Volontà di potenza in Nietzsche

Dove risiede la verità? Per il filosofo tedesco, si trova chiaramente nella volontà di potenza. Esiste, infatti, una relazione molto stretta tra verità e potere.
Volontà di potenza in Nietzsche
Laura Llorente

Scritto e verificato la filosofa Laura Llorente.

Ultimo aggiornamento: 16 dicembre, 2022

Nietzsche è uno dei più importanti filosofi del XIX secolo, insieme ad altre figure di spicco come Sigmund Freud e Karl Marx. Questi pensatori sono stati definiti “filosofi del sospetto” per il loro desiderio di smascherare la menzogna nascosta sotto i valori illuminati della razionalità e della verità. In particolare, Nietzsche parlò della volontà di potenza.

Secondo Nietzsche, la cultura occidentale è viziata dall’aver cercato di introdurre la razionalità in tutti gli aspetti della vita. Già dai suoi inizi in Grecia, la razionalità rappresenta un sintomo di decadenza. Tutto ciò che si oppone ai valori dell’esistenza istintiva e biologica dell’uomo è decadente.

Per comprendere la filosofia nietzschiana, non dobbiamo perdere di vista la sua dura critica al mondo delle idee di Platone. La sua filosofia rifiuta queste trappole metafisiche: il mondo razionale, il mondo morale e il mondo religioso. Il principio fondamentale della teoria nietzschiana è il concetto di vita. Per comprendere il concetto di “vita” secondo il filosofo tedesco, non bisogna dimenticare l’assoluta negazione del mondo razionale platonico. A seguire, ci concerteremo sul concetto di volontà di potenza.

Nietzsche e il concetto di vita

Per il filosofo tedesco, la vita si basa su due principi fondamentali: il principio di conservazione e di espansione.

Postula che la vita esista fintanto che conserva se stessa. Naturalmente, questa capacità di conservazione è dovuta al movimento costante, alla necessità di espansione. Se ciò che è conservato non espande, muore. La vita si conserva perché si espande grazie al conseguimento di ciò che ci fa avere più vita.

Questo spazio vitale, ai cui principi abbiamo fatto eco, è inteso come volontà di potenza.

Geopolitico di Dalì
I due principi vitali della filosofia nietzschiana sono la conservazione e l’espansione. Se non cerchiamo di espandere ciò che abbiamo, non possiamo conservare quello che già abbiamo.

La volontà di potenza in Nietzsche

La volontà di potenza è lo stesso divenire della vita. Si potrebbe anche dire che la vita è volontà di potenza perché conquista ciò che bramiamo, tenta di ottenere ciò che desideriamo e domina ciò che possediamo.

La volontà di potenza è la vita proiettata verso un orizzonte nel quale trovare e ottenere ciò che vogliamo. Pertanto, vuole di più e vuole espandere ciò che ha già. Ma è fondamentale affermare che la volontà di potenza, prima di volere qualsiasi cosa, deve volere se stessa; solo in questo modo potrà aumentare ciò che possiede per conservare ciò che già ha.

Immaginiamo di voler acquistare un’automobile ma, allo stesso tempo, di non avere la liquidità sufficiente per poterla comprare. La conservazione del desiderio sarà possibile solo se lavoreremo per incrementare i nostri risparmi per pagare l’auto desiderata. Se non facessimo nulla per raggiungere tale obiettivo, il desiderio scomparirebbe sia come desiderio che come motivazione.

La volontà di potenza vuole se stessa

Una volta che la volontà di potenza vuole la propria conservazione, capisce anche che non potrà mantenere tutto quello che ha conquistato se si limita solo a conservarlo. Per conservare, si deve espandere, si deve continuare a conquistare nuovi territori.

Essa è intenzionale e proiettata verso il mondo della vita, l’unico luogo dove può ottenere ciò che vuole. La natura di questa volontà è movimento, non si ferma mai, continua ad espandersi. Secondo Nietzsche, se ci accontentiamo di ciò che abbiamo nel momento presente e non proviamo a espanderlo, moriamo (in senso metaforico in cui la volontà di potere si pietrifica).

“Non ci sono fatti. Solo interpretazioni”.

Disegno con volto di uomo

Dove risiede, quindi, la verità? Per il filosofo tedesco, si trova chiaramente nella volontà di potenza. Esiste, infatti, una relazione molto stretta tra verità e potere.

Immaginate che un determinato mezzo di comunicazione pubblichi una notizia al mattino. Tutti gli altri media gli fanno eco, e ognuno racconta la storia dalla propria prospettiva ideologica. È probabile che ogni persona consideri vero il fatto pubblicato dal mezzo di comunicazione che meglio si adatta alle sue idee.

Ora immaginate che, date le diverse versioni dei media, nasca una disputa e che i membri dei diversi media si incontrino in uno studio per discutere sulla soggettiva verità di quanto è accaduto. Le verità si scontrano proprio perché esistono solo interpretazioni dei fatti. È in questo momento che una mente critica capirà che la Verità è figlia del potere.

Conclusioni

Stando così le cose, è ovvio che la verità egemonica sarà sempre sostenuta dal potere, giacché è una potente espressione della volontà che vuole espandersi per conservarsi (si pensi ai regimi totalitari la cui verità era la Verità).

Per Nietzsche, tutta la volontà di potere che non voglia espandersi per conservarsi è solo una vita intrisa di nulla: ciò che oggi definiamo nichilismo (la parola nichilismo deriva dal latino nihil, pronome indefinito dal significato indeclinabile di “nulla”).


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