Cosa si cela dietro i bambini indisciplinati?

· 17 luglio 2015

Indisciplina, grande dilemma e grande problema. A volte non ci rendiamo conto di alcuni atteggiamenti e poi è troppo tardi, quando le reazioni dei figli non ci strappano più un sorriso, ma una smorfia di preoccupazione o rabbia. Un rifiuto, un capriccio, una reazione di sfida che mina l’autorità dei genitori o degli educatori. Come risolvere questo problema? Ma ancora più importante: cosa provoca questi comportamenti nei più piccoli? Vediamolo insieme!

Cosa si cela dietro un bambino indisciplinato

Gli educatori e i professionisti in materia educativa ci avvertono: dietro ad un bambino indisciplinato c’è, ovviamente, un modello educativo scorretto. Bisogna averlo ben chiaro, man mano che i bambini crescono cercano di superare i limiti dei genitori e vogliono acquisire sempre maggiore autostima, senza comprendere ancora le regole della società. Possono diventare esigenti ed autoritari, incapaci di resistere alla frustrazione, in continua ricerca di attenzione, di oggetti, di soddisfazioni e auto-diritti.

Sono bambini che non sono stati tenuti sotto controllo né ai quali sono stati imposti limiti. L’indisciplina è di fatto un’assenza di controllo e direzione da parte di chi ha la responsabilità di educare. È vero che ogni bambino è unico, che dispone di una personalità propria e di un carattere che, di certo, non sarà uguale a quello del fratello, per esempio.

Tuttavia, questo compito spetta a tutti, in quanto padri, madri, nonni, maestri o psicologi; educare al rispetto dei limiti per imparare a vivere in società rispettando gli uni agli altri. Se un bambino non vede i limiti, sarà sempre più frustrato poiché non vedrà mai compiersi le sue necessità e desideri. Non saprà rispettare gli altri, né se stesso.

A volte si vedono molti genitori poco preoccupati di quello che è importante per il bambino. Si impongono modelli educativi troppo permissivi, a volte anche poco efficaci, nervosi, incoerenti con le regole. Situazione che poco a poco modellano questi bambini indisciplinati che tutti conosciamo e abbiamo visto qualche volta.

Educazione cosciente e disciplinata

Per educare bambini disciplinati, è necessario fare proprie alcune idee basilari:

-Bisogna assumere la propria autorità. Ma attenzione, autorità non vuol dire alzare la voce, gridare, applicare norme inflessibili o castighi severi. Disporre di autorità significa che, in quanto genitori, si ha la responsabilità – e l’obbligo- di educare persone che sappiano vivere nella società. Persone che capiscano le norme, che imparino ad essere indipendenti, che si assumano le proprie responsabilità e sappiano rispettare gli altri. Le parole d’ordine devono essere coerenza e logica.

– Imparare a porre limiti. Sono essenziali al momento di educare. I bambini devono sapere cosa è bene e cosa non è bene fare, cosa ci si aspetta da loro in ogni situazione e cosa non. Se questi limiti sono coerenti e vengono mantenuti nel tempo, i bambini saranno in grado di assumerli e cresceranno comprendendo le norme. Se non sanno dove ci sono limiti, cresceranno giovani poco resistenti e frustrati, persone dall’essenza infelice ed insoddisfatte.

-Educazione democratica. È basilare. Ogni regola dovrà essere negoziata, spiegando anche quale finalità ha. Bisogna mostrare vicinanza e comprensione ai bambini, in modo che sappiamo di essere sempre ascoltati, che le loro parole sono importanti e che le nostre regole hanno lo scopo di istruirli in modo da vivere in società. Bisogna fare degli esempi, stabilire una comunicazione aperta e fluida, in cui non ci sano ricatti né doppi sensi.

Bisogna agire con attenzione. I bambini indisciplinati sono speso il riflesso di un’educazione erronea, permissiva e poco interessata. Come padri ed educatori bisogna sapere che avere dei figli presuppone una grande responsabilità. Significa sforzarsi di essere modelli da seguire per orientarsi in una società in cui imparare ad essere felici. Per essere felici, bisogna saper rispettare, valorizzare, ascoltare, cedere, assumere e imparare…  tutto questo ci insegna ad essere disciplinati.

Immagine per gentile concessione di Nicoletta Ceccoli