Dimmi cosa pensi degli altri e ti dirò chi sei

17, luglio 2017 in Psicologia 0 Condivisi

Il modo in cui vediamo gli altri può rivelare molto sul nostro carattere e sulla nostra personalità. Secondo il Journal of Personality and Social Psychology, chi giudica gli altri come persone oneste, gradevoli e stabili, di solito è anche più soddisfatto della sua vita. D’altro canto, chi ha sempre un’opinione negativa degli altri, tende a essere più asociale, narcisista e sgradevole.

Questo studio ha anche dimostrato che le persone che danno un giudizio positivo sui propri colleghi soffrono meno di depressione e di disturbi di tipo ansioso. Chi si mostra troppo critico con gli altri, invece, ha una maggiore propensione a soffrire di disturbi della personalità, soprattutto di tipo paranoico o asociale.

Più nello specifico, la caratteristica fondamentale del disturbo paranoide di personalità consiste in un senso di sfiducia e sospetto generale verso gli altri, di modo che le intenzioni altrui vengono sempre interpretate come se nascondessero malizia o secondi fini. Le persone che soffrono di questo disturbo interpretano messaggi neutri o positivi come offese, prese in giro, insulti, ecc. Quando dubitano delle intenzioni altrui, le persone paranoiche puntano sempre sull’opzione più negativa. Vale a dire, quella che interpreta le azioni o le parole dell’altro come un attacco.

Lasciando da parte i disturbi della personalità, ci sono molte persone che vivono criticando di continuo tutto e tutti. Di certo tutti noi conosciamo qualcuno che pensa che il mondo sia pieno di gente malintenzionata. Secondo questo studio, a prescindere dal fatto che tale persona abbia ragione o meno, molto probabilmente questi pensieri non contribuiranno affatto alla sua felicità. Anzi, la naturale conseguenza di ciò è che sia ella stessa una persona schiva e sfiduciata.

Siamo degli specchi

Il mondo esterno ha la funzione di uno specchio per la nostra mente: in esso vediamo riflesse diverse caratteristiche o aspetti del nostro stesso essere. Quando osserviamo una caratteristica di qualcuno che non ci piace o proviamo un sentimento di rifiuto, può darsi che quell’aspetto, in un modo o nell’altro, esista anche dentro di noi. Anzi, quel rifiuto potrebbe essere un semplice riflesso del rifiuto che proviamo per noi stessi.

È anche possibile che il nostro inconscio, aiutato da queste proiezioni, ci faccia pensare che quel difetto esiste solo “lì fuori”, in quell’altra persona. La proiezione psicologica è un meccanismo di difesa attraverso cui una persona attribuisce a qualcun altro sentimenti, pensieri o impulsi che appartengono a lei, ma che nega o considera inaccettabili per se stessa.

Questo meccanismo si attiva in situazioni di conflitto emotivo o quando ci sentiamo minacciati dall’interno o dall’esterno. Per diminuire il nostro malessere interno, proiettiamo all’esterno tutte le qualità che non accettiamo, attribuendole ad un oggetto o ad un soggetto esterno a noi stessi. In questo modo, la nostra mente apparentemente riesce ad allontanare questi contenuti minacciosi e a combattere contro di essi nel mondo reale.

La proiezione psicologica è un meccanismo di difesa mentale per cui il soggetto attribuisce ad altre persone virtù o difetti propri.
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Buona parte di ciò che ci disturba negli altri è una proiezione di noi stessi

Il mondo interno tende a colorare il mondo esterno con le sue stesse caratteristiche. Per esempio, se ci sentiamo molto contenti, di solito osserviamo il mondo che ci circonda con ottimismo e allegria, ed esprimiamo questo punto di vista attraverso frasi come “oggi la vita mi sorride” o “che bella giornata”.

Ovviamente, la vita non ci sta sorridendo e quella non è una bella giornata per tutti. Si tratta di qualità del tutto soggettive e siamo noi stessi a tirarle fuori. Questo processo di proiezione riguarda il funzionamento della mente umana e, proprio per questo, ci aiuta a sentire e a concepire il mondo come qualcosa di umanizzato.

Molto spesso, quello che troviamo difficile negli altri corrisponde proprio a quello che non abbiamo ancora risolto dentro di noi. E, se l’avessimo risolto sin dal principio, non si sarebbe mai trasformato in un problema. In questi casi, l’accettazione dei nostri difetti e la meditazione ci possono aiutare a conoscerci meglio e a valutare diversi punti di vista prima di trarre conclusioni affrettate.

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