5 aspetti che secondo Goldberg definiscono la personalità

· 25 luglio 2017

La teoria della personalità di Lewis Goldberg è conosciuta anche come “modello dei cinque fattori” o “modello dei big five”. È il risultato di diversi studi che hanno posto l’enfasi su determinati aspetti della personalità come fattori per capire com’è una persona. Se ne parlava già nel 1933, ma è stato solo a partire dal 1993 che è stata formulata una vera e propria teoria.

I cinque grandi aspetti della personalità sono identificati da lettere maiuscole e sono chiamati anche “fattori principali”. Il primo fattore è il fattore O, di apertura mentale. Il secondo è C, coscienziosità. Il terzo è il fattore E, estroversione. Il quarto è il fattore A, amicalità. Infine il quinto fattore, il fattore N, è quello della stabilità emotiva. Le cinque lettere insieme formano l’acronimo OCEAN.

Ognuno di noi è come Dio l’ha fatto, ma diventa ciò che crea di sé.

Miguel Servet

Ciascuno di questi fattori è composto da caratteristiche specifiche. A partire da questo modello teorico sono stati sviluppati diversi test di psicologica che consentono di valutare e capire com’è la persona in questione. Vediamo in dettaglio i tratti e le caratteristiche di questo modello.

Apertura mentale alle esperienze, uno dei tratti della personalità

L’apertura mentale alle esperienze (fattore O) fa riferimento alla capacità di una persona di cercare esperienze nuove, dando senso alla propria esistenza e visualizzando il proprio futuro in maniera creativa. Chi ha un alto livello di apertura mentale di solito è una persona creativa, che apprezza l’arte e ha un rapporto di collaborazione con gli altri. È anche curiosa e preferisce la novità alla routine.

All’estremo opposto ci sono le persone chiuse alle esperienze nuove che non hanno mai vissuto prima. Hanno caratteristiche completamente diverse, preferiscono la sicurezza e le abitudini. Fanno fatica ad adattarsi alle novità, per questo preferiscono la rigida routine. Optano per attività tecniche e mostrano poco interesse verso quelle astratte.

La responsabilità o fattore “C”

Questa dimensione fa riferimento alla capacità di autocontrollo e all’abilità di sviluppare nuovi metodi di azione efficace. È legata all’abilità di pianificare, organizzare ed eseguire compiti, ma anche con la capacità di portare a termine qualcosa, essere puntuale e persistere negli obiettivi da raggiungere.

Le persone altamente responsabili di solito sono molto ordinate e viste come persone scrupolose ed affidabili. Se portano all’estremo questo tratto della loro personalità possono diventare troppo perfezioniste e dipendenti dal lavoro. Hanno un forte bisogno di raggiungere il successo.

L’estroversione, un altro tratto della personalità

Ha a che vedere con la capacità di relazionarsi e di godersi la compagnia altrui. Chi è molto estroverso sta bene in compagnia delle persone e non si fa problemi a stare in gruppo. Lavora bene in gruppo, è ottimista ed entusiasta. Insieme agli altri è come un pesce… in acqua!

All’estremo opposto ci sono gli introversi, che si trovano meglio lavorando da soli. In genere, sono diffidenti o prudenti verso gli altri. Preferiscono i piccoli gruppi di amici e si sentono a disagio quando c’è tanta gente.

Il fattore “A”: amicalità

Ha a che vedere soprattutto con l’essere empatici. Le persone in cui questo fattore è predominante sono comprensive, tolleranti e serene con gli altri. Mostrano grande capacità quando si tratta di comprendere i bisogni e i sentimenti altrui.

All’estremo opposto ci sono le persone conflittuali, che amano litigare, discutere, che cercano di imporre il loro punto di vista. L’ostilità è il loro marchio di fabbrica. Possono eccellere in attività che richiedano di competere con gli altri o di mostrarsi più energici rispetto agli altri.

La (in)stabilità emotiva o nevrosi

Fa riferimento in particolare alla capacità o incapacità di una persona di affrontare e superare le situazioni difficili della vita. Chi è instabile dal punto di vista emotivo, ha un comportamento in genere imprevedibile. Non riesce a mantenere una linea di comportamento, le reazioni variano senza che ci sia un motivo ben chiaro.

Sul versante opposti vi sono le persone stabili, prudenti e che agiscono con moderazione anche in situazioni di crisi. Sono persone tranquille e hanno fiducia nella loro capacità di gestire le difficoltà e gli errori. Hanno uno stato d’animo positivo e lo mantengono nonostante le vicissitudini.

Secondo questo modello, per definire la personalità di qualcuno, bisogna ricorrere ad un test che valuti questi cinque fattori. Il risultato determina un punteggio (alto, medio o basso) in ogni categoria. Di solito fanno questo test i responsabili delle risorse umane, quando devono selezionare il personale, chi fa orientamento nell’educazione, in modo da indirizzare correttamente gli studenti in base al loro profilo, e anche i clinici in alcuni casi.