Ci rivediamo lassù: il romanzo di Lemaitre

29 ottobre, 2020
"Ci rivediamo lassù" è un magnifico ritratto romanzato della fine della prima guerra mondiale. Il suo autore ci porta nella Parigi del 1919, una città che piangeva i caduti e non sapeva cosa farne dei sopravvissuti.

Nel romanzo di Pierre Lemaitre Ci rivediamo lassù, la prima guerra mondiale sta volgendo al termine. I soldati al fronte cercano di togliersi dalla testa questa idea temendo che le loro aspettative, che corrono più veloci delle pallottole, non vengano esaudite. Sarebbe molto più facile credere, ma poi molto difficile da accettare, che la realtà stia volgendo le spalle alla fede. In questo contesto, il facile diventa difficile.

Questa volta, tuttavia, le indiscrezioni prediranno cosa accadrà; forse troppo tardi per due soldati che, negli ultimi momenti di quel doloroso conflitto, vedranno le loro vite unite per sempre da un legame invisibile che necessita una vita intera per essere spiegato.

Il romanzo – e l’omonimo film – inizia all’interno delle trincee dove il tenente Pradelle teme che la guerra finisca senza aver potuto ottenere sufficienti onorificenze. Per evitarlo, pensa di inviare due dei suoi uomini a spiare il nemico per poi ucciderli alle spalle. La sua idea è quella di provocare un’ultima resa dei conti che aggiunga un’ultima vittoria al suo stato di servizio.

Grazie ai casi della vita, uno dei suoi soldati, Albert, scopre lo stratagemma. Pradelle si accorge di essere stato scoperto e tenta di uccidere il soldato. Anche questa volta, tuttavia, non sarà fortunato. L’uomo, che pensava di aver lasciato sepolto vivo nel cratere di un obice, non morirà.

Uno dei suoi commilitoni, Edward, riuscirà a salvarlo. Un atto eroico non ripagato dalla fortuna. Un frammento di scheggia d’artiglieria sfigura il volto di Edward. La guerra finisce per tutti, per l’Europa, per la Francia e per i tre personaggi che fanno da filo conduttore del romanzo.

“Il mondo ha sempre sofferto di catastrofi ed epidemie e la guerra non è che una fusione di entrambe.”

-tratto da Ci rivediamo lassù

Pierre Lemaitre del libro intitolato Ci rivediamo lassù.
Pierre Lemaitre

Ci rivediamo lassù, dopo la guerra

La maggior parte della storia narrata nel romanzo Ci rivediamo lassù si svolge nel periodo successivo alla guerra: la sfida di ricostruire ciò che è stato distrutto, il ritorno a una vita lontana dalle trincee e dove i proiettili che volano e i cattivi sono altri; o gli stessi ma con altri vestiti.

Si assiste alla formazione di una vera e propria mafia che sotto l’egidia delle istituzioni corrotte non esita a commerciare e trarre profitto dal dolore di un intero Paese. Molte famiglie vogliono solo ricucire le ferite provocate dalla perdita dei loro cari seppellendo in pace i caduti e gli eroi.

Una missione difficile quando chi deve occuparsi di questo compito ha poco o nessun rispetto nel dare un dignitoso addio ai morti. La situazione è difficile, e leggendo Ci rivediamo lassù ci accorgiamo che la volontà non conta nulla. Il romanzo è la narrazione di un disastro.

Ai caduti si accompagnano i sopravvissuti, più sul piano fisico che mentale. C’è chi è tornato vivo, ma traumatizzato, sfigurato, segnato per sempre dall’orrore vissuto. Eppure, anche su di loro incombe il sospetto.

Perché sono sopravvissuti? Perché non sono morti come gli altri? Uomini etichettati e ignorati perché rappresentano un passato segnato da orrore, fame e distruzione.

“Ogni storia ha bisogno di una fine, è la legge della vita. Può essere tragica, insopportabile, ridicola, ma ce n’è sempre una.”

-Tratto da Ci rivediamo lassù

La storia di ciò che abbiamo perso e ritrovato

Due soldati tornano dalla guerra trovando un paese diverso da quello che avevano lasciato. In loro si fa strada lo sgomento, resta l’istinto di sopravvivenza, le paure si ingigantiscono e, tuttavia, il rapporto con la vita non viene reciso. Rapporto che si mantiene attraverso un paio di scarpe o una maschera di cartapesta capace di trasformare una faccia sfigurata in un volto accettabile.

Vediamo anche come l’infanzia, con il suo modo particolare di vedere il mondo, pieno di innocenza, ci permette di eliminare in parte l’amarezza provata. Sono proprio i più piccoli che prima di altri smettono di guardare le brutture per concentrarsi su quello che si può fare.

In Ci rivediamo lassù vediamo che le speranze infrante possono influenzare la nostra vita, che un padre deve prima seppellire il figlio per poterlo accettare. Capiamo, perché l’abbiamo provata tutti, la sensazione che si prova quando qualcosa sembra non importarci, ma ci accorgiamo che ci sbagliavamo solo quando non c’è più.

L’autore afferma che non poteva evitare di ispirarsi al Lazarillo de Tormes. Sicuramente, nelle pagine del suo romanzo troviamo un parallelismo: è Edouard che insegna ad Albert (la sua guida) diverse strategie per sopravvivere e sfruttare un mondo che non li ama e non li apprezza.

Un romanzo delizioso. Un ritratto, spesso ironico, di come una guerra non causa solo distruzione e morte, ma ha anche il potere di lacerare la società e segnare intere generazioni. Eccovi il trailer del film.

  • Lemaitre, P. (2014). Nos vemos allá arriba. Salamandra.