Consolidare la memoria emotiva

La scienza dice che il sonno, e nello specifico la fase REM, è determinante per consolidare i ricordi con una certa carica emotiva. Memoria, emozioni e riposo notturno sono intimamente legati.
Consolidare la memoria emotiva

Ultimo aggiornamento: 18 agosto, 2022

Perché le esperienze traumatiche e altamente dolorose sono così difficili da dimenticare? Capire come consolidare la memoria emotiva ha rappresentano per anni un mistero per gli scienziati.

I ricordi intrisi dell’intera tavolozza del nostro universo emotivo definiscono in parte chi siamo. Diverse teorie cercano di spiegare in che modo codifichiamo ed evochiamo fatti, situazioni ed esperienze.

Ciò che è fonte di entusiasmo, paura, sorpresa, tristezza o angoscia aderisce molto di più alla memoria. È come se qualcuno lo scolpisse nel profondo del nostro cervello. I più intelligenti e dotti nelle neuroscienze intuiranno che dietro questa particolarità risiedono i neurotrasmettitori.

Essi mediano il consolidamento della memoria a lungo termine e dei contenuti più emotivi. Tuttavia, in questo processo di archiviazione si unisce un altro elemento non meno interessante. Il sonno sembra essere determinante affinché i ricordi emotivi durino per sempre.

Gli studiosi hanno stabilito che l’ippocampo e l’amigdala sono determinanti per fissare la memoria emotiva.

Donna che dorme.
Le onde dei cicli del sonno sono fondamentali per attivare i ricordi emotivi e consolidarli durante la notte.

Consolidare la memoria emotiva

È stato riscontrato che le persone con insonnia corrono un rischio maggiore di depressione, lo dimostra una ricerca dell’Università di Scienza e Tecnologia di Huazhong. Ciò coincide con un’ipotesi che molti neuroscienziati stanno valutando da tempo.

Uno scarso riposo influisce negativamente non solo sulla memoria, ma anche sul benessere emotivo. Le persone con disturbi del sonno cronici corrono fino al 90% di rischio di sviluppare una depressione maggiore.

Questi dati ci fanno intuire che un buon riposo notturno è fondamentale non solo per fissare i ricordi, ma anche per una migliore regolazione delle emozioni.

L’importanza del sonno REM nella formazione di ricordi neutri ed emotivi

L’Università di Notre Dame ha condotto una ricerca dimostrando nel 2001 che il sonno REM favorisce l’elaborazione e il consolidamento della memoria emotiva. In qualche modo, questa fase finale del sonno articola l’insediamento finale di queste informazioni nel cervello.

Sappiamo tutti che un buon riposo notturno è determinante per il corretto svolgimento delle facoltà cognitive. Durante queste ore di sonno, vengono eliminati i detriti cellulari in modo da mantenere il sistema cognitivo sano. Oltre a ciò, favorisce nuove connessioni neurali, organizza le informazioni apprese e scarta ciò che è considerato superfluo.

La fase REM gestisce e stabilisce ricordi neutri, così come consolida i ricordi emotivi a lungo termine nell’ippocampo e in varie aree neocorticali.

Ippocampo e amigdala, promotori e custodi delle emozioni

La comprensione del meccanismo della memoria è notevolmente migliorata negli ultimi anni grazie alle tecniche di neuroimaging. La risonanza magnetica ha permesso di capire come si consolidano i ricordi emotivi.

Sia l’ippocampo sia l’amigdala favoriscono la memorizzazione di esperienze ad alta carica emotiva come traumi, felicità, amore o paura; questi diventano, nel bene e nel male, ricordi duraturi. Ma è il sonno che risulta determinante nella fissazione di questi ricordi.

I cicli a onde corte e quelli che accompagnano la fase REM riattivano le tracce di memoria dell’ippocampo. Questo insieme di onde e le loro frequenze risulta determinante per riattivare i ricordi, codificarli e consolidarli.

La privazione del sonno non solo influisce sulla qualità della memoria, ma acuisce le emozioni a valenza negativa. Un riposo rigenerante armonizza le facoltà cognitive e consolida i ricordi neutri oltre a quelli emotivi.

Onde cerebrali che simboleggiano come la memoria emotiva si consolida nel cervello.
La fase REM è la quarta fase del sonno che può aiutarci a ricordare meglio le esperienze emotive.

Consolidare la memoria emotiva dipende dal riposo notturno

A seguito di prolungata privazione del sonno, si dimenticherebbero le esperienze più intense ed emotive? Non proprio. La memoria in generale si deteriorerebbe e comparirebbero i sintomi depressivi. Non dormire ha un profondo impatto sul cervello.

Alla luce della suddetta relazione, la scienza studia in che modo i disturbi del sonno cronici e le alterazioni della memoria emotiva in varie condizioni psichiatriche. Ottenere nuove conoscenze in merito permetterebbe di sviluppare interventi più innovativi ed efficaci.

Prendersi cura e promuovere una corretta igiene del sonno è determinante per la salute generale, compresa quella psicologica. D’altra parte, sapendo in che modo si consolida la memoria emotiva nel cervello, è importante tenere conto anche di un altro aspetto.

I nostri ricordi, felici o meno, costituiscono chi siamo. Ci scolpiscono, ci modellano, ma questo è un processo costante che non si ferma mai. Abbiamo sempre l’opportunità di dare forma a esperienze più luminose e piacevoli che possano contrastare, per esempio, i traumi infantili.

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