Non aspirate a cambiare il mondo, ma la vostra realtà

5, novembre 2016 in Psicologia 1170 Condivisi

C’è chi, invece di cominciare dalle piccole cose, vuole cambiare il mondo. Si tratta di “messia”, persone che vedono solo i propri interessi, i propri sogni e che puntano alla grandezza, tralasciando la loro realtà più prossima. Quell’umiltà quotidiana in cui si percepiscono le vere mancanze e l’opportunità di autentici cambiamenti.

Lev Tolstoj diceva che la maggior parte delle persone alza la voce, gridando di voler cambiare il mondo. Tuttavia, sono pochi quelli che avviano il cambiamento a partire da sé. Le più grandi trasformazioni si cambia il proprio atteggiamento, quando si dimostra quel coraggio silenzioso che permette di osservare, di agire e di andare avanti.

Ernest Hemingway scrisse proprio su questo argomento, sempre attuale. Si domandava perché le persone, una volta conquistato un posto autorevole, perdessero completamente il contatto con la realtà. Quando avevano la possibilità di fare qualcosa davvero positivo per la società, tali persone si mutavano in una specie degna di studio.

Hemingway si domandava quale agente infettivo provocasse la corruzione una volta giunti al potere. Continuiamo tutt’ora a porci la stessa domanda. Perché chi ha la possibilità di migliorare il mondo, a volte, lo rende peggiore? Vi invitiamo a riflettere su questo aspetto.

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Cambiare il mondo affinché mi vada bene

Cambiare il mondo, ma in modo che vada bene a me. Apporterò dei cambiamenti, certo, ma di quelli che mi permettano di realizzare le mie aspettative e che siano in linea con il mio egoismo.  Iniziamo parlando di questa mentalità, di chi, essendo arrivato al potere, dimentica i problemi reali, fino a relegarli nell’oblio. Rendendoli insignificanti.

La mitologia greca seppe riflettere alla perfezione il carattere umano, i suoi peccati capitali e gli abissi psicologici. L’ego superbo veniva definito “hubris”. Si utilizzava questa parola quando gli eroi, raggiunta la fama, la ricchezza e il successo, tralasciavano l’etica per perdersi negli abissi della violenza.

Ciò nonostante, l’hubris poteva rivelarsi davvero pericoloso. Quando un eroe osava sfidare una divinità, dando mostra del suo potere tramite la violenza, la sfrontatezza e l’egoismo illimitato, compariva Nemesi, la dea della giustizia. In questo modo, punito l’uomo potente e corrotto, si ristabiliva l’equilibrio. Nella nostra realtà, lungi dal ricorrere agli dei dell’Olimpo, la situazione è ben distinta.

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Chi ottiene il potere e brama di cambiare il mondo per soddisfare unicamente i propri interessi non sempre riceve una punizione. Al contrario, è molto più probabile che trovi degli adulatori, persone che approfittano dell’opportunità e che appoggiano il potente per trarne a loro volta beneficio per consolidare le “arti oscure” e rendere l’hubris il loro stile di vita.

Il mondo, pertanto, lungi dal cambiare, rimane intrappolato in una realtà in cui crescono le carenze, le necessità e, soprattutto, la mancanza di speranza, a causa del vuoto lasciato dalla giustizia. 

Se volete rendere il mondo migliore, iniziate da voi

Nella nostra società, a volte, siamo testimoni di comportamenti davvero contraddittori. Ci sono persone che parlano spesso di valori come il rispetto, l’uguaglianza e la solidarietà, ma che sono specializzate nell’umiliare chi le circonda. C’è anche chi non sa riconoscere le priorità. Chi volge lo sguardo verso progetti professionali, dimenticandosi completamente della sua famiglia.

Ogni persona vede ed interpreta il mondo a modo suo, su questo non ci sono dubbi. Tuttavia, chi si allontana da ciò che è davvero importante, perde di vista il vero obbiettivo. Chi non è coerente con le sue parole e le sue azioni, crea una realtà distorta. Sono piccole cose di cui dobbiamo essere consapevoli e che, senza ombra di dubbio, ci permetterebbero di creare un mondo migliore.

Vi invitiamo a riflettere su queste dimensioni, su queste strategie con le quali essere artefici di una realtà positiva. Più speranzosa.

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Come rendere il mondo migliore

Nessuno potrà creare un mondo migliore se non aspira, prima, a migliorare come persona. Bisogna  purificare l’animo dall’hubris, dal rancore, dalla sfiducia, dall’invidia e dai tantissimi pregiudizi di cui non sempre siamo consapevoli. Si tratta di un percorso interiore che, purtroppo, non tutti sono disposti ad intraprendere.

  • Conoscere se stessi e prendersi cura del “proprio giardino” è il primo passo per raggiungere il nostro obbiettivo. Dobbiamo coltivare l’umiltà per raccogliere il rispetto. Bisogna riempire il cuore d’affetto per rendere l’empatia la nostra migliore arma.
  • Il secondo punto chiave consiste nell’essere intuitivi verso le necessità delle persone che ci circondano. Fare del bene indipendentemente da chi lo riceve sarà sempre una buona scelta. Ciò nonostante, ricordate sempre che chi offre nobiltà d’animo deve esigere, quantomeno, rispetto.
  • Per cambiare il mondo, è necessario anche il senso della giustizia basato sulla considerazione. Non devono esistere i giochi di potere, i sabotaggi, le aggressioni o le discriminazioni.
  • Fate una buona azione ogni giorno. Non trascuratevi, ma fate in modo che, ogni sera, quando vi mettete a letto, la vostra coscienza si trasformi nel miglior cuscino su cui riposare. Questo obbiettivo si raggiunge rendendo felici le persone a noi care, ma anche quelle che non conosciamo.

Collaborare con qualche comunità, prendersi cura dell’ambiente o prendere parte ad una ONG significa aiutare per una buona causa. Non dobbiamo neppure trascurare le generazioni future. Educate bene, educate ai valori i bambini di oggi, coloro che saranno gli adulti di domani, capaci di cambiare il mondo.   

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