Apnea notturna: cause, sintomi e trattamenti

2 aprile 2018 in Curiosità 0 Condivisi
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Si dice che la apnea notturna sia una malattia che, mentre dormiamo, ci ruba l’ossigeno e perfino giorni di vita. Non si tratta solamente di russare in modo intenso e alternato. La sindrome dell’apnea del sonno colpisce quasi il 5% della popolazione ed espone chi ne soffre a un maggior rischio di contrarre altre malattie.

Molti di noi considerano come condotte “normali” alcuni processi fisiologici che in realtà non sono normali per nulla, né salutari. C’è chi sostiene, per esempio, che in realtà russiamo tutti di notte, soprattutto gli uomini, e che farlo non rappresenta un disturbo tale da richiedere l’intervento di un medico.

L’apnea notturna è una malattia grave e molto più comune di quanto si pensi: colpisce uomini e donne in egual misura, e le conseguenze possono essere molto gravi.
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È un errore. L’apnea notturna è una malattia grave, perfino mortale, per una ragione molto facile da intendere: è un disturbo in seguito del quale la respirazione si interrompe in modo improvviso durante il sonno. Smettiamo di respirare per un periodo di tempo che va dai 5 fino ai 10 secondi. Dopo poco tempo il nostro corpo riattiva in modo automatico il processo di respirazione senza che ci si renda conto di quanto accaduto.

A prima vista può sembrare una cosa poco rilevante, ma dobbiamo tenere in considerazione che questa irregolarità respiratoria si ripete, a volte, fino a più di 20 volte in un’ora. Le conseguenze sono evidenti, e ancora più gravi se pensiamo che tale condizione si ripete ogni notte. La sindrome dell’apnea notturna non è innocua, e non è, come molti credono, un disturbo che riguarda solo gli uomini: recenti studi hanno dimostrato che l’incidenza nel genere femminile è esattamente la stessa di quello maschile.

Uomo con apnea notturna

Apnea notturna: cos’è e quali sono i sintomi?

Chi ne soffre non se ne rende conto. Non percepisce il suo intenso russare né una brusca interruzione della respirazione. Le vie respiratorie si stringono provocando un collasso per il quale l’aria smette di arrivare ai polmoni. Questa mancanza di ossigeno comporta un innalzamento dei livelli di CO2 nel sangue, oltre che una mancanza di ossigenazione verso il cervello che può durare tra i 7 e i 10 secondi.

A poco a poco, la persona torna a respirare perché russa molto più forte del normale, come chi riemerge dall’acqua o chi recupera la respirazione dopo il rischio di un soffocamento. In base al numero di interruzioni dell’ossigeno che possono verificarsi in un’ora, questa malattia può essere classificata in 3 categorie, da un maggiore a un minor grado di gravità:

  • Lieve: se le interruzioni non sono più di 10 o 20 per ora.
  • Moderata: se avvengono tra le 20 e le 30 volte.
  • Severa: lo stadio più grave. In questo caso, le interruzioni respiratorie avvengono più di 30 volte ogni ora.

Cause associate all’apnea notturna

Ci sono diverse cause associate alla apnea notturna. Quando si pensa a questa malattia, è molto comune immaginare un uomo di mezza età affetto da obesità. Un uomo che russa la notte e che quando si sveglia lo fa stanco e senza energia per affrontare la giornata. In realtà, questa malattia ha diverse cause scatenanti:

  • Deviazione del setto nasale.
  • Polipi nelle vie respiratorie.
  • Palato grande.
  • Caratteristiche cranio-facciali: la forma della faccia, le dimensioni della mascella inferiore, la lunghezza del collo…
  • Obesità.
  • Ipertiroidismo.
  • Fumatori: il tabacco causa infiammazioni alle vie respiratorie.
  • Esiste inoltre un’altra particolarità non molto comune ma a sua volta presente in questa malattia: persone con una piccola alterazione cerebrale a causa della quale cessano di ricevere stimoli respiratori per brevi minuti.

obesità

D’altra parte, è importante tenere in considerazione un dato che abbiamo segnato all’inizio. La apnea notturna colpisce tanto gli uomini quanto le donne. Nel caso delle donne, tuttavia, l’incidenza si deve soprattutto alla menopausa, che causa veri e propri squilibri metabolici.

Conseguenze dell’apnea notturna

Il principale effetto dell’apnea notturna è più che evidente, la persona sperimenta una grande stanchezza durante la giornata, oltre che sonnolenza. In alcuni casi queste conseguenze sono ancora più gravi, per cui il paziente si sente totalmente incapace di realizzare anche semplici compiti, tanto è intenso il senso di stanchezza che prova.

  • Altre conseguenze sono, per esempio, bocca secca, eccesso di sudorazione e perfino sonniloquio (parlare nel sonno).
  • Un’altra conseguenza molto ricorrente è il mal di testa.
  • Se l’apnea è di tipo severo i pazienti soffriranno di gonfiore alle gambe.
  • Possono presentare problemi di concentrazione, perdite di memoria…
  • Nel caso dei bambini affetti da questa malattia, si è osservata la tendenza a sviluppare comportamenti iperattivi.

Conseguenze gravi dell’apnea

  • Ipertensione.
  • Asma.
  • Fibrillazione auricolare.
  • Maggior rischio di sviluppare alcuni tipi di cancro.
  • Problemi renali.
  • Disturbi cognitivi del comportamento: calo di attenzione, problemi nelle abilità motorie e nella memoria verbale oltre che visiva.
  • Maggior rischio di sviluppare demenze.
  • Malattie al cuore e ai vasi sanguigni quali arteriosclerosi, attacchi cardiaci, insufficienze cardiache, incidenti cerebrovascolari.
  • Disturbi oculari come il glaucoma, l’occhio secco, ecc.
  • Disturbi metabolici, come l’intolleranza al glucosio e diabete di tipo 2.
  • Complicazioni durante gravidanza, come il diabete gestazionale.

Trattamenti dell’apnea

I trattamenti per la apnea notturna dipenderanno dalla condizione medica di ogni paziente, dalle sue caratteristiche e dalla causa di questo disturbo del sonno e della respirazione. Il trattamento riservato a un paziente affetto da ipertiroidismo o da qualche problema al condotto nasale non sarà lo stesso di quello riservato a un fumatore o a un bambino affetto da obesità.

In linea generale, i seguenti trattamenti terapeutici sono i più comuni:

  • Miglioramento delle abitudini di vita: una migliore alimentazione ed una vita più attiva.
  • Utilizzo di un dispositivo notturno per la respirazione, come una macchina CPAP che è in grado di espellere aria a pressione e che viene collegata al paziente tramite maschera facciale.
  • Tubi di respirazione mandibolare: si tratta di dispositivi che coprono l’arcata dentale superiore e inferiore mantenendo la mandibola in una posizione che impedisce il blocco delle vie respiratorie.
  • Dispositivi atti a trattenere la lingua: tubicini che tengono la lingua in avanti così da impedire il blocco delle vie respiratorie.
  • Interessanti terapie che insegnano ai pazienti come migliorare la posizione della lingua e rafforzare i muscoli che controllano labbra, lingua, palato, parete faringea laterale e faccia. Tutto questo favorisce il riposo notturno, la corretta respirazione e la scomparsa dell’apnea.

Infine, nei casi più gravi è comune ricorrere alla chirurgia per favorire la corretta respirazione notturna. Come abbiamo visto, ogni persona necessita di una terapia particolare, di un trattamento ad hoc per migliorare il suo riposo e la sua qualità di vita.

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