Conoscenza sociale: cos’è?

· 19 febbraio 2018

Qualsiasi persona, a seguito di una superficiale osservazione, può affermare che i fenomeni sociali hanno una natura molto diversa da quelli fisici. Non soltanto sono distinti, ma è diverso anche il modo in cui ci comportiamo in loro presenza. Ma cos’è esattamente la conoscenza sociale? In che modo viene costruita dalla nostra mente? Molti psicologi nel corso degli anni hanno cercato di dare delle risposte a queste domande.

Lo studio sulla conoscenza sociale è un campo di ricerca molto ampio e di grande rilevanza. Questo in seguito al grande interesse verso questo argomento e alla possibilità di un’analisi su più punti di vista (psicologico, educativo, epistemologico…). In questo articolo parleremo di due aspetti in particolare: la costruzione delle rappresentazioni della realtà sociale e la natura dei fenomeni sociali.

Costruzione della conoscenza sociale

Un aspetto chiave della conoscenza sociale consiste nel capire come viene costruita. Osservando il loro ambiente circostante, le persone costruiscono rappresentazioni o modelli volti a spiegare quello che percepiscono. Questo ci serve per dare un senso a quello che succede intorno a noi e a generare dei modelli personali da poi mettere in pratica nel contesto sociale.

Di fatto, le rappresentazioni ci aiutano ad anticipare quello che succederà e ad agire di conseguenza. Il valore adattativo della nostra capacità di generare e adattare modelli validi e affidabili è enorme. Per esempio, quando comprendiamo il funzionamento dell’elettricità e del danno che può provocare, scartiamo subito l’idea di mettere un dito nella presa elettrica.Ballerina

L’ambiente sociale è un aspetto chiave della specie umana. Grazie alla vita in società, siamo stati in grado di adattarci a un ambiente ostile, nonostante le deficienze naturali proprie dell’essere umano. È logico, dunque, comprendere la necessità di disporre di un grande repertorio di modelli sociali che permettano all’uomo di capire come comportarsi nella sua quotidianità e nel suo contesto sociale.

All’interno di queste rappresentazioni o modelli della società, che in psicologia rientrano nel nome di conoscenza sociale, possiamo incontrare tre macro-categorie:

  • La conoscenza degli altri e di sé stessi: attraverso l’esperienza con gli altri, costruiamo modelli che ci permettono di conoscere loro e noi stessi. Conosciamo meglio come funziona la mente altrui, come pensano, e questo ci permette di prevenire le loro azioni. Gli studi sulla “teoria della mente” riguardano proprio questo aspetto.
  • La conoscenza morale e convenzionale: il soggetto acquisisce le regole o norme che regolano le sue relazioni con gli altri. Conoscerle permette di adattarsi alla propria comunità di appartenenza e alla convivenza con altri soggetti. In quest’ottica, lo psicologo Lawrence Kohlberg ha portato a termine alcuni studi sullo sviluppo della moralità nell’essere umano.
  • La conoscenza delle istituzioni: un aspetto chiave della conoscenza sociale è capire i ruoli che occupano le persone all’interno di una società. Stiamo parlando delle rappresentazioni che abbiamo su come si comporta un direttore, un capo, un politico ecc. Questo ci aiuta a compiere un qualsiasi atto sociale senza dover conoscere la persona che abbiamo davanti, semplicemente perché riconosciamo il ruolo che rappresenta.

Natura dei fenomeni sociali

Anche se l’esistenza di profonde differenze tra un fenomeno fisico e uno sociale può sembrare ovvia, spiegare queste stesse differenze è piuttosto complicato. I fenomeni fisici possono essere definiti come oggettivi e indipendenti dal soggetto, mentre quelli sociali come soggettivi e dipendenti. In una prospettiva sociocostruttivista, però, questa distinzione sembra perdere consistenza.

Un tentativo per comprendere di cosa siano composti i fenomeni sociali è quello che ci viene proposto dal filosofo John Searle. Per spiegare le rappresentazioni del mondo sociale, introduce tre elementi: (a) le regole costitutive, (b) l’assegnazione delle funzioni e (c) l’intenzionalità collettiva.

Così come un gioco è composto da regole, Searle afferma che lo sono anche le istituzioni. L’importanza di queste norme risiede nel fatto che senza di esse, non potrebbe esistere il gioco stesso né le istituzioni.

Per esempio, quando si gioca a scacchi, c’è un regolamento che ci dice cosa possiamo fare e cosa no; se queste regole non esistessero, il gioco non avrebbe senso. Accade lo stesso con le nostre istituzioni – esistono in quanto siamo a noi a volere che esistano. Un esempio chiaro in merito è rappresentato dalla moneta. Ci sono regole al riguardo che dicono quanto vale esattamente ogni banconota e in che condizioni cambia il suo valore. Senza queste regole, il denaro non sarebbe niente più che un pezzo di metallo o di carta.Testa e banconote

Parlando di assegnazione delle funzioni, ci riferiamo al tentativo di attribuire funzioni a oggetti o persone. Decidiamo che le sedie sono fatte per sedersi e le forchette per mangiare, ma queste non sono proprietà intrinseche di quegli oggetti: la loro funzione viene decisa dall’essere umano. Questa attribuzione è in gran parte collettiva, tanto da generare una conoscenza socialmente condivisa sulla funzione di persone e oggetti nella società.

Infine, è importante comprendere il ruolo svolto dall’intenzionalità collettiva. Questa riguarda il tentativo dell’essere umano di condividere credenze, desideri e intenzioni. Ciò ci permette di agire in un contesto fatto di cooperazione, ottenendo così una convivenza in una società adattiva e sicura per tutti gli individui che ne fanno parte.

La conoscenza sociale ci aiuta a comprendere e saper agire all’interno della società. Il suo studio rappresenta un grande valore aggiunto che ci consente di agire su livelli diversi. Per esempio, per quanto concerne l’educazione, capire quanto detto ci aiuta a sapere che modelli o misure pedagogiche utilizzare nel tentativo di creare una società più giusta e cooperativa.