Le brave persone non cambiano perché pensano con il cuore

· 15 aprile 2017

Anche alle brave persone capitano cose brutte. Il destino è arbitrario, il mondo cieco e l’egoismo, a volte, molto affilato. Le persone nobili, però, non rinunciano mai alle loro origini nonostante le delusioni, perché chi pensa con il cuore non conosce disprezzo o fredde ragioni.

Tutti conosciamo persone così. Ogni volta che vediamo un atto di nobiltà, di altruismo disinteressato o di eroismo, ci sentiamo ispirati o anche di nuovo in sintonia con il mondo. Pensiamo a quanto è successo lo scorso 22 marzo a Londra, un terribile attentato nel cuore della città.

Un grammo di bontà vale più di una tonnellata di intelletto.
Alejandro Jodorowsky

Tobias Ellwood, deputato parlamentare del Ministero degli Affari Esteri, non ha esitato a uscire dal Palazzo di Westminster nonostante le raccomandazioni. Voleva prestare soccorso. Per vari minuti fece il possibile per salvare la vita ad un poliziotto ferito, tamponando la ferita e praticando la respirazione bocca a bocca fino a quando non è sopraggiunto l’elicottero. Non ci è riuscito. I sui gesti impotenti e disperati hanno fatto il giro del mondo.

Tutti abbiamo provato empatia nei confronti del suo dolore. Il giorno dopo, tutta la classe politica ha riconosciuto la sua capacità di reazione e la determinazione che, al di là della paura, dello stato di allarme e dell’indecisione, l’ha spinto ad agire dando la priorità agli altri.

Cos’è meglio? Sentirsi bene o fare del bene?

La domanda potrebbe risultare un po’ strana: cosa può essere meglio? Investire nel proprio benessere o dare la priorità a quello altrui? È possibile che molti di voi dicano che la risposta alla domanda è molto semplice, perché il semplice fatto di fare del bene ha ripercussioni positive sull’equilibrio e sulla soddisfazione personale. Tuttavia, tale conclusione non è chiara agli esperti. Di fatto, gli specialisti del comportamento umano studiano da anni tale questione.

Cosa dice la scienza

I ricercatori dell’Università della California (UCLA) hanno condotto un interessantissimo studio arrivando alla conclusione che esistono due tipi di propositi vitali negli esseri umani e ognuno ha delle implicazioni biologiche.

Quelli che seguono sono i dati:

  • In primo luogo, ci sono le persone che aspirano ad un benessere edonico. Vale a dire, un tipo di felicità che ha origine esclusivamente nell’auto-gratificazione, nella ricerca vitale del proprio benessere.
  • D’altra parte, è stato definito anche il benessere “eudaimonico”. Si tratta di un proposito molto più profondo ed elevato, per cui una persona tenta di crescere e maturare come tale per dare il meglio di sé agli altri.

Conclusioni

Lo studio ha rivelato che le persone con una chiara disposizione eudaimonica (ovvero che riservano agli altri una posizione elevata nella loro scala delle priorità) godono di un sistema immunitario più forte. È stato dimostrato che sviluppano meno infiammazioni e che hanno un maggior numero di anticorpi, sinonimo di un sistema immunitario più forte.

A livello psicologico, inoltre, sono caratterizzate da un profilo di forti convinzioni. Non importa quanti duri colpi la vita abbia inflitto loro, quante delusioni o perdite abbiano sofferto. Continuano a pensare con il cuore, continuano a dare priorità agli altri e ad avere fiducia nella nobiltà dell’essere umano.

Gli individui edonici, invece, hanno un minor numero di anticorpi, un sistema immunitario più debole e un carattere più volubile e variabile.

Nonostante tutto, vale la pena e l’allegria pensare ed agire con il cuore

È possibile che molti di noi abbiano vissuto un periodo puramente edonico. Invece di considerarlo un atto di egoismo, bisogna vederlo come una fase della nostra crescita personale. A volte, siamo solo semplici esploratori. Vogliamo sperimentare, lasciarci abbracciare dalla vita, mangiarla a grandi morsi e trovare gratificazioni.

L’unico simbolo di superiorità che conosco è la bontà.
Beethoven

Tuttavia, poco a poco risaliamo la piramide delle nostre necessità fino a comprendere che siamo un meraviglioso e complesso insieme interconnesso, per cui le nostre azioni si riversano sugli altri. Fare del bene, agire con il cuore significa portare armonia nel caos, essere un faro nel mezzo dell’oscurità e del disastro, proprio come il parlamentare Ellwood, che ha cercato di salvare la vita di  Keith Palmer, il poliziotto accoltellato dal terrorista.

Che ci crediamo o meno, essere brave persone non vuol dire essere degli eroi, compiere gesti rischiosi per gli altri o soddisfare tutta l’umanità del pianeta. Le brave persone lo sono tutti i giorni, sono discrete, ma luminose; silenziose, ma allegre; umili, ma immense, come il loro cuore.

Dobbiamo seminare bontà e rispetto nelle nostre azioni quotidiane, dobbiamo fare attenzione alle piccole cose. Così, quando arriva l’opportunità di fare grandi cambiamenti, l’inerzia che abbiamo creato ci aiuterà. È nel lavoro e nell’impegno quotidiano che il benessere eudaimonico supera il semplice edonismo e si rivela essere fonte di ispirazione per tutti.

Immagini per gentile concessione di Jiwoon Pak