Che fine ha fatto Baby Jane? Quando l’odio si trasforma in arte

· 18 febbraio 2018

Bette Davis e Joan Crawford, due grandi attrici, grande talento e nemiche per tutta la vita. Ma perché si odiavano tanto se, in fondo, non erano poi così diverse? Entrambe avevano un cattivo rapporto con le loro figlie, le loro relazioni sentimentali erano un continuo fallimento ed entrambe si rifugiavano spesso nell’alcool. Indubbiamente le nemiche di Hollywood di cui si è più parlato nella storia; una inimicizia da cui, tra tutto il trambusto, traiamo un gioiello del cinema: Che fine ha fatto Baby Jane?

In realtà la vita di queste attrici sembra già di per sé un film, quindi non c’è da meravigliarsi che Che fine ha fatto Baby Jane? sia stato un successo e che sia ancora considerato un classico. Attualmente, questo film è tornato a riempirsi di gloria, dopo essere stato riscoperto da alcuni giovani grazie alla serie Feud, che ricrea l’inimicizia di entrambe le attrici e i problemi che ebbero durante le riprese.

È vero che i giovani di oggi sentono una sorta di rifiuto verso i film in bianco e nero, sembra che un film così vecchio gli faccia allergia e che lo sforzo di guardare in bianco e nero sia troppo per loro. Tuttavia, parte della magia di questi film sta proprio in questa assenza di colore.

Scena del film "Che fine ha fatto Baby Jane?"

Odio e terrore

Quando pensiamo ai film horror al giorno d’oggi, ci vengono in mente immagini di possessione demoniaca, effetti speciali, case infestate e scene sanguinolente. Tutto questo ebbe inizio negli anni ’70, in coincidenza con l’uscita di film come L’esorcista, che hanno cambiato per sempre i film dell’orrore.

Fino a quella data il grande maestro del terrore era stato Alfred Hitchcock; la maggior parte dei film erano stati girati in bianco e nero ed erano tutti improntati verso un altro tipo di terrore, più indiretto, più psicologico, possibile grazie all’interpretazione degli attori, alla musica e al mostrare appena.

“Bette Davis ha rubato le mie migliori scene, ma la cosa divertente è che quando vedo Che fine ha fatto Baby Jane? mi rendo conto ancora una volta che me le ha rubate perché sembra una parodia di sé stessa e io una stella”.

-Joan Crawford-

Oggi tutto questo è cambiato, e molti trovano difficile riconoscere in Che fine ha fatto Baby Jane? un film dell’orrore; tuttavia, è così che veniva etichettato all’epoca. E non sono necessari troppi effetti speciali perché Bette Davis ci tormenti con il suo sguardo, per sentire l’angoscia quando Blanche (Joan Crawford), prostrata su una sedia a rotelle, cerca disperatamente di ottenere l’attenzione della sua vicina o di prendere il telefono per chiedere aiuto.

Può esserci qualcosa di più terribile dell’odio? Se qualcuno ci odia, sarà capace di tutto nel caso in cui perda la lucidità mentale, come succede nel film. La paura e l’angoscia del film risiedono in questo odio, nel risentimento e nella rivalità eterna. Quando odiamo, possiamo cadere nell’irrazionalità, non ci importa il danno che possiamo causare e di rado pensiamo alle conseguenze.

Scena del film "Che fine ha fatto Baby Jane?", in cui una donna tiene una bambola

Che fine ha fatto Baby Jane?: due sorelle e due attrici

Che fine ha fatto Baby Jane? racconta la storia di due sorelle che dopo i loro anni di gloria sono cadute nel dimenticatoio. Una, Blanche, è sulla sedia a rotelle e dipende dalla sorella minore. Jane (Bette Davis), così si chiama la piccola, ha perso la sua sanità mentale molto tempo prima a causa del senso di colpa che prova per aver lasciato la sorella paralizzata e vive ripensando ai suoi anni di gloria, sentendo che può ancora tornare a essere bambina, a cantare e ballare con suo padre mentre il pubblico la ammira.

L’odio tra le due, il risentimento e l’ego sono i principali protagonisti del film; quasi come nella vita reale. Che fine ha fatto Baby Jane?  inizia con una piccola Jane artista, egocentrica e viziata dal padre che maltratta tutti quelli che le stanno attorno, tra cui la sua famiglia. D’altra parte c’è la sorella maggiore, Blanche, che la osserva assieme alla madre, a malapena parla e si sente discriminata. Vediamo che questo trattamento preferenziale verso Jane farà di Blanche una donna forte che potrebbe mettere in ombra la sorella, tanto che finirà per diventare una grande star del cinema.

“Non si devono dire cose cattive sui morti, solo cose buone. Joan Crawford è morta. Bene.”

-Bette Davis-

Jane, d’altra parte, verrà dimenticata da quasi tutti i mortali. La verità è che le manca il talento e inizierà a odiare la sorella per averle rubato le luci della ribalta. Blanche e Jane sono due eterne rivali, anche se apparentemente Blanche mostra compassione per la sorella, a poco a poco si scopre che non è stato sempre così. Il film ci presenta scene talmente inquietanti, come il pasto che Jane prepara alla sorella o la canzone I’ve written a letter to daddy.

Questa rivalità, questo odio attraversano lo schermo; forse la storia di Blanche e Jane non è così diversa da quella di Bette e Joan. L’odio, trasformato in arte, si trasforma in qualcosa di degno di ammirazione, un odio completamente vero. Si parla molto di quello che è accaduto sul set di Che fine ha fatto Baby Jane? , la macchina della Coca-Cola installata dalla Davis per competere con la Pepsi della Crawford; la vera percossa della Davis alla Crawford in una scena o il momento in cui la Crawford decise di aggiungere pesi al suo vestito per la scena in cui la Davis doveva trascinarla.

La rivalità era tale che la Crawford vinse un Oscar come miglior attrice. Candidatura per cui era stata nominata la Davis per Che fine ha fatto Baby Jane?, rubandole così la scena.

Feud: il riscatto

Di recente questa rivalità è stata portata in televisione con la serie Feud, interpretate rispettivamente dalle veterane Susan Sarandon e Jessica Lange. La serie diretta da Ryan Murphy ci porta alla riprese del film e ci mostra l’altra faccia della medaglia, quella dei media e dell’industria di Hollywood del tempo. Industria in cui le donne passavano in secondo piano e difficilmente avevano opportunità, ancor meno quando la loro giovinezza e la loro bellezza erano scomparse.

Nella serie si vede che, forse, questa ostilità è stata fortemente alimentata dalla stampa, che sembrava più interessata agli insulti che le due si rivolgevano, piuttosto che alla loro professione. Forse, se le cose fossero andate diversamente, non sarebbero state così nemiche. La verità è che Hollywood era interessata a questa ostilità, era la propaganda perfetta per vendere un film che non poteva contare su un budget molto alto, né su un regista granché apprezzato dagli studi cinematografici, Bob Aldrich.

La serie Feud è riuscita a riscattare alcuni dei momenti più interessanti di queste due stelle, riportando Che fine ha fatto Baby Jane? sotto i riflettori. D’altra parte, oltre a riscattare le stelle Davis e Crawford, ha un cast d’eccezione, in cui spiccano la Sarandon e la Lange che, come le attrici che interpretano, sono in piena maturità, cosa che non costituisce un impedimento perché possano dimostrare il loro talento.

Che fine ha fatto Baby Jane? aveva la pretesa di riscattare due donne che non generavano più interesse nel pubblico più giovane. Era una proposta rischiosa e per garantire il suo successo era necessario venderla con qualcosa in più, ovvero alimentando e sottolineando l’inimicizia delle sue due stelle.

L’odio, come l’amore, può farci diventare irrazionali. Entrambi possono cambiare le nostre percezioni, in modo che queste finiscano per adattarsi più a quello che vogliamo vedere, anziché a ciò che esiste realmente. In questo senso, a Hollywood non importava la felicità, né la morale. L’importante, come per quasi tutte le aziende di grandi dimensioni, era vendere il prodotto.

“Quando odiamo qualcuno, odiamo nella sua immagine qualcosa che è dentro di noi.”

-Hermann Hesse-