Atarassia: imperturbabilità dell'animo

Le persone con atarassia mantengono sempre la calma, appaiono tranquille e imperturbabili, Tuttavia, dietro questa algidità emotiva e totale assenza di paura può nascondersi un disturbo neurologico.
Atarassia: imperturbabilità dell'animo

Ultimo aggiornamento: 01 luglio, 2021

L’atarassia ci riporta all’antica Grecia e agli stoici: essere capaci di non lasciarsi influenzare da nulla, rimanere imperturbabili di fronte alle avversità. Lo stato d’animo con cui possiamo spogliarci delle paure, delle ansie e fuggire dalle frustrazioni e dalla rabbia sembra senz’altro idilliaco. Chi non vorrebbe avanzare nel viaggio della vita abbracciato da una così elevata serenità psicologica?

La verità è che, seppur allettante, questa realtà ha poco a che vedere con la salute e persino con la logica. Il principe senza paura dei fratelli Grimm trascorse buona parte della sua vita nel tentativo di provare l’emozione che definisce così bene l’essere umano. Non possiamo dimenticare che escludere un’emozione, qualunque essa sia, dal registro emotivo può avere gravi conseguenze.

Ecco perché l’atarassia, lungi dall’essere un concetto ispiratore, definirebbe in realtà un disturbo. In alcuni casi, di fatto, si tratta di un disturbo neurologico.

Dimensioni come l’angoscia, il disagio o l’inquietudine, sebbene fastidiose e inquietanti, adempiono il loro indiscutibile scopo ai fini della nostra sopravvivenza.

Emozioni e cervello.

Atarassia: definizione e sintomi

La filosofia greca definiva l’atarassia come imperturbabilità. Per figure come Democrito o Eraclito, questa disposizione a ridurre la passione e mostrare una condotta serena, contenuta e impermeabile alle emozioni e agli istinti era sinonimo di elevazione, di nobiltà di spirito.

Questa visione della condotta fu sviluppata dagli epicurei, dagli stoici e dagli scettici. Allo stesso modo, il lavoro di ricerca realizzato dal Dr. James Warren dell’Università di Cambridge indica che gli epicurei consideravano l’atarassia come sinonimo di benessere mentale poiché “sradica” le nostre paure.

Visto sotto questa luce, potrebbe apparire incoraggiante e corretto. A chi non piacerebbe vivere in un perenne stato di imperturbabilità? Vivere in una sfera psicologica in cui non risentiamo degli abusi sul lavoro o in cui i tradimenti del partner non ci fanno soffrire è, a prima vista, altamente desiderabile.

Tuttavia, se reagissimo in questo modo alle avversità della vita, non saremmo persone, ma macchine. L’incapacità di reagire agli eventi circostanti o l’assenza di paura definirebbero in molti casi un disturbo neurologico.

Che caratteristiche possiede la persona affetta da atarassia?

L’atarassia non è elencata come tale nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-V). È invece riconosciuta come il sintomo di un problema neurologico.

Diverse alterazioni cerebrali, di fatto, sono sono correlate a questa realtà e ai suoi sintomi. Nello specifico ci riferiamo:

  • Condotta passiva. Incapacità di reagire agli stimoli ambientali.
  • La persona con atarassia non mostra sbalzi di umore. Manifesta un perenne stato di appiattimento affettivo in cui non presenta né alti né bassi, né felicità, né paure, né entusiasmo né inquietudine.
  • Non si mostra mai frustrata. Commettere errori o non riuscire a raggiungere i propri obiettivi, per esempio, vengono vissuti con calma e quasi indifferenza.
  • Non si sente in colpa e non si ritiene responsabile delle proprie azioni.
  • Non rispetta i limiti, non vede i rischi dei suoi comportamenti ed è inclini a condotte rischiose.
Disturbo neurologico e atarassia.

Cause di atarassia

L’atarassia clinica, o medica, è la manifestazione estrema dell’atarassia filosofica. In parole semplici, è possibile mantenere la calma di fronte agli eventi della vita.

Tuttavia, in quanto esseri umani, ci si deve aspettare, nonché augurare, di provare gioia, colpa, paura, angoscia, amore e, di tanto in tanto, anche l’inquietudine della tristezza. Ciò ci permette di adattarci agli imprevisti della vita, offrendoci preziose lezioni di vita.

La persona con atarassia clinica, invece, mostra una chiara passività disadattiva. Questa condizione definisce le persone incapaci di reagire all’ambiente, a livello sociale, lavorativo ed emotivo. Ma qual è la causa di questo problema?

L’origine neurologica dell’imperturbabilità

Ci sono molteplici fattori scatenanti che potrebbero spiegare l’atarassia. I più comuni sono gli shock traumatici a carico dell’area frontale del cervello, così come gli ictus.

È inoltre importante menzionare la malattia di Urbach-Wiethe, il cui sintomo principale è la totale assenza di paura. Questa condizione è il risultato di una lesione o atrofia dell’amigdala, area che regola parte delle nostre emozioni, in particolar modo paura e allerta. Così, davanti a un pericolo, l’amigdala invia immediatamente l’informazione alla corteccia cerebrale.

In seguito, quest’area applicherà un filtro cognitivo per valutare oggettivamente il rischio reale. La persona con atarassia non sarà in grado di realizzare nessuno di questi processi cognitivi. Molto probabilmente, dunque, Il principe senza paura dei fratelli Grimm soffrisse di una lesione alla amigdala.

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