Trattamento psicologico dell’obesità

· 4 gennaio 2018

L’obesità è un problema di salute nel quale intervengono diversi fattori fisici, genetici, psicologici e ambientali. Risulta fondamentale, pertanto, includere anche un trattamento psicologico dell’obesità.

Oltre ai problemi estetici, l’obesità ha serie conseguenze per la salute. Tra le più comuni troviamo: i problemi cardiovascolari, i disturbi del movimento, e alcuni tipi di cancro (al fegato, alla cistifellea, ai reni e al colon).

Negli ultimi anni, inoltre, la psicologia ha riservato una particolare attenzione alla cura dell’obesità. Gli psicologi lavorano con persone che hanno problemi di obesità e di sovrappeso affinché acquisiscano una serie di strumenti che gli permettano di perdere peso o mantenere i traguardi raggiunti attraverso gli interventi chirurgici subiti.

In questo articolo vedremo i diversi fattori associati all’obesità e al sovrappeso, enfatizzando soprattutto quelli di natura psicologica. Inoltre dedicheremo uno spazio all’importanza, in questi casi, del trattamento psicologico dell’obesità e le sue caratteristiche.

Quali sono i fattori implicati nell’obesità o nel sovrappeso?

L’obesità si configura come una malattia multifattoriale, poiché dipende da diverse cause o variabili. A seguire vi presentiamo un breve ripasso delle principali variabili e dei fattori associati all’obesità e al sovrappeso.

Fattori genetici e fisici

Il dibattito riguardo all’influenza della genetica sull’obesità è piuttosto controverso; il numero dei casi di obesità dovuti a motivi genetici è molto basso. Nonostante esistano alcune sindromi genetiche che presentano l’obesità e il sovrappeso tra le loro  caratteristiche, circa il 90% dei casi riguarda persone senza tali sindromi.

Anche i disturbi della tiroide o altri problemi ormonali sono spesso ritenuti cause di obesità. In alcuni casi, infatti, alla base di tale disturbo vi sono cause endocrine o metaboliche.

Dietologo che misura la circonferenza addominale

Tuttavia, anche se sono stati identificati determinati geni e cause fisiche relazionati all’obesità, riguardano solo pochi casi. Spesso, infatti, a determinare la comparsa dell’obesità sono l’ambiente in cui si vive, le abitudini alimentari acquisite e il comportamento verso il cibo e il proprio corpo, e non cause genetiche.

“Un corpo sano è un recinto per l’anima. Uno malato è una prigione”.
-Francis Bacon-

Le variabili psicologiche associate a obesità e sovrappeso

Le emozioni sono gli elementi psicologici maggiormente associati all’obesità e al sovrappeso. Lo stato emotivo di una persona è collegato direttamente o indirettamente al suo appetito, al suo comportamento ogni volta che deve mangiare e anche alle preferenze alimentari.

Le emozioni hanno un’influenza diretta sul nostro appetito. Una certa emozione, come la tristezza o l’allegria, può incrementare o diminuire l’appetito. L’effetto è individuale e dipende dal singolo soggetto. Per esempio, ci sono persone che quando sono in ansia tendono a mangiare di più, mentre ad altre si chiude lo stomaco. Sono tutti effetti diretti dell’attivazione emotiva e delle sue manifestazioni fisiche.

Sono indirettamente coinvolte, invece, nella tendenza a ingerire determinati alimenti. Per esempio, lo stress dovuto al lavoro porta a ingerire una minore quantità di alimenti, l’aspetto negativo è che spesso contengono un alto valore calorico. Uno stato d’animo positivo e rilassato, invece, ci stimola a mangiare più lentamente e in maggiore quantità.

Un elevato numero di persone in sovrappeso e obese usano il cibo come un mezzo per regolare le emozioni. In questi casi, in caso di frustrazione, noia o ansia, la persona mangia e in quel preciso momento si sente meglio, più rilassata. In questo modo si crea un forte condizionamento tra l’atto di mangiare e la riduzione del malessere, seppur in molti casi emergano poi il senso di colpa e il rimorso.

Negli ultimi anni ha acquistato sempre più fama la teoria della dipendenza da cibo. Un tema molto controverso e riguardo al quale la comunità psicologica e scientifica non si trovano d’accordo. Molte ricerche, infatti presentano delle conclusioni – e dati che le supportano- sia a favore che contro tale idea.

Secondo tale teoria, il cibo e l’atto di mangiare attivano le stesse vie cerebrali di rafforzamento che vengono attivate dalle sostanze psicoattive, come l’alcol e altre droghe, e anche il gioco d’azzardo. Si potrebbe affermare, dunque, l’esistenza di una dipendenza da cibo.

Tra le variabili psicologiche più importanti vi sono le cosiddette “abitudini personali” e che gli psicologi sono soliti chiamare “abitudini comportamentali”. Tutte le abitudini vincolate alla routine quotidiana, agli alimenti e al comportamento alimentare in molti casi sono variabili che predispongono o condizionano l’obesità e il sovrappeso. Inoltre, queste abitudini sono anche la principale causa in seguito alla quale recuperiamo peso dopo un intervento chirurgico o una dieta.

All’interno del gruppo delle abitudini che causano l’obesità e il sovrappeso, le più comuni sono la mancanza di attività fisica e mangiare incoscientemente (senza essere concentrati sull’atto). Altre abitudini che favoriscono l’obesità sono: scegliere cibi in funzione del momento in cui si mangia e dello stato d’animo, realizzare altre attività mentre si mangia e passare molte ore senza ingerire nessun alimento. È fondamentale educare i figli fin da piccoli affinché acquisiscano abitudini alimentari sane grazie alle quali sarà possibile evitare l’obesità.

Ragazza in sovrappeso

Fattori ambientali relazionati all’obesità e al sovrappeso

Le variabili ambientali sono tra le più importanti, poiché l’influenza dell’ambiente ha un peso significativo per quanto riguarda i problemi legati all’obesità e al sovrappeso. In primo luogo, l’ambiente nel quale ci troviamo influisce molto sulla quantità degli alimenti che ingeriamo. Per esempio, mangiare in compagnia viene associato a una alimentazione più abbondante.

Anche il tipo di lavoro che facciamo e l’orario ci inducono a mangiare di più o meno. Le persone che fanno turni notturni o sempre diversi possono soffrire di disturbi alimentari (anoressia, bulimia, obesità). Sia i cambiamenti durante la giornata lavorativa sia il lavoro notturno sono associati ai  disturbi del sonno e ai cambiamenti del ritmo circadiano (o orologio interno); questo porta a non riposare bene e a uno stato emotivo negativo, pertanto si ricorre alla correzione del comportamento alimentare (mangiare molto o poco) per regolare la situazione emotiva.

Trattamento psicologico dell’obesità?

Il trattamento psicologico dell’obesità e del sovrappeso è fondamentale affinché qualsiasi dieta o intervento chirurgico siano effettivi e se ne mantengano i risultati nel tempo. Dopo aver analizzato a fondo il comportamento alimentare della persona, il suo contesto e i fattori che lo influenzano, lo psicologo inizierà un intervento psicologico.

Il trattamento psicologico dei problemi di obesità e sovrappeso dipende sempre dagli specifici bisogni del paziente. In linea di massima, vengono affrontate tutte le abitudini alimentari. In primo luogo, è necessario realizzare una valutazione dettagliata di tutti i fattori psicologici vincolati all’alimentazione. I risultati della valutazione psicologica determineranno il percorso da adottare nella terapia.

Como può aiutarci uno psicologo in caso di obesità o sovrappeso?

Lo psicologo è il professionista della salute specializzato in comportamenti, emozioni e pensieri. Per questo motivo, è la persona più preparata per aiutarvi a modificare le abitudini malsane e ad apprendere a gestire le emozioni in modo positivo e vantaggioso per la vostra autostima.

Un intervento finalizzato alla cura dell’obesità non è completo se non è inclusa una terapia psicologica nel percorso di cura. Se viene trattato solo il sovrappeso, l’individuo, perdendo peso, diventa motivato, arricchisce forza personale e migliora la sua autostima, tuttavia, non comprende la radice del problema: il ruolo emotivo del cibo e le abitudini scorrette.

Psicologa e persona obesa

Con il passare dei mesi, se le abitudini non sono migliorate e non si sono raggiunte abilità di gestione dello stress e delle emozioni, la persona non avrà migliorato la sua condizione. La sua relazione con il cibo non sarà cambiata, ci sarà solo una perdita di peso. In poco tempo si ingrasserà di nuovo.

È fondamentale concepire l’obesità come un problema di salute nel quale le variabili psicologiche giocano un ruolo importante. Se lo intendiamo come un disturbo che va oltre la dimensione fisica, potremo comprendere meglio la qualità della vita di chi soffre di questo problema di salute. Al contempo, possiamo anche motivare le persone affette da tale disturbo a intraprendere uno specifico trattamento psicologico dell’obesità, contribuendo a contrastare i pregiudizi può aver associato all’intervento psicologico.