Conoscete il disturbo borderline di personalità?

· 23 marzo 2017

Forse avrete già sentito parlare del disturbo borderline di personalità, spesso abbreviato con la sigla DBP. “Borderline” significa letteralmente “linea di confine” e, come dice la parola stessa, questo disturbo fa riferimento ad una linea di confine che divide due parti di uno stesso elemento.

Si tratta di una sensazione che identifica molto bene questo disturbo. Le persone che ne soffrono, infatti, si sentono come se fossero sempre sul limite di qualcosa… Un qualcosa che analizzeremo più a fondo in questo articolo. In generale, i disturbi della personalità implicano un modello comportamentale, cognitivo ed emotivo che risulta disadattativo per la persona che lo vive e per chi le sta intorno.

Che cosa sono i disturbi di personalità?

Tutti noi presentiamo tratti in qualche modo associabili ad un disturbo della personalità. Ognuno può identificarsi in un aspetto diverso, ma nessuno ne è “immune”. Per esempio, alcune persone sono estremamente affettuose, altre sono molto attive, altre ancora preferiscono la solitudine.

Questi tratti si potrebbero mal interpretare come manie (una caratteristica del disturbo bipolare). Tuttavia, se non si presentano insieme ad altre caratteristiche che identificano un disturbo vero e proprio, ognuna di esse rappresenta soltanto un tratto della nostra personalità simile ad una mania.

Per arrivare a sospettare di un possibile disturbo di personalità, la persona deve presentare diversi tratti di questo tipo. Inoltre, vi sono diversi requisiti che bisogna soddisfare prima di arrivare ad una diagnosi vera e propria, e tutti questi tratti devono influire in modo serio sulle relazioni personali e sociali del soggetto, oltre a rappresentare un problema in altri ambiti della sua vita quotidiana (al lavoro, a casa, con i compagni di scuola, con gli amici, ecc.).

Chi è affetto da un disturbo di personalità tende a soffrire per questo motivo, ma è una sofferenza che cerca di accettare perché pensa che sia inevitabile. Inoltre, molto spesso non riesce a identificare quella sofferenza come una conseguenza del suo modo di comportarsi o di percepire il mondo.

Secondo la definizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, inoltre, “un disturbo di personalità è un modello di esperienza interiore e di comportamento che devia marcatamente rispetto alle aspettative della cultura dell’individuo, è pervasivo e inflessibile, esordisce nell’adolescenza o nella prima età adulta, è stabile nel tempo, e determina disagio o menomazione”.

Caratteristiche del disturbo borderline di personalità

Nel caso del disturbo borderline di personalità, vi sono tratti tipici delle persone che ne sono affette:

  • Per loro, il pensiero che gli altri li possano abbandonare è fonte di grande dolore. Per questo motivo, fanno sforzi immani per evitare che ciò accada, soprattutto nel caso di amici, familiari o partner romantici. Spesso, pur di proteggersi, decidono di abbandonare gli altri prima di essere abbandonati a loro volta, utilizzando la tecnica del rifiuto. Paradossalmente, non vogliono davvero separarsi da quella persona, ma il pensiero di un possibile abbandono li fa soffrire al punto da aver bisogno di ricorrere a questo meccanismo di difesa.
  • Le loro relazioni interpersonali sono instabili e oscillano da episodi di idealizzazione, in cui vedono gli altri come persone meravigliose e le considerano divinità scese in terra, ad episodi di assoluta svalutazione, in cui gli altri diventano ai loro occhi persone cattive e spregevoli.

  • L’immagine che hanno di loro stessi è distorta e molto variabile. È comune che il disturbo di personalità sia accompagnato da un disturbo dell’alimentazione (la bulimia è uno dei più comuni). Questo ha a che vedere con la brutale impulsività che provano e che hanno bisogno di canalizzare. Per questo motivo, molto spesso hanno un comportamento estremo e temerario: possono spendere moltissimi soldi, buttarsi nel consumo di sostanze stupefacenti o sviluppare una dipendenza dal sesso.
  • Per quanto riguarda le loro emozioni, sono spesso estremamente cangianti. Passano da un profilo depressivo ad uno entusiasta. Spesso provano molta ansia, e questo li fa vivere in un costante stato di irritabilità. I cambiamenti del loro stato d’animo possono verificarsi nel giro di qualche ora o di qualche giorno. L’instabilità delle loro relazioni interpersonali, infatti, non è altro che un riflesso della relazione che hanno con se stessi, e questo genera una grande sofferenza che molto spesso accettano come eterna ed insuperabile.
  • Provano spesso senso di colpa e vergogna quando hanno attacchi di rabbia o aggressività. Si percepiscono come persone “malvagie” e senza speranza. Finiscono per accettare questa realtà come vera, e fanno molta fatica a cambiare l’immagine che hanno di loro stessi.

Un sintomo molto tipico di questo disturbo è la sensazione cronica di vuoto. È come se fossero incapaci di riempire il vuoto che c’è dentro di loro. Niente li soddisfa. Per quanto si sfoghino attraverso comportamenti impulsivi, temerari o espansivi, non è mai abbastanza. Hanno bisogno di stimoli estremi per non provare quel senso di vuoto, ma è una sensazione che non svanisce mai del tutto e continua a ripresentarsi.

Anche i sintomi dissociativi sono molto frequenti e si presentano sotto forma di episodi di stress molto pronunciato. È come se pensassero una cosa e ne provassero un’altra totalmente diversa o come se fossero due facce opposte di una stessa persona. Tutto questo rende molto difficile per loro percepirsi come persone integre. Tutto sembra potersi disintegrare da un momento all’altro e sembra impossibile riuscire a porvi rimedio, perché non sanno come farlo.

Per tutti questi motivi, la psicoterapia è un sostegno fondamentale per le persone a cui è stato diagnosticato un disturbo borderline della personalità. Si tratta di uno strumento che aiuta chi ne soffre a diventare cosciente delle sue difficoltà, sia a livello sociale che emotivo, e a gestirle con maggiore consapevolezza.

Per finire, a seguire vi lasciamo un breve video che affronta i problemi di questo disturbo da un punto di vista molto personale e vicino a chi ne soffre, e che ci ricorda che con l’aiuto delle persone che ci vogliono bene, di un buon psicoterapeuta e delle associazioni che se ne occupano è possibile uscire da questo tunnel e tornare a sorridere!