Captain fantastic: uno spunto di riflessione

· 4 novembre 2017

Ci sono film che ispirano, e Captain fantastic è uno di questi. Indipendentemente dai gusti personali, questo film non lascia nessuno indifferente; anzi, non nasconde il suo affanno di provocare né la sua intenzione di far agitare lo spettatore. Tratta con audacia argomenti controversi come la cultura americana e l’istruzione indipendente. Le posizioni che assume sono radicali e critiche, ma anche sincere e aperte alla critica stessa.

Da un punto di vista psicologico, questo film può essere interpretato in vari modi. Tuttavia, in questo articolo ci concentreremo solo su alcuni aspetti psico-culturali. Ad esempio, descriveremo alcuni comportamenti in esso riflessi che potrebbero sembrarci strani o eccentrici, quando invece sono comuni ad altre culture. 

Se non avete ancora visto Captain fantastic, forse questo articolo vi invoglierà a farlo. Tuttavia, il testo che segue contiene SPOILER, anche se è vero che abbiamo fatto in modo che fossero minimi, affinché il film non smetta di sorprendere tutti coloro che lo guardano per la prima volta.

Captain fantastic ragazza che legge e uomo che suona la chitarra

Riflessioni su Captain fantastic

Un rituale fantastico

L’inizio del film è segnato dal sangue. Il fratello maggiore sta cacciando un cervo con un macete. Quest’immagine potrebbe essere confusa oppure non essere compresa una volta terminato il film. Per comprenderlo, bisogna ricorrere ai racconti dei riti di passaggio all’età adulta.

Molte culture presentano riti di passaggio. Ad esempio, in Messico esiste la “quinceañera”. Si tratta di rituali che possono essere molto diversi e verificarsi in età diverse in ogni cultura, e segnano l’inizio della vita adulta. La realizzazione di questi rituali fa sì che i bambini siano coscienti che l’infanzia è finita e che devono iniziare a comportarsi come adulti.

Nelle società moderne questi riti sono andati perduti. La conseguenza è la confusione. Molte persone non hanno chiaro quando iniziano ad essere adulte. Ad esempio, negli Stati Uniti si diventa maggiorenni a 18 anni. Tuttavia, a quest’età continua ad essere proibito il consumo di alcol. I giovani vengono considerati responsabili per altre cose, ma non per questo. Fattore che potrebbe causare una certa confusione.

I riti, inoltre, soprattutto quelli più faticosi, servono a creare un legame tra le persone. In questo caso, i vincoli più profondi tra i membri della famiglia. Se i personaggi non fossero stati familiari, il rituale sarebbe servito a creare una forte relazione.

Un’educazione fantastica

L’educazione che questo padre peculiare cerca di trasmettere ai suoi figli racchiude una massima: che imperi sempre la verità. Non mente loro in nessun momento, per quanto siano controversi gli argomenti o per quanto una domanda possa comportarne un’altra. Si tratta di un’educazione senza eufemismi. Parla ai figli della malattia e della morte della madre senza tabù, parla loro del sesso in modo esplicito. In nessun momento reprime le loro emozioni e riserva a tutti lo stesso trattamento, senza distinzioni di l sesso né età.

Nelle società occidentali, e in mote altre, il sesso e la morte sono argomenti tabù. Per spiegarli ai piccoli, si ricorre a miti e metafore che alleviano la loro sete di sapere. I bambini vengono portati dalla cicogna e quando moriamo andiamo in cielo. Allo stesso modo, le emozioni sono plasmate in modo tale da non essere espresse pubblicamente e da essere politicamente corrette. Frasi come “gli uomini non piangono, piangere è da femminucce”; “se ti vedono triste, penseranno che sei debole”; oppure “non ridere così forte che sembri volgare” sono comuni in occidente.

Tuttavia, non è un tratto comune a qualsiasi società. Ad esempio, in Cile si valorizza la “femminilità”. I cileni di solito sono più espressivi a livello emotivo e lasciano spazio ed opportunità per esprimere le proprie emozioni e dare ad esse un senso. La spiegazione di tutto ciò sembrerebbe risiedere nel loro passato di Quechua-Aymará.

D’altro canto, è stato dimostrato che omettere alcuni dati ai bambini serve solo a confonderli. Per questo, offrire loro risposte ancor prima che siano loro a domandare può rafforzare la loro autostima: i piccoli si sentono importanti quando comprendono qualcosa che li inquieta. Culture come quella tibetana considerano importante parlare apertamente della morte e in Norvegia, ad esempio, sono concessi programmi infantili di educazione sessuale molto espliciti.

Nuvola a forma di cicogna che porta un neonato

Un capitano permissivo

Verso la fine del film sembra che il padre comprenda che i suoi figli hanno bisogno di integrarsi nella società. Per questo, si accenna al fatto che i bambini frequentino una scuola normale ed entrino in contatto con altri coetanei. Il fratello maggiore, però, accettato in alcune delle migliori università americane, decide di recarsi in un paese africano per lavorare come volontario e conoscere il mondo.

Entrambe le pratiche presentano numerose similitudini con una pratica abituale tra gli Amish, la rumspringa. Essa consiste nell’abbandonare la comunità a circa 16 anni, fino a quando la persona non avrà preso una decisione, ovvero desiderare di tornare alla comunità alla quale si appartiene e rimanere per sempre con loro, o, viceversa, abbandonarla. Non esiste un tempo prestabilito per decidere e possono trascorrere anni prima che lo facciano.   

Lo scopo di questa pratica è quello di far sì che i giovani conoscano un altro modo di vivere. Gli Amish sono una società con molte restrizioni, non fanno uso dell’elettricità e seguono rigide regole. I giovani approfittano di questo periodo per scoprire nuove realtà e realizzare condotte che risultano vietate nella loro comunità. Questo periodo serve loro anche per corteggiare una donna e trovare moglie. Dopo la Rumspringa, la maggior parte di loro decide di tornare alla propria comunità.

Gruppo di Amish

Finora questo è tutto…guardate Captain fantastic

Anche se Captain fantastic presenta molte scene che potrebbero causare vivaci discussioni e confronti in diversi campi della psicologia, ci siamo concentrati solo su una ridotta parte di essi. Forse la grande domanda che suscita il film è se esiste un modo per educare in maniera diversa e, di conseguenza, un modo diverso di vivere. Inoltra, qualora esistesse, ci ricorda che, come progetto di ispirazione umana, sarebbe sempre imperfetto e migliorabile; avrebbe pregi, ma anche difetti.

Vi invitiamo a guardare Captain fantastic se siete interessati all’argomento, se vi inquieta o se siete disposti a vedere il mondo da una prospettiva diversa. Forse non condividerete quanto si cela dietro la porta che apre, ma di sicuro sarà una piacevole esperienza.