Come fanno i cani a riconoscere il nostro volto?

6 gennaio 2017 in Curiosità 408 Condivisi

I cani non si separano mai dal loro padrone e, se ben educati, possono diventare una fonte inesauribile di amore e compagnia. Sono sempre pronti a giocare, a seguirci e a stare con noi.

Sono i primi a sentire che stiamo rientrando in casa e, di solito, anche quelli che ci accolgono con più allegria. Anche se ce ne siamo andati solo per cinque minuti, quando torniamo, le loro dimostrazioni di affetto saranno le stesse di chi non ci ha visto per un anno intero.

Hanno un udito estremamente acuto, un olfatto molto preciso e, naturalmente, possono anche contare sulla vista. Un senso che, per loro, non è di certo quello principale, ma che impiegano comunque e di cui si servono soprattutto per muoversi. Ai cani la vista serve anche per riconoscere le persone, e in questo articolo cercheremo di scoprire come fanno a riconoscere il nostro volto.

“Addestrato come si deve, l’uomo può riuscire a diventare il migliore amico del cane.”

-Corey Ford-

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Come facciamo noi a riconoscere i volti umani?

Per gli esseri umani, il riconoscimento visivo dei volti è un processo che si verifica nel cervello il modo veloce e quasi sempre efficace. Si tratta, inoltre, di una capacità che non solo si distingue per la sua rapidità e perché è collegata alla memoria a lungo termine, ma anche per perché è “falsamente selettiva”.

Come se tutto ciò non bastasse, questa capacità è insita nella nostra anatomia: presentiamo una zona specifica della corteccia temporale del cervello dedicata al riconoscimento facciale.

Ma cosa significa che è un processo “falsamente selettivo”? Di sicuro, se non siete di origine asiatica, quando vedete un gruppo di giapponesi, vi sembrerà che tutti abbiano tratti facciali molto simili. Potreste addirittura arrivare a confondere due persone. Ed è un problema che avrete sia con gli uomini sia con le donne.

Questo non accade perché nei loro tratti ci sia meno variabilità rispetto a quelli delle persone intorno a voi, che distinguete senza difficoltà, ma solo perché il nostro cervello non è abituato a distinguere i loro volti. La colpa di tutto si deve soprattutto al fatto che per i nostri antenati non è mai stato molto importante distinguere un giapponese dall’altro e, a eccezione di alcuni casi, nemmeno per noi.

Prima di addentrarci nel mondo canino, infine, vogliamo segnalarvi che negli esseri umani esiste un disturbo relazionato alla difficoltà nel riconoscere i volti: la prosopagnosia. Inoltre, qualche mese fa abbiamo pubblicato un articolo molto interessante su quali tratti dei volti umani tendono a ispirarci più fiducia, se vi interessa l’argomento potete leggerlo qui sotto!

Come fanno i cani a riconoscere i volti?

Di solito i cani ci guardano dal basso e, se li fissiamo per qualche secondo, spesso inclinano la testa verso un lato, come se ci stessero chiedendo che cosa vogliamo. Il riconoscimento dei volti fa parte del comportamento sociale avanzato che i cani dimostrano nei nostri confronti.

Da un punto di vista evolutivo, non è un’ipotesi scorretta pensare che, nel corso della storia, i cani che avevano una maggiore capacità di riconoscere i volti umani avevano un netto vantaggio in caso di minaccia. Saper identificare la persona che si prendeva cura di loro e distinguerla da chi li trattava male probabilmente aumentava la loro sopravvivenza e, dunque, aumentava la probabilità che si riproducessero.

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Sono stati realizzati diversi studi sul riconoscimento facciale dei cani. Studiando i loro movimenti oculari, siamo riusciti a scoprire che un cane è capace di distinguere i volti conosciuti da quelli sconosciuti, e tra di loro quelli dei suoi padroni. Grazie a questi studi, sappiamo anche che prestano più attenzione ai volti degli altri cani rispetto a quelli delle persone sconosciute.

In un altro studio, pubblicato sulla rivista Animal Behaviour e basato solo sul comportamento degli animali, i ricercatori hanno scoperto che un cane presta maggiore attenzione al suo padrone quando questi ha il volto scoperto rispetto a quando lo nasconde.

Infine, gli studi che hanno analizzato l’attività cerebrale dei cani grazie alla risonanza magnetica hanno permesso di scoprire che ci sono due aree del loro cervello relazionate al riconoscimento facciale:

  1. Corteccia temporale: prima abbiamo detto che gli umani hanno una zona del cervello destinata esclusivamente al riconoscimento facciale. Bene, lo studio realizzato attraverso la risonanza magnetica ha scoperto che anche nei cani si verifica un aumento dell’attività cerebrale in questa zona quando si trovano di fronte ad un volto, piuttosto che ad un oggetto.
  2. Nucleo caudato: nei cani questa zona del cervello è strettamente relazionata alla ricompensa. L’ipotesi sul perché questa zona si attivi di fronte ai volti, quindi, è che i cani interpretino il riconoscimento facciale come una ricompensa.

In un modo o nell’altro, non vi è alcun dubbio sul fatto che i cani adorino i volti delle persone da cui ricevono affetto. Volete una prova? Date un’occhiata a questo divertente video!

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