’insegnamento. Venne rifiutato come docente e come soldato quando decise di arruolarsi nel 1939. Optò dunque per un’altra strada professionale, quella del giornalismo, e di lì a poco divenne corrispondente per Alger Républicain.

Albert Camus, il giornalista

Albert Camus divenne un giornalista con voce propria, reazionario e idealista. Proprio per la linea reazionaria tracciata dai suoi articoli, il governo finì per mettere al bando il suo giornale nel 1940. Quello stesso anno la sua vita cambiò per sempre quando convolò a nozze con Francine Faure.

Si trasferì da Algeri a Parigi per diventare direttore di un giornale clandestino, il Combat. Con questo mezzo denunciò i bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki.

Durante il periodo da direttore di questo rotocalco, Albert Camus scrisse e pubblicò la sua opera maestra: Lo straniero. Nelle sue pagine distilla la filosofia dell’assurdo, quel malessere a metà strada tra la malinconia e l’ironia esistenziale, che secondo buona parte dei filosofi dell’epoca caratterizzava quegli anni.

Nel 1943 iniziò a lavorare per una delle case editrici francesi più importanti: Gallimard. Dopo che i tedeschi lasciarono Parigi, continuò con le sue pubblicazioni indipendenti di sinistra e reazionarie.

Oltre a dedicarsi ai suoi articoli, trascorreva le notti immerso nella sua attività letteraria, grazie alla quale presero forma opere maestre come Il malinteso e Caligola. Successivamente avrebbe scritto una delle sue opere principali: La peste.

Ritratto di Camus.

Albert Camus e Jean-Paul Sartre

La storia tra Camus e Jean-Paul Sartre è un segnata da ammirazione, ostilità e continua disputa sulla percezione dell’esistenzialismo. Entrambi sono passati alla storia come due punti di riferimento nella cultura della Francia degli Anni ’40 e ’50. Entrambi rappresentavano l’esistenzialismo francese e l’ideologia di sinistra.

Sartre sosteneva che tutte le persone devono giungere a un compromesso politico per e con gli altri. Lo stesso vale per la letteratura e la filosofia: entrambe devono subordinarsi al momento storico e al popolo.

Albert Camus si discostava da queste affermazioni su molti punti: per lui la letteratura andava ben oltre la filosofia e l’idealismo politico. Scrivere sarebbe un riflesso della libertà propria e non deve essere subordinata a nient’altro.

La storia di un amore segreto

Ad Algeri, quando lavorava come redattore per il giornale Combat, Albert Camus aveva iniziato una relazione d’amore con Maria Casares, attrice galiziana figlia del politico Santiago Casares Quiroga. La relazione proseguì anche dopo il matrimonio di Camus e dopo la nascita delle sue due gemelle.

Camus e Casares mantennero un rapporto epistolare che durò oltre due decenni. Quell’amore rimase nero su bianco, impresso su un immenso numero di lettere in cui ammirazione, desiderio, esistenzialismo, poesia, passione e raffinatezza intellettuale diedero vita a uno degli idilli d’amore più belli della storia e della letteratura.

L’ultima lettera di questo grande amore riporta la data 30 dicembre 1959. Camus sarebbe morto il 4 gennaio del 1960.

Albert e Maria.

Questo excursus della vita di Camus trasmette la stessa assurdità che descrisse più volte nelle sue opere. L’essenza e la contraddizione definiscono la magia della nostra esistenza, proprio là, dove l’essere umano riesce sempre a trovare un margine di miglioramento personale nonostante le difficoltà.

Ben oltre la sua filosofia, Albert Camus ci ha regalato con i suoi libri un meraviglioso esercizio di riflessione sulla condizione umana, Mise in dubbio buona parte delle ideologie che sarebbero state oggetto di contemplazione nel XX secolo, nell’intervallo tra le due guerre e nel dopoguerra.

Infine, fu un difensore della libertà e non solo di quella politica, come Sartre. Lui andò oltre, perché credeva nella libertà dell’individuo, nell’amore e nella nostra capacità di creare, progredire e superarci.

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  • Albert Camus-Jean Grenier, Correspondance 1932-1960, notas de Marguerite Dobrenn, Paris: Gallimard, 1981.
  • Albert Camus-Pascal Pia, Correspondance, 1939-1947, presentación y notas de Yves-Marc Ajchenbaum, Paris: Fayard/Gallimard, 2000.
  • De Luppé, Robert. “Albert Camus” Barcelona: Editorial Fontanella, 1963.
  • Sánchez, F. G. (2001). «Camus y el existencialismo.» Revista Espiga, 2(4), 121-136.