Essere cortesi non costa nulla e rende molto

· 28 ottobre 2016

Ad essere cortesi non si perde nulla e, soprattutto, si guadagna molto. È un atteggiamento che dovremmo vedere più spesso, perché le parole dette con dolcezza, con tatto e cortesia costruiscono. Perché un “mi dispiace”, un “per favore” o un “dopo di Lei” sono il profumo di quella gentilezza che molti di noi cercano ogni giorno di mettere in pratica.

La cortesia, però, è molto più che un semplice gesto di rispetto per gli altri. Stiamo parlando di un valore personale, di un modo di agire che ci permette di creare relazioni positive basate sulla cordialità. Lì dove la riconoscenza serve per costruire un tipo di linguaggio significativo e potente.

“La cortesia è fatta di tenerezza disinibita, di umorismo e della capacità di adattarsi ad ogni ambiente”

-Fernando Savater

Se ci fermiamo un attimo ad analizzare questo tipo di atteggiamenti, ci renderemo conto di come molte volte gli atti di cortesia vengano vissuti come inaspettati. Perché questa persona è così gentile con me? Starà flirtando? Vorrà qualcosa? Siamo arrivati ad un punto per cui la cortesia, di fatto, ci coglie di sorpresa e addirittura genera sfiducia.

Un aspetto che merita più di una riflessione.gif-ragazza-con-fiori

La cortesia si insegna attraverso gli esempi

Viviamo in una società in cui per chiedere aiuto o informazioni al telefono siamo ormai quasi sempre costretti ad interfacciarci con voci automatiche. Sui treni e sugli autobus, sono i cartelli a ricordarci di lasciare il posto ad anziani o donne incinte, perché spesso da soli ci dimentichiamo di farlo.

Ebbene, le persone cortesi non hanno bisogno che qualcuno ricordi loro come ci si comporta con gentilezza. Lo fanno perché se lo sentono e anche perché così hanno visto fare fin da quando erano bambini. Di fatto, anche se sembra strano, non basta insegnare ai nostri figli ad essere gentili, a dire grazie, buongiorno o mi dispiace quando la situazione lo richiede.

I bambini apprendono molto meglio con gli esempi che con le parole, dunque dobbiamo fare molta attenzione a quello che diciamo o facciamo davanti ai loro sguardi sempre attenti, sempre ricettivi e tremendamente sensibili.

  • Non servirà a nulla insegnare ad un bambino a chiedere le cose per favore se vede che suo padre impone la propria volontà, i propri desideri e ordini senza tener conto del resto della famiglia.
  • Non servirà a nulla dire ai nostri bambini che devono rispettare gli altri se poi sentono la madre, il padre o i nonni parlare male alle spalle di altre persone.
  • Servirà poco dire ad un bambino che è necessario trattare gli altri come piacerebbe essere trattato se poi quello che riceve dalla sua famiglia è incomprensione, solitudine o infelicità.abbraccio

Nessuno può sviluppare o applicare una cortesia autentica se prima non ha vissuto, sentito o visto con i suoi occhi come si costruiscono gli atti più autentici di gentilezza e riconoscimento verso gli altri. Nel momento in cui si capisce cosa voglia dire essere preso in considerazione, si comprende perché è così importante favorire agli altri la stessa sensazione.

Perché la cortesia, di fatto, non costa nulla, e addirittura, rende molto.

Siate cortesi e darete inizio ad un’inarrestabile “epidemia”

La gentilezza, così come la mancanza di cortesia, possono agire come vere e proprie epidemie in molti degli scenari nei quali ci muoviamo tutti i giorni. Per dimostrare ciò, basta ricordare un curioso studio condotto nel 2011 sulla psicologia applicata nelle imprese. In questo studio, venne analizzato l’impatto della mancanza di cortesia all’interno di ambiti quotidiani per moltissime persone.

  • La maggioranza degli intervistati dichiarava di subire atti di scortesia o perfino di maleducazione una volta a settimana nelle proprie dinamiche lavorative.
  • Il 47% di queste persone rivelava che, a causa della mancanza di cortesia e considerazione, il loro impegno lavorativo non era dei migliori: non si sentivano riconosciuti né supportati.
  • Un 12% ha lasciato il suo impiego a causa di queste condotte.
  • Un 25% spiegava che la mancanza di cortesia creava in loro una certa tossicità, fino al punto di essere “contagiati” da essa trasmettendo la stessa negatività e mancanza di considerazione ai propri clienti e agli altri colleghi di lavoro.

La mancanza di gentilezza e cortesia crea un alone di grande negatività che interferisce con il benestare umano e perfino con la produttività. È un germe con gravi effetti collaterali.

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Cosa fare affinché la gentilezza diventi contagiosa

Il neuro-economista Paul Zak.J ci spiega che per migliorare i nostri scenari lavorativi e personali è necessario agire con cortesia, gentilezza e riconoscimento. Il nostro cervello reagisce in modo positivo dinanzi ai gesti gentili ed inaspettati. Libera ossitocina, ormone non legato soltanto all’affetto e alla maternità, ma che viene definito anzi “l’ormone della morale”.

  • Per ottenere un ambiente più vivibile, non basta essere gentili. Se siamo abituati a vivere in contesti sempre più privi di ogni forma di cortesia, è necessario iniziare a mostrare come ci sentiamo, l’impatto negativo che queste condotte negative hanno su di noi.
  • La maleducazione, la mancanza di tatto e di rispetto non deve essere tollerata. È bene mettere limiti, veti e avvertenze.
  • Gli esperti di psicologia del lavoro parlano della necessità di stabilire un patto psicologico. Riassumibile con un “se mi mostri considerazione e rispetto, riuscirò a tirare fuori il meglio di me ed il meglio di te. Ci guadagneremo entrambi. Se mi disprezzi, invece, questo circolo di armonia si romperà e perderemo tutti”.

La gentilezza e la cortesia non sono una semplice lezione da trasmettere ai nostri figli, si tratta di molto di più. Sono un modello di vita mediante il quale diamo l’esempio per creare un mondo più dignitoso per tutti.