Anche le carezze curano

19 febbraio 2015 in Psicologia 45 Condivisi

C’è una parte del nostro corpo che abbiamo sempre in vista, quelle due compagne con cui lavoriamo, puliamo e ci esprimiamo: le mani, grazie a cui possiamo accarezzare per comunicare e curare in un meraviglioso linguaggio.

Il potere curativo delle carezze

Secondo vari studi dell’American Journal Psychiatry, le carezze sono gesti terapeutici carichi di significato, espressioni che su di noi hanno più effetto di qualsiasi farmaco. Un abbraccio o una mano passata sul viso o sulla schiena favoriscono la liberazione di ossitocina. Questo ormone è capace di indurre uno stato di rilassamento nel corpo, rappresentando una grande difesa contro la tristezza e la depressione.

Questi stimoli positivi che riceviamo dai nostri simili assumono un’importanza che tutti dovremmo prendere in considerazione: determinano la nostra maturità emotiva e persino la nostra evoluzione come persone.

Facciamo un esempio: esistono vari rapporti su bambini e bambine orfani che sono cresciuti in istituti in cui la povertà, la scarsa attenzione sociale e l’emarginazione hanno segnato la loro vita da adulti. Si tratta di bambini che smettevano di piangere semplicemente perché perdevano la speranza di essere accuditi. Bambini che a volte arrivavano all’adolescenza sviluppando una neurosi, soffrendo di disadattamento rispetto all’ambiente circostante e soffrendo di disturbi della personalità. Tutto ciò assume un peso ancora maggiore se paragonato a quelle persone che hanno avuto un’infanzia in cui il contatto fisico e le carezze fanno da padroni.

Prendere in braccio un neonato, così come il contatto con la pelle, è essenziale per il suo sviluppo emotivo e sociale. Si tratta di qualcosa che non si può dimenticare, e i gesti di affetto come gli abbracci o il semplice contatto con una mano provocano la liberazione e l’espressione di sentimenti condivisi. Essi, inoltre, donano sicurezza e dimostrano non solo affetto, ma anche dedizione.

Carezze per allentare lo stress

Il contatto umano ha un chiaro effetto tranquillante, si tratta di un semplice conforto in cui ci sentiamo integrati e confortati. Se una persona non riceve nessun tipo di contatto, può entrare in un turbine di tristezza e isolamento da cui è molto facile cadere in depressione. Questo si applica a tutte le età: bambini che si sentono abbandonati, coppie che hanno uno scarso contatto fisico e affettivo e che perdono a poco a poco il loro legame fino ad arrivare al fallimento, persone anziane senza stimoli rilevanti intorno a loro che apportino affetto o comprensione. Gli esempi sono molti e la base è sempre la stessa: le persone diventano quelle che sono grazie al contatto fisico, all’affetto, alla compassione, alla tenerezza, al semplice dare e ricevere.

A volte persino gli animali ce lo mostrano con il loro atteggiamento. Pensiamo ai nostri animali domestici, cani o gatti che siano, che aspettano sempre il nostro ritorno a casa in cerca della nostra vicinanza e frementi per sedersi sulle nostre gambe. In qualche modo ci obbligano a passare la mano su di loro e ci donano il loro affetto sincero, senza domande o spiegazioni, come se la cosa più importante nel loro mondo fosse semplicemente questo: sentirsi amati, sentire una carezza.

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