Ascoltiamo solo quello che vogliamo sentire

· 31 agosto 2018

Gli esseri umani vogliono essere sicuri di tutto. Abbiamo la tendenza a credere che le nostre opinioni siano più che fondate e valide, nonostante molte volte non sappiamo perché la pensiamo in un certo modo. Non è raro che queste caratteristiche predominino più che la ragione stessa. Per questo si dice che ascoltiamo solo quello che vogliamo sentire.

Questo si deve alla cosiddetta attenzione selettiva, ovvero ci concentriamo solo su determinati aspetti, lasciandone altri da parte, soprattutto nella sfera delle credenze e delle opinioni. Forse ci sembra logico agire in questo modo, dato che è impossibile prendere in considerazione tutto quello che accade intorno a noi. Ascoltiamo solo quello che vogliamo sentire perché applichiamo dei filtri al mondo esterno.

Tuttavia, questo è un errore, o un bias cognitivo, che ci spinge a smettere di percepire la realtà nel modo adeguato.

“Saper ascoltare è il miglior rimedio contro la solitudine, la loquacità e la laringite.”

-William George Ward-

Le informazioni che selezioniamo mediante il nostro meccanismo di attenzione non necessariamente sono le più valide o rilevanti. Inoltre, cerchiamo di captare solo quello che conferma le nostre credenze o convalida le nostre opinioni. Per questo motivo alla fine ascoltiamo solo quello che vogliamo sentire.

L’attenzione selettiva e i suoi effetti

In un modo o nell’altro, ci concentriamo sempre più su alcune realtà piuttosto che su altre. Il sistema cognitivo dell’essere umano ha dei limiti e deve concentrarsi solo su alcuni aspetti e prescindere da altri per funzionare in modo adeguato. Si tratta di una risposta adattiva per evitare che si verifichi un sovraccarico nell’elaborazione degli stimoli.

Ragazza con conchiglia all'orecchio ascoltiamo solo quello che vogliamo sentire

È dunque facile che l’attenzione selettiva ragionevole sfoci in una specie di ermetismo di fronte all’evidenza. Ed è qui che ascoltiamo solo quello che vogliamo sentire. Alziamo un muro. Sviluppiamo un atteggiamento di chiusura nei confronti di tutto quello che mette in discussione le nostre credenze o mina le nostre opinioni.

Quasi sempre realizziamo questo processo senza rendercene conto. Per esempio, ci circondiamo solo di persone che pensano o agiscono in modo molto simile a noi. Escludiamo gli altri perché supponiamo che le differenze possano essere fonte di conflitti futuri. Allo stesso modo, cerchiamo dei contesti che rafforzino le nostre credenze e ci convinciamo di avere ragione, dato che tutti e tutto quello che ci circonda lo confermano. Ci collochiamo dunque in una posizione nella quale ascoltiamo solo quello che vogliamo sentire.

Ascoltiamo solo quello che vogliamo sentire anche per un altro bias cognitivo

Il bias dell’attenzione selettiva non è l’unico a influire, infatti questo nostro atteggiamento si deve anche al bias di conferma. Si tratta della tendenza a cercare delle prove che convalidino quello che pensiamo o crediamo e a ignorare quelle che mettono in dubbio la validità delle nostre opinioni e credenze.

Lo facciamo quasi inconsapevolmente. Se troviamo un’informazione o una persona che ci propone qualcosa che contraddice quello in cui crediamo, tendiamo a rifiutarla. Non esaminiamo la validità di ciò che dice, ma semplicemente ci rifiutiamo di mettere alla prova le sue argomentazioni. Anche se ciò che dice è schiacciante, troviamo sempre il modo di reinterpretarlo affinché coincida con le nostre convinzioni.

Mano con sagoma maschile sovrapposta

In fondo, molte volte non ci interessa sapere la verità. Vogliamo solo confermare il fatto che abbiamo ragione e utilizziamo qualsiasi mezzo per riuscirci. Questo è riferito in particolare alle persone insicure, più ostinate nei loro bias.

Gli effetti di questa situazione

Quando ascoltiamo solo quello che vogliamo sentire perpetuiamo un eventuale errore. Ci priviamo della possibilità di arricchirci, di ampliare il nostro orizzonte e, soprattutto, di accedere a un livello superiore di verità. Questo finisce per generare altri problemi.

Nelle persone depresse, per esempio, i bias di attenzione selettiva e di conferma hanno a volte degli effetti devastanti, poiché finiscono per ascoltare e convalidare tutto quello che riafferma la loro estraniazione e il loro dolore nei confronti del mondo e della vita. In sostanza perseverano in un punto di vista che non fa altro che incrementare il loro malessere e la loro inquietudine. Non si rendono conto di quello che fanno. La loro verità si impone su altre più oggettive. Avviene lo stesso quando si soffre di ansia e, ovviamente, anche quando vi è una costruzione delirante.

È estremamente importante lavorare per uscire da questa condizione nella quale ascoltiamo solo quello che vogliamo sentire. Vale la pena, almeno una volta ogni tanto, avvicinarci ad altre prospettive senza essere prevenuti, senza giudicarle e senza stare sulla difensiva. Apriamoci alla diversità.