Conoscete la sindrome dello “schiavo soddisfatto”?

· 19 ottobre 2015

Non c’è nulla di più sconfortante di uno schiavo soddisfatto”. (Ricardo Flores Magon)

Tutti sanno che uno schiavo è una persona alla quale viene annullata la libertà. Così come accade nella sindrome di Stoccolma, in cui una persona che è stata sequestrata stabilisce un legame d’affetto con il suo aggressore, lo schiavo può sentirsi soddisfatto dall’annullamento della sua libertà.

Ciò non ha niente a che vedere con la sessualità: lo schiavo soddisfatto va ben oltre. Volete sapere di più a proposito di questa sindrome? Siete forse voi ad essere schiavi soddisfatti? Oggi lo scoprirete.

Catene mentali

Quando si parla di schiavitù, tutti pensano che si tratti di qualcosa di obsoleto, che appartiene al passato. È davvero così? Uno schiavo soddisfatto possiede molte catene mentali, il che ostacola fortemente una sua ribellione. Queste catene si trovano nella sua testa e formano parte della sua persona.

Il modo in cui si schiavizza è cambiato: al giorno d’oggi, è più sottile, tant’è che si può essere schiavi soddisfatti senza rendersene conto. A nessuno piace essere uno schiavo, ma che cosa succede quando non ne siamo consapevoli? Ora faremo luce su questa grande incognita.

schiavo soddisfatto 2

Quando non siete capaci di ribellarvi di fronte ad una umiliazione, quando restate a testa bassa durante una discussione senza esprimere la vostra opinione, a quel punto siete degli schiavi. Di cosa avete paura? Sapete che avete voglia di alzare la voce, ma qualcosa ve lo impedisce o forse siete proprio voi ad impedirvelo.

Le catene mentali possono anche essere lì senza l’aiuto di nessuno, se non il vostro. Le regole per vivere nella società o la necessità di essere perfetti, a volte, restringono la libertà che cerca di emergere dal profondo del vostro essere. Di questa cosa, purtroppo, ci si rende conto difficilmente.

Siete felici quando permettete agli altri di umiliarvi? Siete felici quando provate ad assomigliare agli altri? La continua ricerca della felicità vi avvicina ad essa? La risposta a queste tre domande è la stessa: NO.

Viviamo sotto anestesia?

Avere la sindrome dello schiavo soddisfatto è come trovarsi sotto l’effetto di un’anestesia. Siamo come corpi che fanno ciò che credono di voler fare. La realtà è molto diversa: non siamo altro che schiavi soddisfatti.

Pensate per un attimo alle relazioni; di certo, a seconda del posto in cui vivete, avete concezioni diverse a proposito dei rapporti di coppia, dell’infedeltà e della monogamia. Forse prediligete un tipo di relazione che vi è stato presentato come l’ideale sin da quando eravate piccoli … Non è anche questo essere uno schiavo soddisfatto?

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Tutti gli esseri umani cercano la felicità, o almeno credono che questo sia il loro obiettivo. Cosa significa per voi “felicità”? Formare una famiglia? Avere stabilità lavorativa? La felicità è dettata dalla società. Le persone che si ribellano contro questa sindrome cominciano a soffrire a causa degli stereotipi imposti dalla società in cui viviamo.

Ridono di me perché sono diverso, io rido di loro perché sono tutti uguali”. (Kurt Cobain)

Esiste un’uniformità di pensiero, che ci permette di non sentirci strani con le persone che abbiamo attorno. Ma quando ci spingiamo oltre, quando ci togliamo di dosso quelle catene, diventiamo davvero strani, diversi. Cominciamo a vedere le altre persone come un gruppo che pensa nello stesso modo, mentre noi siamo differenti.

Vi ricordate di quelle scarpe che all’inizio non vi piacevano per nulla e adesso, invece, indossate? La pubblicità, la moda e la società vi obbligano ad essere sottomessi. Prima non vi piacevano, ma ora le mettete. Anche se non ci credete, quando indossano quelle scarpe che odiavate tanto, i vostri amici stanno esercitando una pressione su di voi. La società fa pressione su di voi affinché siate uguali agli altri.

Pensiamo per un attimo alle famiglie. Esiste ancora il maschilismo?

In molte case sì, esiste ancora. Se non riusciamo a ribellarci a questo fenomeno e cediamo, ci sentiremo a nostro agio con il trattamento maschilista che riceviamo in famiglia e lo riprodurremo nelle nostre relazioni future, senza rendercene conto.

È per questo che, ancora oggi, esistono molte cose che sarebbero dovute rimanere nel passato. Per questa ragione, le persone sono così incoerenti e non si rendono conto di riprodurre un comportamento che prima criticavano e rifiutavano. È esattamente la stessa storia delle scarpe.

Essere sé stessi è difficile. Sembra che siamo tutti obbligati a seguire un modello e, quando ci allontaniamo da esso, diventiamo degli alieni. La frustrazione, il pessimismo e la depressione possono prendere possesso di voi. Non potete cambiare il vostro contesto, ma potete essere voi a cambiare. Liberatevi dalle catene e sentitevi liberi; cercate la vostra felicità personale al di là dei dettami della società.