Avere carattere non significa essere aggressivi o di malumore

23 febbraio 2017 in Psicologia 2393 Condivisi

Di sicuro avrete incontrato persone che, dopo una discussione, non riconoscono i loro errori giustificandosi con la solita frase “il fatto è che io sono fatto così, ho molto carattere”. Avere carattere non giustifica i propri errori, non è il motivo per cui si fa finta di nulla o si fanno sempre stupidaggini.

Forse siete stati voi stessi a pronunciare queste parole. Non è un male “avere carattere” in sé, l’aspetto più pericoloso o meno sano è nascondersi dietro a questo presunto carattere per giustificare gli scatti d’ira, le urla o le brutte parole rivolte agli altri.

Cosa significa avere carattere? Molte volte tendiamo ad associare questa qualità alle persone che si alterano facilmente o che, quando discutono, alzano la voce e finiscono per generare un conflitto con l’interlocutore. Erroneamente, si pensa che il carattere sia la caratteristica propria delle persone che non ascoltano, che litigano continuamente, quando invece potrebbero evitare molta sofferenza se solo filtrassero le informazioni che arrivano loro dall’interno, invece di ignorarle.

Cos’è il carattere?

Lo confondiamo anche con il modo di fare delle persone che pontificano su argomenti assoluti. Persone che non danno spazio al dialogo o alla negoziazione. Probabilmente è perché l’hanno visto fare a casa loro o perché è l’unico modo in cui sono riuscite a sopravvivere nel loro ambiente.

Pensano che mostrandosi grandi riescono a rimpicciolire l’altro (quando l’altro lo permette, perché ci sono anche persone che non si lasciano influenzare). Quindi, potremmo confondere il carattere con quei tratti narcisistici o con il famoso “brutto carattere”.

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Il carattere è un concetto, quindi, ed è stato a lungo confuso, almeno nel linguaggio popolare. Alla fine, sono solo parole che usiamo per nominare qualcosa che esiste e che ha un modello che si ripete.

Le persone con carattere sono persone integre

Le persone con carattere, lungi da ciò che comunemente si pensa, sono persone assertive. Hanno limiti ben definiti che le proteggono dalla manipolazione e dai danni volontari da parte di altre persone che vogliono influenzarle.

Avere carattere non vuol dire essere aggressivi o cercare di intimidire gli altri con la voce e le proprie argomentazioni. Avere carattere implica essere persone integre, che rispettano e si fanno rispettare. Non si piegano al volere altrui per paura e sanno identificare il dubbio quando si presenta, oltre a saper riconoscere quando sono gli altri ad avere ragione.

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Non cambiano in altezza. Non diventano più piccole di fronte alle sfide e alle manipolazioni altrui, non tentano nemmeno di diventare più grandi per intimidire oppure ottenere rispetto e considerazione. Il carattere ha più a che vedere con la coerenza tra ciò che si pensa e ciò che si fa.

Riconoscere le proprie incongruenze senza proiettarle sull’altro

Ad esempio, avete conosciuto persone che si vantano di essere molto indipendenti e di non farsi calpestare da nessuna donna o uomo che sia. Poi, però, al primo cambiamento si piegano e fanno ciò che gli altri desiderano. Oltrepassano la loro linea rossa.

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Queste persone in diverse occasioni saranno quelle che criticano duramente gli altri per ciò che loro stesse hanno fatto. “Ti sei lasciato calpestare e devi essere una persona indipendente. Sei debole. Ti lasci manipolare al primo cambiamento. Così chiunque potrebbe approfittarsi di te. Fatti rispettare”.

Questi individui sono incapaci di riconoscere di aver oltrepassato loro stessi la linea rossa. La differenza rispetto alle persone con carattere è che i primi, tramite il loro modo di agire, si vantano con fierezza di essere diversi da quello che sembrano.

Non si può imparare da un errore se non lo si riconosce

Determinati errori hanno conseguenze importanti, ma non riconoscerli e accettarli dice molto di più sulla persona che li ha commessi. Non c’è nulla di male nello scoprire che abbiamo commesso uno sbaglio o che abbiamo fatto cose che non pensavamo di poter fare.

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Siamo umani. Impariamo quando stiamo camminando. Le esperienze ci danno l’opportunità di conoscere e di conoscerci. È logico e sano mettersi alla prova. Sapersi perdonare, ma senza dimenticare la coerenza tra ciò che pensiamo e facciamo, ovvero ciò che ci regala quella sensazione di pace interiore che tanto cerchiamo.

L’aspetto meno sano e più pericoloso è vivere sotto la bandiera dell’incongruenza. Una cecità che noi stessi ci imponiamo per non vedere la realtà. Riconoscere i nostri errori e diventarne consapevoli in futuro ci aiuterà ad essere le persone integre di cui parlavamo all’inizio dell’articolo.

Perciò, che ne dite di cercare questa integrità e questo carattere (sano per la vostra persona e per il vostro rapporto con gli altri) che sapete bene di avere di dentro di voi?

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