Prendere bei voti non assicura il successo lavorativo

· 22 settembre 2016

Avete mai sentito parlare di personaggi famosi che a scuola non prendevano bei voti? Sembra impossibile pensare che qualcuno che ha una brillante carriera lavorativa non sia stato un alunno eccezionale, anche se si verifica molto spesso. La realtà è che i voti che si prendono a scuola hanno poco a che vedere con il successo; anzi, a volte, ricevere voti negativi può avere ripercussioni positive sulle persone.

Stephen Hawking iniziò a leggere all’età di 8 anni.

Personaggi come Steve Jobs, il creatore della Apple, o Bill Gates, creatore della Microsoft, non sono stati esattamente alunni brillanti. E cosa dire del Premio Nobel per la letteratura Joseph Brodsky, i professori non sapevano cosa fare per aiutare il giovane scrittore a prendere bei voti.

Il successo delle persone non proprio “eccellenti”

L’immenso numero di persone che ha ottenuto il successo lavorativo, ma i cui voti a scuola lasciavano desiderare, ci permette di farci un’idea di come funziona davvero il mondo. I nostri genitori e professori esigono da noi ottimi voti che, secondo loro, ci apriranno molte porte e ci porteranno dove vorremo. Secondo questo ragionamento, dunque, gli studenti che vanno male a scuola non posso raggiungere il successo lavorativo? E, inoltre, esistono cattivi studenti?

Il modello di apprendimento nelle scuole non è cambiato molto negli ultimi anni. Si continuano ad insegnare ai giovani date e nomi a cui loro non trovano uno scopo. Di conseguenza, passano le ore in aula a guardare per aria, ad annoiarsi o a dormire.

Il poco dinamismo e la mancanza di motivazione portano molti studenti eccezionali a disinteressarsi totalmente delle questioni accademiche.

bambino-con-occhiali

Molti alunni si sentono frustrati, credono di non essere abbastanza bravi per ottenere il lavoro che desiderano fare e frappongono ostacoli e scuse al raggiungimento dei loro sogni. Altri, però, svilupperanno alcune idee e le porteranno avanti fino a quando non diventeranno realtà.

I professori di Albert Einstein si lamentavano poiché questi rifletteva troppo prima di rispondere ad una domanda. Questo li portò a considerarlo un bambino lento.

Non tutti siamo portati per lo studio, perché spesso non stiamo imparando qualcosa che ci piace. L’insegnamento ci limita e ci impedisce di immergerci in ciò che ci appassiona davvero. Per questo motivo, prendere brutti voti a scuola non significa essere meno intelligenti degli altri. Forse non avete trovato qualcosa che vi motivi o risvegli la vostra curiosità.

Sappiate anche che i voti non sono altro che numeri. Fare bene un esercizio o un esame non vi rende persone più intelligenti, ma più capaci di risolvere un determinato problema in modo migliore e, cosa molto importante, nel modo in cui il professore desiderava che lo faceste.

La mancanza di creatività nelle scuole

Arrivati a questo punto, siamo consapevoli del fatto che alcune persone, nonostante non prendessero voti eccezionali a scuola, hanno creato marchi prestigiosi e sono diventati Premi Nobel; dunque anche noi possiamo farcela. L’unica cosa che mancava loro era l’impulso creativo in grado di tirar fuori il loro potenziale.

Tuttavia, la creatività non viene ancora stimolata in modo adeguato a scuola. Tutti gli alunni studiano le stesse cose, ma non sono uguali! Alcuni hanno una memoria visiva, mentre altri amano la storia e altri ancora devono poter sbizzarrire la loro creatività e il loro ingegno. Tutti possono essere eccezionali!

bambina-pilota

Nonostante non si dia alla creatività abbastanza importanza e i programmi scolastici siano obsoleti, la buona notizia è che non prendere bei voti non vi rende persone meno intelligenti o con meno possibilità di raggiungere il successo.

Al contrario, sembra che le persone meno eccelse a scuola sono quelle che hanno preso in mano le redini della loro creatività una volta fuori dalle aule e hanno trasformato il mondo con i loro progetti e le loro innovazioni.

I professori di Charles Darwin dissero che si trattava di “un bambino al di sotto dei normali standard di intelligenza. È una disgrazia per la sua famiglia”.

Se anche voi siete stati considerati tali a scuola, ora sapete che non esistono barriere. Vi hanno insegnato ad auto-imporvele, ma queste non esistono se voi non le volete. Forse ve ne siete già resi conto, appena avete terminato la scuola, che questa non faceva per voi. Forse questa discriminava i vostri testi e non apprezzava i vostri schizzi. È  probabile anche che, quando vi chiedevano che lavoro voleste fare da grandi, e voi rispondevate “modella” o “astronauta”, vi guardassero come se foste pazzi.

bambino-e-numeri

Ma i veri pazzi erano loro, perché non credevano in voi; perché se volete raggiungere un obiettivo e avete voglia di impegnarvi, la prima cosa che un professore dovrebbe fare sarebbe incoraggiarvi. È vero che vi sentirete frustrati, commetterete errori e ci saranno momenti in cui vorrete buttare tutto all’aria, ma il cammino vi riserverà anche istanti meravigliosi e grandi insegnamenti.

Ora pensate a tutti i bambini e ragazzi che ogni giorno vanno a scuola con la sensazione di perdere il loro tempo. Pensateci: non meritano una vera opportunità, qualcuno che gli dia una mano affinché sviluppino il loro potenziale? Che abbiate figli o meno, l’educazione è un compito che riguarda l’intera società.