Amare quando si è pronti, non quando si è soli

· 23 settembre 2016

L’amore è pura adrenalina e sfugge a qualsiasi tentativo di razionalizzazione: non possiamo controllarlo e non possiamo decidere quando farlo accadere. Succede e basta, e allora si sente qualcosa di straordinario, così spaventoso e speciale allo stesso tempo che non lascia nessuno indifferente. Non si può nascondere o fingere di non amare: ci innamoriamo e basta e ogni logica è inutile.

La natura magica dell’amore non ci permette di farlo apparire quando vogliamo. Quando Sartre, filosofo francese, diceva che siamo liberi di fare tutto tranne che di decidere di voler essere liberi, si dimenticava dell’innamoramento. Esso non si sceglie, nasce da solo e può arrivare sia in un momento bello della nostra vita sia in uno brutto.

Le relazioni “tappabuchi”

Di certo avrete provato almeno una volta il terribile dolore provocato da una rottura sentimentale, e quindi conoscete alcuni degli effetti di questa perdita emotiva. Le relazioni “tappabuchi” sono quelle che iniziano subito dopo la chiusura della relazione precedente, la quale ha lasciato delle ferite.

“Mio Dio, dimmi: cosa si ama quando si ama? La terribile luce della vita o la luce della morte? Cosa si cerca, cosa si trova, cos’è questo, l’amore? Chi è?”

(Gonzalo Rojas)

coppia che si abbraccia e piange

Non tutte le relazioni che iniziano dopo una rottura sono “tappabuchi”, ma in molti casi si è convinti di lenire la sofferenza, cercando di uscirne in modo sbagliato. Senza rendersene conto, si crede che la nuova persona cancellerà il malessere e reincarnerà gli aspetti dell’ex che si amava.

Dietro a questo tipo di comportamento, si celano solitudine ed instabilità: stiamo così male da non riuscire a superare la situazione, ma lo neghiamo perché è più semplice fare così che affrontarlo. È proprio così: il legame perso ci fa pensare di aver bisogno di un altro rapporto per sentirci pieni. Si cerca disperatamente di amare per cancellare il passato, dimenticandoci che solo chi è pronto per farlo può amare davvero.

La paura della solitudine

Condividere la vita con qualcuno non è affatto facile, ma se l’amore è puro, i pezzi si incastrano tra loro e la relazione procede felicemente. Non è nemmeno semplice convivere con se stessi se qualcosa dentro di noi è danneggiato e necessita attenzione. Prima di correre dietro all’equilibrio di coppia, quindi, bisogna imparare a convivere con la propria solitudine, altrimenti qualsiasi relazione che si costruirà non sarà altro che un miraggio.

Per superare la solitudine, anzi, per comprendere che, se ben vissuta, è positiva, la prima cosa da fare è affrontare la paura. Molte persone non amano il loro compagno, hanno semplicemente paura di non avere nessuno a fianco; se non comprendiamo questo concetto, ripeteremo il medesimo errore in tutte le nostre relazioni di coppia.

La paura di essere single è un problema sempre più comune nel mondo occidentale e spesso non permette alle persone di attraversare il processo di dolore derivante da una rottura. Ciò crea dipendenza emotiva e convinzioni erronee a proposito della solitudine e della libertà: stare da soli non è sinonimo di amarezza, e stare con qualcuno non è sinonimo di assenza di libertà.

Non c’è una formula. L’amore è la millimetrica frontiera che separa l’anima dalla materia più assoluta, una fantasia troppo tangibile”.

(Suso Sudón)

L’incanto di trovarsi

Come abbiamo detto poco fa, solo chi è pronto può amare davvero, chi ha riconosciuto di non voler cadere nelle stesse trappole del passato, chi vuole assumersi il rischio perché le sue sensazioni sono più forti del suo tremore. È l’incanto di trovare inaspettatamente qualcuno e sapere che l’unica alternativa possibile è provarci.

coppia

C’è chi desidera sentirsi amato a tal punto da far scomparire le nuvole che gli oscurano il cuore, chi non ama se stesso, ma pretende di essere amato dagli altri, chi, prima di agire, ascolta solo la mente e non bada alle emozioni. L’amore è emotivo e non può essere misurato né calcolato. Chi riesce ad innamorarsi, alla fine, si rende conto di non aver fatto grandi sforzi: semplicemente era il momento giusto, il momento che la vita aveva tenuto in serbo fino a quell’istante.

“Era la tua storia e ha incrociato la mia. In mezzo a così tanta gente quel giorno ci siamo trovati”.

(Macaco)