Banco di nebbia: semplice tecnica per migliorare le abilità sociali


Revisionato e approvato da la psicologa Gema Sánchez Cuevas
Che cosa succede se stiamo guidando e, all’improvviso, ci imbattiamo in un banco di nebbia? La prima cosa che ci viene da fare è ridurre la velocità e frenare così da andare più piano e avere una migliore visuale della strada. Possiamo usare questo nostro modo di reagire a una situazione del genere come una tecnica per migliorare le nostre abilità sociali.
Tutti noi abbiamo dovuto affrontare un momento imbarazzante, abbiamo ricevuto qualche critica inattesa o ci siamo ritrovati coinvolti in una discussione della quale non volevamo far parte. Se utilizziamo la cosiddetta “tecnica del banco di nebbia”, riusciremo a uscire “vivi” da tutte queste situazioni.
“Prima di reagire, fermati, respira 3 volte, sorridi e rispondi con compassione”
-Deepak Chopra-
Tecnica del banco di nebbia
L’importanza di prenderci del tempo per reagire
La tecnica del banco di nebbia ci invita a frenare, a ridurre la velocità delle emozioni che proviamo e che ci incitano a reagire in modo impulsivo davanti a ciò che non troviamo piacevole. Ad esempio, quando ci fanno una critica inaspettata, possiamo sentirci arrabbiati e siamo tentati di reagire in un modo che in realtà non ci piace.
Situazioni umilianti, imbarazzanti o conflittuali possono tirar fuori una parte di noi stessi che pensiamo di non poter controllare. Una parte di noi che vuole proteggerci da quello che consideriamo un attacco o una minaccia per la nostra sensibilità. Pensieri della serie “mi sta giudicando”, “non mi valorizza”, “vuole umiliarmi” provocheranno una reazione che è frutto del nervosismo e delle emozioni a fior di pelle.
Tuttavia, che cosa succede quando lasciamo che le nostre emozioni prendano il totale sopravvento su di noi? Di solito dopo ci infuriamo, perché ci rendiamo conto che con calma avremmo gestito la situazione in un altro modo.
Grazie alla tecnica del banco di nebbia, possiamo comprendere quant’è importante fermarci, almeno finché non riusciamo a vedere la situazione in modo più chiaro. Potremo anche permetterci di osservare le nostre emozioni per poter gestire la loro energia e il loro messaggio nel modo più vantaggioso possibile. In questo modo, le nostre abilità sociali miglioreranno, dovremo porgere meno scuse e avremo meno rogne.
Che cosa succede se stiamo guidando e, all’improvviso, ci imbattiamo in un banco di nebbia? La prima cosa che ci viene da fare è ridurre la velocità e frenare così da andare più piano e avere una migliore visuale della strada. Possiamo usare questo nostro modo di reagire a una situazione del genere come una tecnica per migliorare le nostre abilità sociali.
Tutti noi abbiamo dovuto affrontare un momento imbarazzante, abbiamo ricevuto qualche critica inattesa o ci siamo ritrovati coinvolti in una discussione della quale non volevamo far parte. Se utilizziamo la cosiddetta “tecnica del banco di nebbia”, riusciremo a uscire “vivi” da tutte queste situazioni.
“Prima di reagire, fermati, respira 3 volte, sorridi e rispondi con compassione”
-Deepak Chopra-
Tecnica del banco di nebbia
L’importanza di prenderci del tempo per reagire
La tecnica del banco di nebbia ci invita a frenare, a ridurre la velocità delle emozioni che proviamo e che ci incitano a reagire in modo impulsivo davanti a ciò che non troviamo piacevole. Ad esempio, quando ci fanno una critica inaspettata, possiamo sentirci arrabbiati e siamo tentati di reagire in un modo che in realtà non ci piace.
Situazioni umilianti, imbarazzanti o conflittuali possono tirar fuori una parte di noi stessi che pensiamo di non poter controllare. Una parte di noi che vuole proteggerci da quello che consideriamo un attacco o una minaccia per la nostra sensibilità. Pensieri della serie “mi sta giudicando”, “non mi valorizza”, “vuole umiliarmi” provocheranno una reazione che è frutto del nervosismo e delle emozioni a fior di pelle.
Tuttavia, che cosa succede quando lasciamo che le nostre emozioni prendano il totale sopravvento su di noi? Di solito dopo ci infuriamo, perché ci rendiamo conto che con calma avremmo gestito la situazione in un altro modo.
Grazie alla tecnica del banco di nebbia, possiamo comprendere quant’è importante fermarci, almeno finché non riusciamo a vedere la situazione in modo più chiaro. Potremo anche permetterci di osservare le nostre emozioni per poter gestire la loro energia e il loro messaggio nel modo più vantaggioso possibile. In questo modo, le nostre abilità sociali miglioreranno, dovremo porgere meno scuse e avremo meno rogne.
“Prima di parlare, ascolta. Prima di reagire, pensa. Prima di criticare, aspetta. Prima di rinunciare, prova”.
Possiamo rimandare tutto quello che ci coglie di sorpresa
Una delle tentazioni più insidiose – e che contribuiscono di più alla nostra sopravvivenza- è quella di reagire davanti a qualcosa che ci coglie completamente alla sprovvista. Questo qualcosa può essere, per esempio, un conflitto o una critica.
Molte volte, invece di prenderci del tempo e utilizzare la tecnica del banco di nebbia, è come se qualcosa nel nostro interiore urlasse “non puoi aspettare” e fossimo costretti a parlare, discutere, smentire o giustificarci di fronte alla situazione nella quale siamo finiti.

Attualmente, la maggior parte di queste “sorprese” si presenta in ambito sociale: è molto raro che facendo un giro in città ci imbattiamo in un leone che richiederebbe senz’altro una veloce reazione.
In altre parole, nella maggior parte dei casi, possiamo prenderci del tempo sufficiente affinché che la nube emozionale scompaia e poter dare, così, una risposta più adeguata e che, soprattutto, non ci crei dei problemi a lungo andare.
Se mettessimo in pratica la tecnica del banco di nebbia, nel caso in cui un amico ci rimproverasse il fatto che non possiamo uscire con lui a causa del nostro lavoro o dei nostri doveri, non inizieremmo a litigare, non reagiremmo urlando e rinfacciandogli che neanche lui è sempre disponibile per noi (a voce alta, con tono di rimprovero e visibilmente irritati).
Quest’ultima sarebbe la reazione istintiva ed emotiva, ma con la tecnica del banco di nebbia probabilmente il nostro modo di procedere sarebbe molto diverso. Davanti all’accusa del nostro amico, freneremmo i nostri impulsi e gli diremmo “capisco che sei arrabbiato perché credi che non sono mai disponibile per te”.
Non stiamo dicendo di dover essere d’accordo con lui, ma di capire quello che crede che stia succedendo, e questa comprensione calmerà gli animi.

Questo ci darà il tempo per riflettere sulla situazione e poter parlare su quanto accaduto senza che nessuno sia arrabbiato né infastidito. In questo modo, potremo far capire al nostro amico che non vedersi sempre non vuol dire non vedersi mai e che anche lui ha un ruolo importante nella nostra vita, anche se abbiamo altri impegni e il lavoro.
“Scegli i tuoi pensieri, invece di reagire alle tue emozioni”
Tutte le fonti citate sono state esaminate a fondo dal nostro team per garantirne la qualità, l'affidabilità, l'attualità e la validità. La bibliografia di questo articolo è stata considerata affidabile e di precisione accademica o scientifica.
- Covey. R Stephen (2011) Los 7 hábitos de la gente altamente efectiva. Paidos Ibérica.
- García, A. (2019). Neurociencia de las emociones: la sociedad vista desde el individuo. Una aproximación a la vinculación sociología-neurociencia. Sociológica (México), 34(96), 39-71.
- Manuel J. Smith (1997) Cuando digo no me siento culpable. DeBolsillo.
Questo testo è fornito solo a scopo informativo e non sostituisce la consultazione con un professionista. In caso di dubbi, consulta il tuo specialista.

Revisionato e approvato da la psicologa Gema Sánchez Cuevas







