Alti e bassi emotivi durante l’isolamento

18 Maggio 2020
Gli alti e bassi emotivi durante l'isolamento sono una realtà psicologica del tutto normale. Dobbiamo capire che allo stato attuale è impossibile stare bene 24 ore al giorno, 7 giorni a settimana.

Gli alti e bassi emotivi durante l’isolamento sono normali e frequenti. Molte persone vivono sbalzi di umore nell’arco della giornata, passando dalla motivazione al sconforto, dalla calma a quell’angoscia che pervade lo stomaco e che crea scompiglio nella mente. È del tutto normale.

Non dobbiamo mettere carne sul fuoco della mente domandandoci se stiamo soffrendo di un disturbo bipolare. Questa condizione psicologia, infatti, va ben oltre gli sbalzi d’umore. Ciò che ci sta succedendo, a grandi linee, è che siamo esposti a una situazione sconosciuta, a uno scenario imprevisto a cui cervello, corpo ed emozioni stanno reagendo. Tutto questo rientra nella sfera del prevedibile.

Al di là di quel che potremmo pensare, questo contesto non è nuovo per certe persone. Gli astronauti conoscono bene l’isolamento. E così anche i carcerati, che trascorrono mesi e anni in galera. Ci sono bambini con malattie immunitarie che vivono parte del tempo rinchiusi in casa e non possiamo dimenticare nemmeno i ricercatori che trascorrono mesi rinchiusi in laboratori in Antartide.

Lawrence Palinkas, dell’Università del Sud della California, è uno degli esperti che si occupa di questi argomenti. I suoi studi sull’adattamento psicosociale in ambienti estremi ci offrono dati importanti per capire quello che stiamo vivendo nel momento presente.

L’isolamento ha un forte impatto psicologico, soprattutto a partire da 15 o 20 giorni.

Ragazza triste alti e bassi

Alti e bassi emotivi durante l’isolamento: perché si verificano?

Potrebbe capitare di svegliarsi senza energie oppure di aprire gli occhi a un nuovo giorno sentendosi disorientati a livello temporale, senza sapere per qualche secondo neppure che giorno è. In pochi istanti la mente ricorda la nostra realtà: la pandemia, la quarantena, l’isolamento fisico e sociale e l’incertezza su quando riprenderemo la nostra vita.

A colazione tendiamo ad avere il primo scambio di messaggi con familiari e amici. Pensiamo a cosa faremo oggi e questo ci infonde una dose di energia e motivazione.

Con il passare delle ore e senza sapere perché, compare quella nebbiolina che rende tutto opaco e offuscato. L’animo si sconforta e la tristezza pervade tutto. Perché ci succede? Forse stiamo sviluppando un problema mentale? Analizziamo alcuni aspetti per capire i motivi alla base di questi alti e bassi emotivi durante l’isolamento.

Anche se ce la mettiamo tutta, non possiamo stare bene per tutto il tempo

Non importa quanto stimolante sia la nostra routine. Non importa nemmeno essere ottimisti, avere parole di conforto verso noi stessi e gli altri. Tutti noi, vivremo istanti da incubo. E provare questa sensazione a un certo punto della giornata è del tutto normale.

Ci illudiamo anche solo provando a stare bene 24 ore al giorno, 7 giorni su sette. Per quanto deprimente possa sembrare, dovremo convivere con le nostre emozioni negative per qualche tempo. Saranno come delle coinquiline fastidiose che di tanto in tanto ci vengono a far visita e che dovremo capire e assistere.

Non cercate di forzare altre emozioni: ciascuna di esse ha un motivo per esserci

Quando vi sentite sconfortati o frustrati, non cercate di evitarlo, non ossessionatevi con il voler sostituire queste emozioni e nel tentativo di sentirvi allegri. Il mondo emotivo non funziona così. Gli alti e i bassi emotivi durante l’isolamento sono anche una valvola di sfogo del cervello. Questo organo sociale ha bisogno della quotidianità di prima.

Una volta percepito un cambiamento così drastico, il passo successivo è un campanello di allarme che si traduce in stress e paura; in emozioni regolate dalla nostra amigdala. Di conseguenza, quando sorgono questi stati d’animo è possibile confonderli con altri.

Bisogna accettarli e, soprattutto, dare essi un senso: “è normale che mi senta così, è una situazione nuova e inaspettata. Devo solo provare a evitare che le emozioni negative prendano il sopravvento. Le accetto, le capisco e le lascio andare”.

Ragazzo che ascolta musica sul divano durante il tempo in pandemia

Cercare canali per trovare la calma mentale

Tutti noi stiamo soffrendo di alti e bassi emotivi in questo periodo di quarantena. Bambini, adulti e anziani, ma ci sono alcune categorie di persone molto più vulnerabili.

Chi ha vissuto una depressione oppure soffre di un disturbo psicologico o di un problema di salute mentale, avrà maggiori difficoltà a regolare questi stati emotivi.

Alti e bassi emotivi

In caso di sbalzi d’umore è importante poter contare su un supporto psicologico, medico e sociale, che esista una rete di sostegno vicina o lontana in grado di aiutare. Mettendo da parte queste situazioni particolari, nella maggior parte dei casi, come dicevamo, gli alti e i bassi emotivi sono del tutto normali e possiamo gestirli. Possiamo riuscirci nel seguente modo.

Dobbiamo capire che al di là delle “emozioni negative e positive” o dello “stare bene o stare male”, il segreto è sapere cosa fare di queste emozioni. Chiaramente non possiamo stare bene ed essere produttivi al 100%, ma possiamo restare calmi.

Ciò è possibile trovando quei canali che favoriscono una buona connessione con noi stessi. Si tratta, metaforicamente parlando, di tenere i piedi per terra, la mente concentrata e il cuore in equilibrio.

Così, attività come parlare con i familiari o con gli amici che ci aiutano a sfogare le nostre emozioni è sempre un aiuto. Ma anche dedicare del tempo a compiti creativi che ci rilassano, quali cucinare, dipingere, modellare, scrivere, ecc.

Non è il momento di essere produttivi, è il momento di prenderci cura di noi, di rimanere in modalità “sopravvivenza”. Ciò richiede di aprire il ventaglio di emozioni che ci possono fare visita nell’arco di una giornata. Farlo ci aiuterà a superare con successo questa esperienza.

  • Palinkas. L Effects of Prolongea Isolation in Extreme Environments on Stress, Coping, and Depression. Journal of applied social psychology Volume 25, Issue 7 April 1995. Pages 557-576 https://doi.org/10.1111/j.1559-1816.1995.tb01599.x