Cervello creativo: menti libere e connesse

· 23 novembre 2018

Il cervello creativo è incredibile. Vivace, emotivo, libero e instancabile. Non crede alle cose finite.

Per il cervello creativo, il mondo è pieno di possibilità e sceglie di rimanere connesso con tutto per imparare da qualsiasi stimolo.

Spesso non sa nemmeno come gli siano accadute certe cose. Le idee sorgono come esplosioni, come pesci dorati che surclassano il resto. Steve jobs diceva che la creatività emerge quando impariamo a connettere gli elementi.

Collegare la nostra realtà a esperienze passate e osare creando legami nuovi e impegnativi. Quelli che in un primo momento non tutti capiscono, ma che in futuro apriranno a nuove possibilità. L’innovazione di cui ogni impresa ha bisogno, quel capitale umano che la nostra società dovrebbe apprezzare per ciò che vale.

“Le persone creative sono contraddittorie; invece di essere un ‘individuo’, ognuno di essi è una moltitudine”.

-Mihaly Csikszenmihaly-

Per quanto possa risultare curioso, al giorno d’oggi manteniamo ancora idee equivoche sulla creatività e il cervello creativo.

Pensiamo, per esempio, che la capacità di creare idee innovative e originali sia relazionata all’intelligenza. Inoltre, c’è ancora chi sostiene il modello dell’emisfero destro come fonte e origine della creatività. I miti persistono, nonostante la scienza li abbia smentiti da tempo.

Sottolineiamo innanzitutto che la creatività è una capacità con la quale tutti nasciamo. Per potenziarla, per servircene, dobbiamo iniziare a vedere il mondo e noi stessi in modo diverso.

Bolle di sapone

Come funziona il cervello creativo?

Un recente studio rivela qualcosa che i neuropsicologi avevano già intuito: le persone creative presentano una rete neuronale molto più complessa.

Attraverso prove di risonanza magnetica è emerso che la connettività funzionale e neuronale è più complessa, quasi affascinante. Viene ancora una volta meno l’idea di associare la creatività solo all’emisfero destro.

Le persone abituate a creare idee innovative, rischiose e originali presentano un’enorme sinfonia di interazioni in entrambi gli emisferi.

Ebbene, le scoperte sul cervello creativo non finiscono qui. Presenta particolarità ancora più interessanti.

Un pensiero flessibile e tollerante verso l’incertezza

Come già accennato, l’architettura neuronale delle persone creative è più connessa e intensa. Ciò è dimostrato anche dall’approccio mentale sempre flessibile, aperto all’incertezza.

Le menti più rigide sono incapaci di accettare i dati contraddittori. Le persone creative li vedono invece come una sfida e cercano di trovare spiegazioni, giocano con le probabilità, secondo un approccio euristico.

Una grande intelligenza non motiva la creatività

Le persone creative non presentano, in media, un quoziente intellettivo particolarmente degno di nota.

Ricordiamo, per esempio, il famoso studio dello psicologo Frank X Barron nel 1956. Riunì in un antica ala dell’Università di Berkely eminenti architetti, scienziati e scrittori come Truman Capote, William Carlos e Frank O’Connor.

Voleva capire come funzionavano le menti più creative del paese.

Cervello creativo produce idee

Ciò che scoprì durante quei giorni con il variegato gruppo di personalità fu:

  • Presentavano un’apertura verso la vita più profonda. Erano riflessive. Sapevano analizzare le proprie emozioni. Entravano in contatto con i loro bisogni interiori.
  • Condividevano tutti motivazione, entusiasmo per l’apprendimento e la scoperta di cose nuove o dimostrazione al mondo di nuove idee.
  • Esisteva una componente emotiva e morale. Buona parte del gruppo credeva in valori nobili.
  • Accettavano il disordine, addirittura li ispirava.
  • Possedevano una punta di follia, uno sguardo a momenti infantili, vivace e ansioso di andare oltre quanto stabilito, capace di stupirsi per le cose più elementari.
  • Adoravano correre rischi, nei limiti.

Il cervello creativo e l’introspezione

Un altro tratto caratteristico delle persone creative è l’introspezione. Presentano maggiore autocoscienza e sanno coniugare gli aspetti più “oscuri” con quelli più luminosi.

Essere coscienti dei propri limiti e difetti spesso è sinonimo di un salute mentale migliore.

creatività è disordine neuronale

Nel 2011, il neurologo Marcus Raichle condusse un interessante lavoro sulla creatività che dimostrò che il cervello creativo è tremendamente disordinato.

Sappiamo già che l’innovazione creativa non è localizzata nell’emisfero destro. In realtà, è incredibilmente dispersa.

Egli espresse due condizioni fondamentali delle menti creative:

  1. “La rete dell’immaginazione”. Spazio che ingloba moltissime aree cerebrali, dalla superficie media del cervello ai lobi frontali, parietali e temporali.
  2. “La cognizione autogenerata”. La capacità di sognare a occhi aperti, rimuginare e lasciare che la mente vaghi.
Scattare foto

Mihaly Csikszenmihaly, dopo aver studiato per 30 anni le persone creative, le definisce personalità complesse. Nel loro cervello non risiede una sola persona, sembra esservi un gruppo di professionisti che pone domande, suggerisce idee e nuovi interessi.

Sono proprio queste voci a motivarle. Tuttavia, suggeriscono anche troppe idee, troppi progetti… a volte contraddittori. Si tratta di uno dei problemi più comuni per il cervello creativo: imparare a controllare l’infinito flusso di idee, emozioni e cognizioni.