Elogiate in pubblico e sgridate in privato, ma senza ferire i vostri figli

· 21 ottobre 2016

Elogiate le virtù dei vostri figli in pubblico, tessete le loro lodi quando se lo meritano, ma correggete i loro errori in privato. Le grida, i rimproveri ad alta voce e i frequenti paragoni con gli altri bambini restano impressi nella mente dei bambini e si riflettono negativamente sulla loro autostima.

L’argomento relativo alla necessità o meno di rimproverare i propri figli nei contesti pubblici è complesso e delicato. Alcuni genitori non esitano a montare scenate con grida e critiche di fronte a tutti, senza pensare alle conseguenze. Basta un errore di condotta, un brutto voto o una parola fuori luogo per scatenare un dramma condiviso che non sarà facile dimenticare.

 “L’educazione è un atto d’amore e, dunque, un atto di coraggio.”

-Paulo Freire-

Ebbene, esiste anche un altro possibile scenario del tutto diverso. Facciamo un esempio: siete con vostro figlio al centro commerciale e, per un motivo qualsiasi, il suo comportamento non è appropriato. Immediatamente le persone intorno a voi cominciano a lanciarvi occhiate ammonitrici nell’attesa che puniate il bambino, dimostrandovi capaci di risolvere la situazione con poche parole e adoperando una ferrea disciplina.

Se così non fate, venite subito etichettati come “cattivi genitori”. Una simile pressione da parte della società, tuttavia, non sempre tiene in considerazione la complessità del percorso di educazione di un figlio né le particolari condizioni di ciascun caso. Bisogna sgridare i propri figli, non c’è dubbio, ed è giusto correggerli, ma bisogna farlo nel modo corretto.

Educare con intelligenza è fondamentale, così come con affetto, intuizione e con il tatto necessario a non ferire e a non accrescere ulteriormente le emozioni negative. Vi invitiamo a riflettere su questo.

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Rimproveri in pubblico: una sottile forma di ferire

Il rapporto con i figli segue le stesse dinamiche di qualsiasi altra relazione interpersonale. Chi è abituato a rimproverare il partner in pubblico con tono accusatorio, sprezzante o ironico, sta facendo del male all’altro. Un dirigente che sgrida un suo impiegato di fronte agli altri non si può considerare un buon leader.

Ancora una volta, risulta fondamentale mettere in pratica l’Intelligenza Emotiva. Essere rimproverati di fronte ad un gruppo di spettatori mina la nostra autostima, trattandosi nient’altro che di un’umiliazione pubblica fatta con cattiveria e senza anestesia. Se ciascuno di noi provasse la giusta sensibilità ed empatia, sarebbe più facile capire che esistono limiti che non devono essere superati.

Ebbene, quando si parla di educazione, l’argomento è ancora più delicato. Esistono maestri e professori, per esempio, che hanno la cattiva abitudine di correggere gli errori di un alunno di fronte a tutta la classe, oltre che con fare spregiativo: “è più che evidente che non passerai mai il mio esame”. A loro volta, molti genitori tendono ad infierire sulla crescita dei propri figli attraverso la lama affilata della cattiva pedagogia.

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Un errore comune è quello di paragonare il comportamento di un figlio con quello di un fratello o di un altro bambino: “tuo fratello è più intelligente”, “i tuoi compagni di classe sono molto più svegli, tu arrivi sempre per ultimo”.

  • Allo stesso tempo, parlare con altre persone di aspetti privati o relativi al comportamento dei propri figli di fronte a loro, come se non potessero sentire, vedere o ascoltare, è un’abitudine non poco diffusa che può influenzare negativamente l’autostima dei più piccoli. Tenetelo bene a mente.
  • Sgridare con urla, concentrandosi soltanto sulla mancanza o sull’errore commesso e senza educare, proporre dei suggerimenti o orientare il bambino è una tattica poco pedagogica che andrebbe evitata.

Aiutate i vostri figli a crescere con pazienza e affetto

Correggete, orientate, disciplinate, punite se necessario, stabilite dei limiti. Ma fatelo sempre con pazienza, in privato e senza ferire. Non crediate che ciò significhi restare impassibili quando i nostri figli si comportano male in pubblico. Tutt’altro.

Il classico “schiaffo” che alcuni utilizzano per frenare il comportamento distruttivo di un bambino spesso non fa altro che intensificare la rabbia o le emozioni negative del piccolo. I ceffoni non educano, ma feriscono, si imprimono interiormente ed hanno lo stesso effetto dei rimproveri sprezzanti del tipo “con te non c’è nulla da fare”, “non so come fare con te”.

Nelle situazioni in cui è ci viene richiesto di agire in pubblico per disciplinare i nostri figli, è bene farlo nel seguente modo.

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Le chiavi per disciplinare in pubblico

Secondo lo studio realizzato da parte del “Family Research Laboratory” dell’Università di Hampshire, sgridare in pubblico un figlio ha delle conseguenze. Aumenteranno le emozioni negative che il bambino proverà in futuro, così come il suo atteggiamento di sfida. Per questo motivo, vale la pena tenere a mente questi semplici consigli:

  • Non badate ai giudizi degli altri. Non sentitevi sotto pressione da parte di chi vi circonda, al supermercato, dal medico o per strada: non è a loro che dovete dimostrare di essere bravi genitori, ma a vostro figlio.
  • In certe situazioni potreste sentirvi in imbarazzo a causa del comportamento di vostro figlio, ma non fatevi trasportare dalla frustrazione. Mettete in pratica l’Intelligenza Emotiva e cercate di entrare in sintonia con lui per capire cosa ha scatenato un simile atteggiamento.
  • Anziché intimargli di smettere con un urlo, offrite dei suggerimenti che lo spingano a riflettere: “hai due opzioni: o ti alzi immediatamente dal pavimento o rimani qui mentre io e tuo padre andiamo al parco”. Quando vi avrà obbedito, ricordate di correggere quel cattivo comportamento in privato. L’importante è che capisca il suo errore.

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Tenete sempre a mente che i bambini sono creature delicate. Il loro mondo emotivo talvolta è caotico ed esplosivo. Tuttavia, è nostro compito sbrogliarlo, alleggerirlo, proporre strategie di controllo e aiutarlo a conoscersi meglio per crescere in felicità.

Siate pazienti e cercate di comprendere le sue emozioni. Sappiate che le stesse cose che a voi possono offendere, a vostro figlio possono fare male. Ricordate dunque di elogiare in pubblico e correggere in privato, ma senza ferire i vostri figli.