Abbiamo bisogno del buio per vedere meglio?

· 20 novembre 2017

Pensate a questa situazione: state camminando in un luogo molto illuminato e vi si avvicina qualcuno che non riuscite a riconoscere, perché il sole con la sua forza e luminosità vi acceca. Può darsi che in questo momento vi copriate gli occhi per farvi ombra. Avevate bisogno del buio per vedere meglio. Ed è proprio allora che riuscirete a riconoscerlo. Siete riusciti a capire se si trattasse di un amico, di uno sconosciuto che chiedeva indicazioni o di una persona che vi aveva scambiati per qualcun altro.

Quando avete scoperto chi fosse, avete potuto scegliere se salutarlo con un abbraccio, se dargli gentilmente le indicazioni richieste o se chiarire semplicemente il fatto di avervi confuso per qualcun altro e continuare per la vostra strada senza voltarvi.

Vedere meglio ci permette di scegliere in modo più saggio

Immaginate un mondo in cui esista solo la luce. Se non avete mai conosciuto il buio, come potete comprendere e apprezzare la luce? È il contrasto fra luce e buio a consentire una conoscenza più profonda. Ci troviamo in un mondo di dualismi: sopra e sotto, caldo e freddo, buono e cattivo.

Uomo di spalle al buio

Il dolore ci permette di apprezzare di più l’allegria. Il caos della terra ci fa apprezzare di più la pace. L’odio che possiamo trovare intorno a noi rende più profonda la nostra comprensione dell’amore. Per questo stesso motivo, le difficoltà della vita sono un mezzo particolarmente potente per creare sentimenti vitali per la conoscenza di noi stessi.

Quante più sfumature conosciamo, più saggiamente potremo decidere. Il buio, dunque, è un’opportunità per riflettere e, più che per vedere meglio l’esterno, per vedere meglio l’internoLa vita è un viaggio che va dalla testa fino al cuore. Le difficoltà ci facilitano questo viaggio, perché ci aprono il cuore e, in questo modo, lo conosciamo e valorizziamo in modo più profondo. In definitiva, l’oscurità ci dà la possibilità di scoprire noi stessi ed essere coerenti con ciò che avviene nel nostro mondo interiore.

La favola della musica

Immaginate di venire da un luogo in cui si suona la musica più bella che sia stata mai inventata. È una musica affascinante, abbagliante. L’avete ascoltata sempre, per tutta la vostra vita. Non è mai stata assente, non avete mai ascoltato un’altra melodia. Un giorno vi rendete conto che, dato che l’avete sempre sentita, non l’avete mai ascoltata davvero. In altre parole, non le avete mai dato valore perché non avete conosciuto altro. Per questo, decidete che vi piacerebbe poterla valorizzare.

Decidete di farlo con un atteggiamento di sfida che può darvi una grande ricompensa. Vi capita di pensare che potreste ottenerne una conoscenza davvero profonda se foste in un luogo in cui non viene suonata e, una volta lì, solo dopo che l’eco del suo suono si è diluito, cercaste di ricrearla. L’esperienza di ricordarla e, poi, di ricomporre la straordinaria sinfonia della vostra casa, vi darà una conoscenza e una consapevolezza migliori della sua grandezza.

Vi recate in questo luogo, dove sentite una musica che, mancandovi la memoria, pensate sia l’unica che avete ascoltato in tutta la vostra vita. Alcune canzoni sono bellissime, ma altre espongono le vostre orecchie alle loro dissonanze. Questi toni sgradevoli fomentano il vostro desiderio e, infine, la risoluzione: creare una musica originale (per la quale tale oscurità è stata tanto necessaria).

Chiave di violino e colori

Rendersi conto

Presto cominciate a comporre voi stessi. All’inizio vi distrae la stridente musica di questo luogo nuovo. Tuttavia, a mano a mano che vi appartate dal rumore esterno e ascoltate le melodie del vostro cuore, le vostre creazioni musicali si fanno più belle. Alla fine, componete un capolavoro e, non appena lo terminate, ricorderete una cosa: il capolavoro che avete scritto è la stessa musica che suonava nella vostra casa.

E questo ricordo se ne porta dietro un altro: voi siete questa musica. Non è qualcosa che avete sentito fuori; la musica siete voi e voi siete la musica. E, “creando” tutto questo in un luogo nuovo, arriverete a conoscervi in un modo che non sarebbe stato possibile se non aveste rischiato spingendovi oltre le frontiere conosciute. Se non aveste vissuto questo buio, non sareste riusciti a vedere meglio e a valorizzare davvero la meravigliosa musica che vi circonda.

Le difficoltà della vita esistono per farci capire chi siamo e poi ricordare chi siamo davvero. In altre parole, esploriamo i suoni discordanti e i momenti di oscurità prima di ricreare le sinfonie della nostra casa. Abbiamo bisogno del buio per poter vedere meglio. Abbiamo bisogno di quest’oscurità per poter scegliere meglio la strada e dare valore alla luce.