Sapete cosa sono i crolli psicotici?

· 5 luglio 2016

I crolli psicotici costituiscono una grave alterazione del giudizio in merito alla realtà. Affinché si possa migliorare la qualità della vita delle persone che ne soffrono, è necessario un trattamento ed una comprensione adeguati.

Attraverso questo articolo, vi offriamo informazioni riguardo ai principali aspetti di questa condizione, a cosa possono essere dovuti e alcuni suggerimenti per poterli gestire.

Cosa sono i crolli psicotici e quali i loro tratti principali?

I crolli psicotici si caratterizzano per il fatto che la persona colpita possiede idee e percezioni anormali, così come una perdita di contatto con la realtà, accompagnata da alterazioni nel comportamento. Si genera una rottura temporanea con la realtà.

Non potendo agire con normalità all’interno del proprio ambiente, la persona che presenta un crollo psicotico vede una realtà alterata. I tratti principali dei crolli psicotici sono:

Deliri o alterazioni dei contenuti del pensiero, dovuti ad interpretazioni o distorsioni della realtà.

Allucinazioni. Percezione di un oggetto, immagine o stimolo esterno che non è reale.

Pensiero e/o comportamento disordinato.

– Aspetto fisico non curato.

Isolamento sociale.

La loro durata può variare da giorni fino a settimane, arrivando anche a richiedere il ricovero in ospedale. Tuttavia, con un adeguato trattamento medico e psicologico, la persona si stabilizzerà, potendo riprendere la sua consueta routine.

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A cosa sono dovuti i crolli psicotici?

I crolli psicotici possono prodursi per cause differenti, come un eccessivo consumo di alcol o altre droghe, certe medicine, fattori organici o biologici, depressioni gravi, forti impatti emotivi o perché si soffre di schizofrenia, disturbo bipolare o disturbo borderline di personalità, tra altri.

Confusioni in merito ai crolli psicotici

Esiste una certa confusione riguardo alla differenza tra un crollo psicotico e altri disturbi mentali. Molte persone credono che sia uguale alla schizofrenia. Si può dire che la schizofrenia è un tipo di disturbo psicotico di lunga durata, mentre il decorso di un crollo psicotico risulta molto meno protratto nel tempo, manifestandosi in maniera occasionale.

Il Disturbo Borderline della Personalità o il Disturbo Bipolare, dentro la loro sintomatologia, prevedono la comparsa di un crollo psicotico. Tuttavia, ciò può manifestarsi anche come episodio unico, senza essere associato ad altre malattie mentali, come per esempio in una situazione altamente stressante per l’individuo, come potrebbe essere un incidente stradale.

Qual è il trattamento previsto per i crolli psicotici?

Le persone che presentano il rischio di avere un crollo psicotico o che lo hanno subito qualche volta, necessitano di trattamento farmacologico (antipsicotici) e di sedute di psicoterapia. Anche interventi a livello familiare sono soliti sortire degli effetti, dato che rappresentano un modo di avvicinare la famiglia all’esperienza della persona, fornendole informazioni, strumenti e sostegno.

Molti specialisti in materia consigliano una buona opera di sensibilizzazione e di presa di coscienza da parte della società.

La non stigmatizzazione, la comprensione e l’aiuto continuo, la realizzazione di attività ludiche e/o sportive, il dialogo con la persona affinché continui a prendere le medicine e il fatto che si senta amata, valorizzata, rispettata e sostenuta possono risultare d’aiuto a coloro che ne sono colpiti, più di quanto possiate pensare.

Alcuni psichiatri sostengono il Trattamento Assertivo di Comunità per trattare individui che presentano episodi di crolli psicotici, dato che, con la sua applicazione, il decorso della malattia viene migliorato e diminuiscono i processi di ricaduta.

Il Trattamento Assertivo di Comunità è un programma che può essere applicato fin dagli inizi della comparsa di un crollo psicotico e si basa sull’orientare la persona che ne soffre, fornendole cure continue e un controllo attivo della sua evoluzione. È un lavoro comunitario integrato, diretto verso il contesto e l’ambiente del paziente, poiché ha come proprio asse centrale l’intervento a domicilio.