Non dormire a sufficienza: cosa succede alla mente

31, luglio 2015 in Curiosità 2742 Condivisi

Dormire poco può provocare una sensazione orribile, ma cosa accade realmente alla mente e al cervello quando non si dorme abbastanza?

Lo statunitense Randy Gardner detiene il record per essersi privato intenzionalmente del sonno per il lasso di tempo più lungo; si tratta di un evento scientificamente documentato. Senza l’aiuto di nessuno stimolante, riuscì a rimanere sveglio per 264,4 ore, ovvero per ben 11 giorni e 24 minuti!

Tra le ragioni che lo spinsero a compiere questo gesto, vi era la volontà di dimostrare che la mancanza di sonno non è nociva, ma si sbagliò: dormire poco è estremamente dannoso! Randy, infatti, soffrì di diversi problemi, tra cui paranoia, allucinazioni, cambi di umore repentini e tutta una serie di problematiche psicologiche, come quelle che troverete nelle prossime righe di questo articolo. Non si era reso conto che tutte queste angoscianti preoccupazioni erano le conseguenze della mancanza di sonno.

10 effetti psicologici della mancanza di sonno e i conseguenti rischi per la salute

Dormire poco fa sì che il nostro cervello sia meno efficiente, perché deve lavorare di più per ottenere gli stessi risultati. Questo è stato dimostrato da alcuni studi di neuroimaging, i quali mostrano che il cervello delle persone che dormono poco ha bisogno di pompare più sangue verso la corteccia prefrontale, per tentare di combattere gli effetti della privazione di sonno.

  • La memoria a breve termine si riduce. Dormire poco peggiora la nostra memoria; senza memoria a breve termine, una persona non riesce neanche a ricordare un numero di telefono, quindi è incapace di realizzare operazioni complesse. È per questo che, senza il dovuto sonno notturno, si tende a dimenticare le cose. A Randy Gardner, l’uomo che rimase senza dormire per il maggior numero di giorni, venne chiesto di fare delle semplici sottrazioni: egli non riuscì a risolverle, rispondendo che non sapeva cosa gli stessero chiedendo.
  • Dormire poco fa perdere la memoria a lungo termine. Il sonno riveste un ruolo importante anche per quanto riguarda la solidità della memoria a lungo termine: quando dormiamo, il cervello “dà l’ordine” di incorporare e dare un senso alle informazioni ricevute durante la veglia. È così che il nostro apprendimento si consolida mentre dormiamo.

non dormire (2)

  • Perdita dell’attenzione. In generale, le persone possiedono una buona capacità attentiva: possono distinguere una voce fra varie, vedere oggetti piccoli e individuare cose che si muovono in una marea di informazioni visive senza distrarsi, fra altre attività. Dormendo poco, l’attenzione viene consumata molto più rapidamente: se non dormiamo abbastanza, non possiamo porre attenzione ai nostri sensi come ci piacerebbe. Il risultato è quella strana sensazione di distrazione che sperimentiamo quando siamo stanchi.
  • Se non si dorme, non è possibile programmare le cose. Dopo 36 ore senza dormire, la capacità di programmare e coordinare le nostre attività comincia a venire meno. Gli studi dimostrano che la capacità basica per decidere quando e come iniziare oppure cessare qualsiasi attività diminuisce molto rapidamente con la mancanza di sonno. Dormire poco aumenta a dismisura l’incapacità di prendere decisioni.
  • Le cattive abitudini si accentuano. Dal letto, è facile fare piani o controllare l’inizio e la fine delle attività, perché si ricorre ai sistemi automatizzati del cervello, in parole povere, le “abitudini”. Dormendo poco, ci si basa sulla ripetizione di azioni; questo è positivo se si tratta di buone abitudini, ma estremamente negativo quando le abitudini sono cattive e c’è bisogno di cambiarle.
  • Dormire poco è rischioso. Chiunque abbia giocato una partita a poker fino a tarda notte conosce gli strani effetti della fatica sul senso del rischio: la scienza che studia i giochi di carte ha dimostrato che, con poche ore di sonno, i giocatori rimangono bloccati su un’unica strategia. Diventano incapaci di cambiare il loro piano di gioco nonostante l’esperienza. Perdere ore di sonno significa assumere dei rischi, mentre spesso sarebbe meglio avere la lucidità necessaria per decidere di fermarsi prima di rischiare.
  • La morte delle cellule cerebrali. Diversi studi hanno dimostrato che non dormire uccide le cellule e causa danni al cervello: alcuni esperimenti condotti sui topi hanno rivelato che, a causa della mancanza prolungata di sonno, muore il 25% delle cellule cerebrali. Altre ricerche hanno mostrato che una conseguenza dell’assenza di sonno è la perdita dell’integrità della materia bianca del cervello. Dormire poco è negativo sia dal punto di vista psicologico che fisiologico.
  • Comparsa di delirio. Se una persona viene regolarmente privata del sonno, comincia a sperimentare il delirio; i sintomi includono la psicosi, la paranoia, allucinazioni, aggressività e molto altro. Sono stati individuati forti collegamenti tra insonnia e malattie mentali; sfortunatamente, le stesse malattie mentali possono causare insonnia. Chi ha difficoltà a dormire corre il rischio di scatenare un circolo vizioso? Ci sono varie idee sul come curare il sonno senza l’uso di pillole, come per esempio i metodi di valutazione e di intervento cognitivo-comportamentale.
  • Dormire poco aumenta gli incidenti. Uno degli aspetti più preoccupanti del non dormire è che le ore di veglia si accumulano e cominciano a provocare stress. Può capitare che si perdano una o due ore di sonno a notte e che non ci si renda conto che, con il tempo, l’effetto di questo sia molto nocivo. Gli esperti sostengono che le persone che guidano dopo aver dormito poco non si rendono conto dei rischi che corrono. Dormire poco o non aver dormito affatto, per poi guidare, può essere più pericoloso che guidare in stato d’ebbrezza (molti degli effetti sono gli stessi, ma il guidatore non ne è consapevole).
  • Il recupero dopo 11 giorni senza dormire. Dopo essere rimasto sveglio per 11 giorni senza dormire, Randy Gardner disse che la prima notte dormì 14 ore e la notte seguente altre 10 ore; dopodiché, si riprese del tutto.
Guarda anche