Il diritto di arrabbiarsi, protestare e mostrare il proprio malessere

· 15 febbraio 2017

Anche se vogliono convincervi del contrario, arrabbiarvi è un vostro diritto e un vostro bisogno emotivo. Sentirsi in disaccordo, provare l’indignazione e la rabbia dello sconcerto è il primo passo per affrontare un problema. Se ci limitiamo ad ingoiare il rospo senza affrontare ciò che ci fa stare male, la nostra autostima ne risentirà.

Bisogna averlo ben chiaro: concedersi di sentirsi arrabbiati non significa perdere il controllo e nemmeno mostrarsi deboli. Spesso, influenzati da pensieri spirituali, tendiamo a confondere termini e concetti. Sappiamo che chi ci fa arrabbiare ci domina, ma non per questo disattiviamo l’emotività negativa per nasconderla, evitare di accettarla e gestirla. La rabbia ha uno scopo molto chiaro, ci invita a risolvere una minaccia concreta.

D’altra parte, sappiamo anche che il nostro equilibrio emotivo viene messo continuamente alla prova, giorno dopo giorno. Ci sono persone che si offendono sempre e altre che non prendono mai nulla sul personale. Ognuno di noi vive la sua quotidianità con un determinato filtro che lascia passare o blocca certe emozioni e pensieri.

Tuttavia, tutto ha un limite e un confine insuperabile. Parliamo di quella barriera che spesso gli altri attraversano in maniera arbitraria per insultare la nostra autostima, per distruggere la nostra integrità emotiva o per manipolarci. La rabbia ha le sue ragioni di esistere ed esprimerla in modo rispettoso al momento giusto ed opportuno è catartico e sano.

Vi invitiamo a riflettere sull’argomento.

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Arrabbiarsi e dare voce alle proprie emozioni è di grande aiuto

Per quanto possa sembrare curioso, sono pochi i libri che ci spiegano o argomentano i benefici della rabbia o dell’indignazione. Tradizionalmente queste emozioni sono sempre state legate all’ira e alla mancanza di controllo, di moderazione, di tatto quando si tratta di gestire le contraddizioni della vita.

Tuttavia, è bene ricordare che, come per il dolore, è necessario accettare le proprie emozioni prima di canalizzarle e trasformarle. Sapere cosa proviamo e perché è fondamentale quando dobbiamo risolvere un problema emotivo. La bibliografia sull’argomento è piuttosto scarsa, ma per fortuna vi è un libro molto interessante, Annoying (2011), degli scienziati Joe Palca e Flora Lichtman.

Questo testo approfondisce il tema della rabbia da un punto di vista multidisciplinare, dunque non mancano la neuroscienza, la sociologia, l’antropologia e la psicologia. La prima cosa che ci rivelano questi scienziati è che spesso la rabbia viene paragonata all’ira, alla frustrazione o alla ripugnanza verso qualcuno o qualcosa. Gli esperti, invece, propongono di concepire la rabbia come un’emozione unica ed esclusiva.

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La rabbia, inoltre, non dipende da un’azione precisa. È l’accumulo di tante cose, è come la zanzara che ci tormenta ogni notte fino a farci perdere il sonno e non poter pensare ad altro. Tuttavia, e qui arriva l’aspetto più importante, se non ci sono problemi, non c’è possibilità di cambiamento. In altre parole, quell’emozione negativa ha uno scopo: vuole spingerci ad agire.

Arrabbiarsi in modo intelligente

Lo stesso Charles Darwin una volte disse che le emozioni negative, come la paura e l’ira, sono avvertimenti che ci portano ad adottare comportamenti adeguati per evitare o liberarci di un pericolo. Prestare attenzione a ciò che ci dà fastidio, a ciò che ci indigna e ci toglie la tranquillità è una dimostrazione di auto-comprensione. Agire in base a queste emozioni dimostra senza dubbio la nostra intelligenza emotiva.

Vediamo ora come dovremmo agire in questi casi e quali aspetti conviene approfondire per capire meglio queste emozioni.

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Le 4 leggi della rabbia intelligente

La prima legge è avere chiaro il fatto che chi vive eternamente arrabbiato è destinato all’infelicità. Ci sono battaglie che non valgono la pena di essere vissute, ci sono aspetti che non meritano la nostra attenzione e conversazioni che è meglio non iniziare o non alimentare.

  • Arrabbiatevi per ciò che davvero turba il vostro equilibrio personale, date voce alla vostra autostima e difendetevi con fermezza di fronte a chi cerca di farvi del male.
  • La seconda legge si riferisce ad un aspetto molto evidente: difendersi con rispetto è possibile. Discutere in maniera assertiva e senza aggredire verbalmente chi abbiamo di fronte è essenziale. Qualcosa che può e deve essere fatto con intelligenza emotiva.
  • La terza legge prevede dei passaggi molto chiari che è necessario interiorizzare: ascoltate, sentite, respirate, chiarite ed agite. Vale a dire, prima date ascolto allo stimolo che vi offende o vi star male, poi acquisite la consapevolezza delle vostre emozioni ed  accettate la rabbia. Infine, fate un respiro profondo e decidete quali sono le vostre priorità.

Devo agire e porre limiti chiarendo che non desidero essere trattato in un determinato modo. Non devo permettere alla rabbia di immobilizzarmi al punto di impedirmi di pensare. Devo usarla per agire in maniera intelligente.

  • La quarta è ultima legge della rabbia intelligente è che si impara sempre qualcosa. Ogni situazione risolta, affrontata ed ogni necessità difesa deve insegnarci che la mancanza di azione, il silenzio, le emozioni represse fanno male e fanno ammalare.

Non bisogna avere paura delle emozioni negative, infatti comprenderle ed imparare a gestirle è l’autentico segreto della nostra crescita personale.

Immagini per gentile concessione di Nicoletta Ceccoli