Charcot, uno straordinario uomo di scienza

· 12 settembre 2018

Jean-Martin Charcot è stato un famoso medico e neurologo. Nato a Parigi nel 1825, ha fornito un contributo fondamentale in ambito medico e psicologico. Fu allievo del famoso Guillaume Duchenne de Boulogne. Entrambi  sono considerati i padri della neurologia. Ma non solo. Charcot fu anche il più importante precursore della psicoanalisi.

Lavorò per 30 anni nel famoso ospedale della Salpêtrière. Quando Charcot vi arrivò, c’erano circa 5000 pazienti. Quasi 3000 di loro avevano problemi mentali. Nella struttura si tenevano anche corsi di formazione per i nuovi medici e si sperimentavano nuovi metodi. All’epoca si trattava del centro medico neurologico più importante del mondo.

“La teoria è utile, ma non impedisce alle cose di accadere.”

-Jean-Martin Charcot-

Charcot divenne molto famoso in Europa quando iniziò a usare l’ipnosi come trattamento per l’isteria. Fu anzitutto un uomo di scienza,  aperto a qualunque innovazione nel campo della medicina. Le sue osservazioni lo portarono a maturare un particolare interesse verso l’isteria, un disturbo che a quel tempo Charcot studiò più di chiunque altro.

Charcot e il suo arrivo all’ospedale la Salpêtrière

Charcot ebbe a che fare con pazienti di ogni genere. Prostitute, vagabondi, persone con problemi cognitivi o emarginati dalla società. Allora la Salpêtrière era nota come “il grande ospizio della miseria umana” o “pandemonio di follia”. Fu Charcot a trasformare quel luogo caotico nel centro di ricerca medica più importante d’Europa.

Donna isterica

Fin dai tempi di Ippocrate, si era parlato dell’utero come un organo mobile che vagava nel corpo della donna. Presumibilmente, a un certo punto questo organo arrivava al petto, causando gravi sintomi. Fra questi strane convulsioni e vampate di calore Tale condizione fu definita isteria. Erano molte le donne che presentavano tali sintomi, pertanto si riteneva che l’isteria fosse una patologia prettamente femminile.

All’arrivo di Charcot la maggior parte dei pazienti non veniva curata, e alla maggioranza delle donne era stata diagnosticata l’isteria. Tuttavia, il medico francese notò che anche alcuni uomini presentavano sintomi riconducibili a tale disturbo. E le donne, oltre a vampate di calore e convulsioni, presentavano anche manifestazioni insolite della malattia, come cecità o paralisi. Ad accomunare tutti quei casi era l’assenza di una spiegazione medico-scientifica.

L’isteria

Jean-Martin Charcot si occupava principalmente dello studio del cervello. I suoi studi hanno posto le basi per la comprensione di malattie come la sclerosi, nonché di far luce su vari aspetti delle emorragie celebrali e di patologie come l’atassia di Friedrich e la sindrome di Tourette.

Tuttavia, la sua curiosità lo portò a visitare più e più volte il cosiddetto “Padiglione degli epilettici semplici”. Il 90% dei pazienti che si trovavano lì erano stati classificati come isterici e nevrastenici.

Charcot tiene una lezione

Charcot dimostrò che l’isteria non era legata all’utero, bensì al cervello. Suggerì anche che l’origine di convulsioni, vampate di calore, paralisi e altri sintomi apparentemente senza spiegazione poteva risiedere in un’esperienza passata. Quasi contemporaneamente giunse alla conclusione che questa malattia poteva essere trattata tramite ipnosi. Ed è proprio così che si sviluppò uno degli scenari più affascinanti dell’epoca: le cosiddette “lezioni del martedì”.

Durante tali incontri Charcot presentava alcuni casi di isteria, inserendoli in una cornice anch’essa isterica, se vogliamo. Vale a dire che esponeva i contenuti in maniera teatrale. Il medico francese mostrava, uno ad uno, come sparivano i sintomi quando i pazienti si trovavano in uno stato di ipnosi. E non si trattava di sole donne. Fu possibile constatare che accadeva lo stesso con i pazienti di sesso maschile.

Charcot, argomento di numerose discussioni

Charcot fu duramente criticato da molti dei suoi contemporanei. Fu  accusato di essere poco professionale e di aver trasformato le “lezioni del martedì” in un circo. Tali affermazioni erano assolutamente infondate. Charcot aveva un profondo spirito scientifico e proprio per questo motivo non escludeva alcuna possibilità a priori. Ben presto individuò alcune analogie tra l’isteria e l’ipnosi.

Propose anche l’esistenza di un’isteria traumatica, ovvero innescata da un evento che aveva avuto un forte impatto sulla mente della persona. Sottolineava che nell’ipnosi il paziente rispetta un ordine a causa della suggestione. Nel caso dell’isteria traumatica si verifica qualcosa di simile. Il trauma è come un’autoipnosi: il trauma funziona da “ordine” e fa sì che il soggetto inizi ad agire inconsapevolmente, in modo strano.

Uno dei grandi contributi di Charcot consiste nell’aver delineato il concetto di trauma mentale e di aver ampliato le nozioni sino ad allora conosciute sull’argomento. Grazie all’importante contributo di questo grande scienziato francese, uno dei suoi allievi, Sigmund Freud, avviò la psicoanalisi.