Capricci: come prevenirli?

· 7 dicembre 2017

È la terza volta che vostro figlio fa i capricci durante la giornata. Urla, piange e vi chiedete se li state gestendo bene, inoltre desiderate scappare lontano o sparire. Provate frustrazione e confusione di fronte a questo caos, avete provato tutte le strategie che vi sono venute in mente per placare i suoi capricci e non sapete più che pesci prendere.

I capricci possono rappresentare una lezione e una occasione per imparare insieme a gestire meglio le emozioni. In questo articolo, dunque, vi offriamo alcuni strumenti e strategie per cambiare la vostra visione dei capricci e sfruttarli come spunti educativi.

Cosa sono i capricci?

Tra i 2 e i 4 anni la maggior parte dei bambini manifesta la propria frustrazione in modo molto intenso, appunto tramite i capricci. Si tratta, dunque, di una reazione emotiva frequente a questa età, i capricci sono normali e in condizioni normali dovrebbero sparire tra i 4 o i 5 anni. A quest’età i bambini acquisiscono un linguaggio e strategie più adeguati per esprimere la loro frustrazione o malessere, pertanto non hanno più bisogno di ricorrere ai capricci per esprimersi.

Bambino che piange

Oltre a servire ai bambini per esprimere la loro frustrazione e il loro malessere, i capricci possono presentarsi quando i piccoli sono affamati, stanchi o a disagio, quando non riescono a ottenere quello che vogliono o quando cercano di fare le cose da soli, ma non dispongono delle abilità necessarie.  

Come evitare i capricci?

A seguire vi offriamo alcune linee guida su come evitare i capricci:

1. Identificarne la causa

Identificare la causa del capriccio non vuol dire che possiamo intervenire su tutte né che il mondo debba adattarsi ai bisogni di nostro figlio. I capricci sono causati da un motivo comune, ad esempio fame, sonno, volere un oggetto o attenzioni, oppure da un motivo particolare, ovvero qualcosa che causa frustrazione a nostro figlio in particolare.

La routine può essere di aiuto, soprattutto quando è scandita da orari fissi. Dovremmo cercare di rispettarla anche nel fine settimana, quando trascorriamo più tempo con loro e quando vi sono maggiori possibilità di capricci.

2. Considerare le loro richieste

Quando nostro figlio ci fa una richiesta, è bene prendere in considerazione quello che ci chiede. Pensiamo: è troppo strampalata o eccessiva? Se non lo è, cediamo nei punti della sua richiesta che sono ragionevoli. Questo non vuol dire accontentarne tutti i desideri, il limite può essere: si farà male? Farà male agli altri? Arrecherà danno alla natura o al luogo in cui si trova? Possiamo cedere senza che ciò lo ponga in una posizione autorevole?

Ad avere l’ultima parola siamo noi adulti, ma spesso abbiamo l’abitudine di dire sempre di “no”. In questo modo freniamo la curiosità e la libertà, persino il linguaggio, dei nostri piccoli. Questo atteggiamento favorirà un numero di capricci maggiore rispetto a quello considerato normale a questa età. 

Bambina con le mani sulle orecchie

Per stimolare nostro figlio a esprimersi meglio, dobbiamo proporgli problemi semplici con alternative precise e di facile comprensione. Ad esempio, “Vuoi mangiare carne o pesce?”, “Vuoi questa maglietta o un’altra?”. Scelte di questo tipo generano fiducia e fanno sentire importanti i bambini. Con una domanda diretta eviteremo anche che ci rispondano “no” per ripicca.

3. Anticipiamo certe situazioni

Raccontiamo ai nostri bambini quello che succederà; per esempio “Oggi andrai a scuola e dopo che avrai fatto il riposino e la merenda, ti verrò a prendere. Poi andremo a casa della nonna”, “Adesso ceniamo, poi ti fai la doccia e ti lavi i denti, ti leggo una favola e ti addormenti” e così via con le varie attività che realizzeremo.

Sapere cosa succede prima e dopo darà sicurezza al piccolo, se ci manteniamo categorici e rispettiamo la routine, eviteremo di seminare il caos e che i nostri figli vogliano romperla. In questo modo, allontaneremo le tentazioni che possono causare i capricci. Dire ai bambini quello che faremo, infatti, eviterà la comparsa di piani alternativi nella loro mente.

Quando dobbiamo andarcene da un posto, dobbiamo avvisarli 5 o 10 minuti prima. Possiamo anche negoziare, “altre 5 spinte”, “un’altra volta lo scivolo”, etc. Questo eviterà litigi e imposizioni e i bambini si sentiranno più rispettati e gli risulterà meno difficile andarsene.